venerdì, maggio 23, 2008

I barbari

Immagine di I barbari

"Dovendo riassumere, direi questo: tutti a sentire, nell'aria, un'incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l'arrivo dell'invasione con gli occhi fissi nell'orizzonte della televisione. Professori capaci, dalle loro cattedre, misurano nei silenzi dei loro allievi le rovine che si è lasciato dietro il passaggio di un'orda che, in effetti, nessuno però è riuscito a vedere. E intorno a quel che si scrive o si immagina aleggia lo sguardo smarrito di esegeti che, sgomenti, raccontano una terra saccheggiata da predatori senza cultura. I barbari, eccoli qua. Ora: nel mio mondo scarseggia l'onestà intellettuale, ma non l'intelligenza. Non sono tutti ammattiti. Vedono qualcosa che c'è. Ma quel che c'è, io non riesco a guardarlo con quegli occhi lì. Qualcosa non mi torna." (Alessandro Baricco)

Ho amato il Baricco di Oceano Mare e di Novecento, mi sono sentita presa in giro da quello di Seta e di Castelli di rabbia. Perciò mi sono avvicinata a I barbari con circospezione. Ne avevo letto dei brani su Repubblica, quando uscì a puntate, nel 2006.

Insomma, l'ho trovato illuminante. Nessuna traccia degli esercizi di stile tanto cari al Nostro, né di quei momenti di passione per la lingua che oscura la storia. Solo un'analisi, tra l'etnografico e l'antropologico, tra il sociologo e l'entomologo, a mostrarci i segnali - deboli? mica tanto! - di una mutazione. E i disagi a cui sono sottoposte le generazioni che già hanno le branchie ma anche quelle a cui stanno solo per spuntare, timide. E a darci un'interpretazione del tutto: brillante, anche se, come tutte le cose che spiegano il presente, destinata a vivere solo finché il presente non sarà diventato futuro.

Da leggere con attenzione, e non a letto, a fine giornata. Da leggere senza musica (ma far seguire la lettura dalla musica, quello sì), guardandosi attorno, curiosando negli sguardi e nei movimenti e nei gesti di quelli che stanno attorno. E senza avere fretta: l'osservazione vuole il suo tempo.

4 commenti:

brigidafraioli ha detto...

Un nuovo rinascimento secondo Baricco?

Non ho letto "i barbari" ma ho ascoltato Baricco da Fazio qualche settimana fa.

Io invece, visto che effettivamente sento mutazioni nell'aria, getto uno sguardo indietro, ad una storia recente che di fatto non ho vissuto e cerco di comprendere cosa sono stati gli anni di piombo e perchè.

thecatisonthetable ha detto...

E se io amassi visceralmente "seta"?!

pOpale ha detto...

Grazie.
Mi aveva quasi convinto da Fazio ma dopo il tuo post lo leggerò, senza musica di sottofondo s'intende ;)

Anonimo ha detto...

Grazie della segnalazione, io ho adorato il Baricco di Castelli di Rabbia, Oceano mare e novecento ma poi, dopo seta, non ho letto più nulla per protesta. Forse con questo libro tornerò a comprarlo.. Ciao Valentina