venerdì, marzo 09, 2007

Il ghigno del dimissionario

È tempo di turn over da noi. Negli ultimi due mesi è andata via una persona alla settimana, uno dei “vecchi” alla settimana. Se continua con questo ritmo, in capo a due mesi non ci sarà più nessuno in grado di sapere come sono partiti la maggior parte dei progetti su cui lavoriamo. Un reset della memoria aziendale. Via la zavorra, largo ai giovani, che loro sì che hanno fame, che vivono con le mamme e che neanche si sognano di comprare casa o fare figli. Un bel respiro per il bilancio. E se non sono capaci, che fa, magari li facciamo manager subito, così non hanno da sapere niente.

Però sono belli da vedere, i dimissionari. Hanno un rictus sulla faccia che non è un sorriso ma di più. Danzano per i corridoi con una serenità del tutto nuova, per loro e per chi li conosce da anni. E si prendono le loro piccole rivincite, soprattutto se, dopo aver consegnato la fatidica lettera, rimangono ancora a lungo.

È un mese da favola. Mandano mail al cliente che neanche nei loro sogni più arditi hanno mai mandato, parlano al telefono con le zampe distese sulla scrivania, e intanto non si fanno nessuno scrupolo. E non c’è cattiveria, non c’è accanimento: c’è solo una serafica consapevolezza di star vivendo un lunghissimo venerdì pomeriggio, che non avrà nessuna conseguenza sul lunedì. Anzi, dopo il quale non ci sarà un lunedì. Uno stato di beatitudine paragonabile solo a quello del collega appena rientrato dalla lezione di yoga o dalla vacanza di due settimane alle Maldive: chakra attivati, atteggiamento zen, apertura al mondo. Solo che questi dello yoga e delle Maldive mezz’ora dopo sono punto e a capo, mentre il dimissionario no, lui è un recidivo della felicità.

Il meglio di sé uno non lo dà quando arriva in azienda, lo dà quando se ne va. È solo allora che non ha più niente da perdere e quindi, fatalmente, inizia a vincere su tutti i fronti. Ci metterei la firma per lavorare sempre con almeno un dimissionario in un ruolo chiave del team. È vero che sono meno coinvolti, ma sono anche più lucidi, senza più pressione addosso. E poi sono più belli: più alti, più biondi, con gli occhi più azzurri, i tratti più distesi. Credo che anche la loro vita sessuale sia più intensa, in questo periodo.

Le dimissioni sono uno stato dell’anima. A volte travestito da tristezza per quello che si sta per lasciare, da stress per il cambiamento, ma è tutta una finta. Li vediamo dopo un po’, i dimissionari. Invitati agli aperitivi di addio di altri dimissionari. Sono belli come il sole, chi fumava ha smesso e chi era un integralista del no smoking ora si accende qualche sigaretta. Sono dimagriti i più ex pingui, hanno messo su un po’ di carne quelli che tendevano all’anoressia. E soprattutto sorridono. Parlano entusiasti del loro lavoro, lo dipingono come la figata più stratosferica del mondo. Sorridono parlando.

Gli aperitivi dei dimissionari sono una kermesse da non perdere assolutamente. Ci sono i colleghi di oggi e di ieri, ci sono quelli che arrivano presto perché ci tengono a fare quattro chiacchiere prima del casino e quelli che arrivano in ritardo perché gli hanno fissato una riunione alle 7, ci sono quelli che dicono di non reggere l’alcol e dopo mezz’ora sono seduti su un tavolo a raccontare barzellette, ci sono quelli timidi e quelli chiacchieroni, quelli che ci scherzano su ma hanno il cv in tasca e lo volantinano in giro.

Umanità dimissionaria, umanità beata. Un bel momento, davvero un bel momento. Bisognerebbe imparare a farlo ogni due anni.

29 commenti:

La Meringa ha detto...

E' vero, è vero, concordo su tutta la linea!!
E aggiungo che a me, quando ho preso la decisione di dare le dimissioni, mi è venuta un'orribile malattia, tanto era lo sfogo che buttavo fuori!

giuliana da venezia ha detto...

Quante volte ho immaginato questo momento. Nei periodi di maggior incazzatura o di grande stress ho pensato alla lettera di dimissioni e io il giorno dopo arrivare a lavoro a cavallo....

giuliana ha detto...

meringa, conosco gente che non è potuta andare a discutere con l'ufficio del personale perchè si è svegliata con un orzaiolo, le emorroidi e un pieno di afte. che, se lo leggi in chiave psicanalitica, ti dà un'idea precisa di quello che voleva dire ;)

giuliana da venezia, benvenuta!
andare in ufficio a cavallo deve essere una cosa strepitosa!!!

Captain's Charisma ha detto...

In effetti, l'ultima volte in cui ho presentato le dimissioni, mi son sentito davvero un figo...per che cosa poi ???

copyman ha detto...

E' triste pensare che sia necessario liberarsi del lavoro per ritrovare se stessi, per sbloccare situazioni di sofferenza psicofisica e di crisi dell'autostima.
E' amaro pensare ai lunghi mesi trascorsi in trincea, arroccati a difesa di una sedia e di una scrivania, umiliati e delegittimati agli occhi dei colleghi. Guardare un (ex) collega esprimere tutto il suo potenziale professionale una volta rassegnate le dimissioni è affascinante...però è difficile aggirare alcune domande scomode sul proprio atteggiamento.

pOpale ha detto...

Devo dire che l'ultima volta che l'ho fatto mi sono sentito bene solo in un primo momento. Poi, non so spiegare, forse a causa della consapevolezza che dopo il primo momento di euforia per la novità sarei piombato negli stessi meccanismi mi ha fatto apprezzare meno il Dday (dimissionDay). Fose invece che ogni due anni si dovrebbe fare ogni due settimane ;)

giuliana ha detto...

charisma: ho visto succedere anche questo. qualcuno ha deciso di non andare via perchè la sola idea di rimpiangere quello che aveva lasciato lo faceva star male!

copy: quali "domande scomode"? ;)

ale: ogni due settimane mi sembra un po' stressante :D

ABS ha detto...

"Le dimissioni sono uno stato dell’anima." Standing ovation. :o

LA CONIGLIA ha detto...

giuly mi schiudi davanti il mondo aziendale...non male eh :)

Ti muovo una piccola rimostranza...
Io ME LO SOGNO di poter andare via di casa e non dover stare sempre sotto l'ala di mamma e papà.
Ma non è facile coi lavori che ci propinano ora, appena laureata so già che mi aspettano solo co co pro e colloqui in cui mi dicono chiaramente che anche se mi assumeranno a fine contratto mi danno un calcio nel sedere...
Come me la compro così una casa?come posso anche solo pensare di fare dei figli?

Un pò di comprensione per i giovincelli d'azienda, spesso si sognano i contratti che avete voi veterani... :(

Ciò non toglie che ci sono quelli che lavorano e stanno a casina di mamma,ma mi viene da sputargli in un occhio!!!

Brigida ha detto...

Davvero c'è chi si dimette?
Coi tempi che corrono non faccio che immaginare tutti che si abbarbicano disperatamente alla propria sedia

Chiara ha detto...

Al momento sono abbarbicata alla mia sedia: posto di lavoro a 15 minuti di macchina da casa, rispetto per chi ha figli e una certa elasticità negli orari mi trattengono qui. Qual è il problema? Il lavoro è noiosissimo, e non è il mio. Ci sono capitata in una ristrutturazione interna e ora me lo tengo perché non c'è altro. Sogno di poter tornare al mio vecchio lavoro, anche se le competenze accumulate in questi 3 anni mi hanno arricchita.
Ma la lettera di dimissioni è un miraggio lontano... :-(

giuliana ha detto...

abs: :)

coniglia: non voleva essere offensivo, tutt'altro. il fatto è che, dal punto di vista dell'azienda, i giovani sono carne da macello: gli si possono proporre le cose più nefande, perchè loro accettano tutto, pur di iniziare a lavorare. non è giusto, lo so, ma per un'azienda è molto più complicato avere a che fare con gente che lavora già da molti anni, ha famiglia e, come dici tu, un contratto che non è una barzelletta. e quindi via con la tratta dei neolaureati. l'unica cosa che vi rimprovero, semmai ce ne fosse bisogno, è che sono anni ormai che subite questa situazione senza reagire in alcun modo. il messaggio che lanciate, così, è che vi va bene. ovviamente non è una critica nei tuoi confronti, per te è fin troppo presto, ma quelli che arrivano qui li vedo e mi fanno tenerezza: sono arroganti e ambiziosi, competitivi come se stessero a wall street, e sembrano dire "frustatemi, continuate pure, sono qui apposta". occhio, coniglia, forse è il caso di cominciare a smuovere qualcosa ;)

brigida: sì, c'è chi si dimette, dopo aver superato la fase attak. per la verità ultimamente da noi sembra essersi aperta la fase svitol :)

giuliana ha detto...

chiara: come ti capisco!!!

LA CONIGLIA ha detto...

Giuly, la verità è che quando ci propongono un posto di lavoro ci sembra un miracolo, e siamo pronti a tenerlo coi denti e dando anche il c...(va beh mi hai capito!)Anche se sono studentessa universitaria sono già dentro il mondo del lavoro e capisco perfettamente cosa mi dici...Il mio 'picco' di orgoglio è stato quando avevo il giorno dopo pasquetta libero e una dipendente più anziana ha detto che la libertà la voleva lei quel giorno. Il responsabile senza chiedermi nulla è l'ha tolta a me per darla a lei. Me ne sono accorta e sono andata a parlargli: o mi ridava il mio giorno, o il sabato libero!

Mi mancava il fiato ma sono stata ferma, e....ho vinto la mia battaglia!!!Ho avuto il sabato libero :)
Lo so magari a te sembra una scemenza ma io ero molto orgogliosa di me stessa, forse nel mio piccolo inizio a far qualcosa :)

giuliana ha detto...

brava, è così che si fa! metti in conto, però, che a volte vincono loro :(

Maurizio Goetz ha detto...

Quanto è vero quanto scrivi.

MarketingPark ha detto...

Ci sono dimissioni volontarie (quelle che alleggeriscono l'anima e appesantiscono lo stipendio perchè si migra altrove) e quelle "indotte". In questo secondo caso il ghigno che ho notato io era di rabbia.
La vita aziendale è comunque fatta di queste cose. I luoghi di pace sono davvero pochi.
Ciao

TZ

giuliana ha detto...

TZ, naturalmente mi riferivo alle prime :)

Andrea ha detto...

Sicura di non lavorare nella mia stessa azienda?
Sta succedendo esattamente la stessa cosa....stasera, come ormai già altre volte in pochi mesi, aperitivo di commiato per un collega da qualche mese con le mani in tasca, l'abbigliamento casual, il sorriso di chi la sa lunga.
Tutto stravero!!
Ciao

giuliana ha detto...

andrea, non saprei... io sto nel corridoio della nursery, ti dice niente? ;)
p.s. non riesco a vedere nè il tuo profilo nè il tuo blog...

andrea ha detto...

come è vero il tuo post... talmente vero che io e un paio di amici siamo arrivati a progettare le "dinmissioni perfette", ovvero quelle da dare in caso di fortuna imprevista (vincita al supernealotto, eredità da zio straricco mai conosciuto, etc.).
questa foto è abbastanza vicina a quello che penso sarebbe il mio abbigliamento quel giorno:
http://www.seussaza.org/oftheday/pimp.jpg comunque ho tutto chiaro fino nei minimi dettagli come il menu e la lista dei vini dell'ultimo pranzo in mensa (rigorosamente con violino tzigano e cameriere al tavolo che prepara piatti flambè).

giuliana ha detto...

andrea, la tua mise è eccezionale, già ti vedo!
e poi devo dire che l'idea dello tzigano al tavolo della mensa è veramente uno spettacolo!
l'hai pensata con cura, eh? :)

Tuo Marito ha detto...

Ebbene si amore mio, dopo tanto tempo mi è sbocciato il sogghigno del dimissionario. Lo so che ormai cominciavi a disperare, ma ce l'abbiamo fatta. Adesso bisognerà riuscire a gestire i nuovi impegni ma, per lo meno, saranno impegni che mi sarò preso io. Non ereditati da quando l'azienda era un'altra cosa.
E ce l'abbiamo fatta insieme, perchè non credo che da solo sarei riuscito a reggere e a trovare la forza di muovermi.
Poi lo sai com'è, è già successo, appena mi do una possibilità sembra che tutti fossero lì ad aspettarmi.
Adesso attendo con impazienza che le cose si stabilizzino per vedere lo stesso sorriso sul tuo volto... Grazie, ti amo moltissimo

andrea ha detto...

proprio oggi una collega che mi stava raccontando di una riunione fatta con un'altra collega che aveva appena dato le dimissioni: siccome cercava di spiegarmi l'atteggiamneto di questa ragazza le ho mostrato il tuo post e ha convenuto su tutto (le è piaciuta molto l'immagine del venerdì pomeriggio senza lunedì mattina dietro l'angolo).

giuliana ha detto...

mio marito: ne parliamo stasera :)

andrea: sì, piace molto anche a me, mi sembrava molto vera...

[m]m ha detto...

che bel post

Antonella ha detto...

è vero, che bel post (4 anni dopo)

Giulia ha detto...

Un post che meriterre l'oscar. sarcasmo e realtà che si uniscono in queste righe. Bisognerebbe stamparlo e tenerlo nel portafogli, proprio come fosse un santino... giusto per ricordarsi come bisognerebbe essere ... sempre.. non solo in quel venerdi...

giuliana ha detto...

ma che bello ricevere ancora commenti su un post di tanto tempo fa. grazie giulia :)