venerdì, febbraio 02, 2007

La ruvidezza di certe valutazioni

Update: la carta igienica ruvida è sparita. I casi sono due: o qualche posteriore molto in alto ha fatto le sue (giuste) rimostranze, o è stato appena dimostrato il potere dei blog :P

Qualche giorno fa, Titti raccontava in questo post di aver trovato un fossile al supermercato: il caffè di cicoria. Le sue osservazioni erano orientate al marketing, evidentemente, ma oggi ho scoperto una cosa che anch'io consideravo un fossile, e le considerazioni che mi vengono in mente sono più che altro di costume: nel bagno dell'ufficio c'è la carta igienica ruvida.

Io la carta igienica ruvida me la ricordo a casa di mia nonna, che la prendeva rosa ma c'era anche in verdino, credo; e mi ricordo anche di un periodo in cui nei negozi si poteva scegliere tra le due varietà (ruvida e morbida), ma poi, a partire da un momento che non saprei collocare nel tempo, ho sempre visto solo la morbida. Allora che cos'è questa storia? Trattasi di una fornitura ad hoc per la mia azienda? Perché se così fosse, allora la medesima sarebbe denunciabile per crudeltà mentale, visto che in questi giorni si discutono le valutazioni di tutti i dipendenti e non è che uno si senta proprio avvolto da dieci piani di morbidezza... Insomma, non so come esprimere il concetto senza ricorrere a metafore un po' forti, per cui mi fermerò qui.

Però c'è un'altra coincidenza che riguarda le valutazioni: si fanno sempre nel periodo dei saldi. In poche parole, intanto che ti brasi allegramente la carta di credito, in una stanza si sta decidendo se d'ora in avanti avrai ancora un conto in banca. E ancora: i negozi svuotano il magazzino, l'azienda pure.

C'è qualcosa di triste e di umiliante in tutto questo. Chi ha studiato per vent'anni non dovrebbe essere ancora giudicato, subire due esami all'anno, avere i voti. Chi ha studiato per vent'anni, tutt'al più, dovrebbe essere chiamato a rispondere delle cose che ha fatto o non ha fatto man mano che le cose succedono, e non processato in contumacia da un consesso di persone (stimabilissime per la maggior parte, per carità) che qualche volta neanche lo hanno mai visto in faccia.

E chi ha studiato per vent'anni, in ogni caso, non dovrebbe andare a fare pipì e trovare la carta igienica ruvida.

11 commenti:

Mascetti ha detto...

L'azienda che descrivi me ne ricorda una che ho conosciuto da vicino. Non solo veniva gestita col terrorismo sui dipendenti. Quando lo riteneva utile, tentava anche di distruggere la carriera dei clienti. A volte, pero', commetteva qualche errore di valutazione.

MarketingPark ha detto...

Grazie della citazione Giuliana. Sarà utile per ripescare anche dalla memoria recente dei tuoi aficionados avvistamenti di altri fossili.
Per quanto concerne "l'articolo" protagonista del tuo post, sono stupita che ve ne sia ancora di quel tipo in giro.
Un tempo, in base al budget personale, si poteva optare per il morbido o il ruvido. Oggi anche quella barriera sociale è stata abbattuta e la grande distribuzione propone - nelle linee cosiddette "primo prezzo" prodotti eccellenti. Forse, nel vostro caso, si tratta di avanzi di magazzino bulgari, acquistati per 2 cent dalla tua azienda (che, da quello che so, non se la passa tanto malaccio). Però, in periodo di time-sheet la cosa "brucia" ancora di più (consentimi la battuta!).
Ciao

TZ

copyman ha detto...

Aaaargh! Mi hai fatto ricordare di colpo la Miscela Leone, un nerissimo e disgustoso infuso di cicoria, orzo e altri cereali tostati che la buonanima di mia madre metteva nella Napoletana e che per anni ha infestato la mia prima colazione.:(
A parte questo hai la mia totale, incondizionata solidarietà sia per le abrasioni fisiche (di questi tempi è grasso che cola se non si scende al riciclo dei fogli di giornale) sia per quelle, assai più dolorose e umilianti, alla tua dignità di professionista.

giuliana ha detto...

mascetti: benvenuto! credo che l'azienda non sia la stessa, perchè è poco che si è adottato questo simpatico metodo. in compenso, ho provato ad andare a leggerti ma non ci si può arrivare :(

TZ: chissà perchè quest'innovazione. forse è proprio voluta, una sottile metafora dell'ufficio logistica per esporre un'opinione. se questa carta sparisce con le valutazioni, vuol dire che forse effettivamente non era casuale :)

copy: grazie :)

Mascetti ha detto...

Scusami, la nuova release di blogger mi ha causato dei problemi :-)
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giuliana ha detto...

grazie!

La Meringa ha detto...

Ma ho pensato: e quelli che non hanno avuto l'immensa fortuna di studiare per vent'anni al fine di pulirsi con carta igienica liscia? Son loro che meritano quella ruvida??? ;-)

giuliana ha detto...

meringa: c'hai ragione, c'hai. neanche gli altri la meritano. è solo che nella foga della stesura mi sono fatta prendere dall'ideologia imperante: tra il tuo e il mio, difendo sempre prima il mio ;)

Chiara ha detto...

Io mi accontenterei anche della carta igienica ruvida, pur di avere un bagno riscaldato... ;-(
Un saluto
Chiara

Maurizio Goetz ha detto...

Se lavorate autonomamente potete avere la carta che volete, tanto la pagate voi ;)

andrea ha detto...

conoscendo il contesto avanzo l'ipotesi che la fornitura arrivi direttamente dal Perù...
;-D