lunedì, ottobre 11, 2010

Il tempo (libero) delle donne

Magari sono io che mi faccio troppi problemi. Ci sta. Però ho parlato di questa cosa ad alcune persone – donne – che mi hanno confermato i miei dubbi. E quindi li condivido.

Che un uomo (di 20, 30, 40, 50 anni) vada ogni mercoledì a giocare a calcetto è una cosa che non scandalizza nessuno. Come nessuno si scandalizza se costui, al giovedì, se ne va in sala prove a suonare con il gruppo di quando era al liceo (o all’università, o qualunque altro ambiente di socializzazione abbia mai frequentato). Che un uomo di 20, 30, 40 o 50 anni coltivi una potente passione per la pallanuoto, niente da dire: applausi a scena aperta, anzi, se a 50 regge quel ritmo. E lui va anche alla partita ogni volta che il cuore tifoso lo chiama, in casa o in trasferta, poco importa, e che, vuoi forse dirgli qualcosa?

E così via. Il tempo libero degli uomini è libero davvero. È un momento di espressione totale e gratificante, di gioco, di manifestazione di una passione, qualunque essa sia.

Ma le donne che cosa fanno nel loro tempo libero? A 20, 30, 40, 50 anni?

Mediamente, una donna si dedica sporadicamente una seduta in una SPA, va dal parrucchiere una volta al mese (che quando la testa è a posto, signora mia…), idem dall’estetista (che magari la passione magari non sarà più quella di una volta, ma anche ritrovarsi a letto con uno che ha più peli di Gattuso…), e, se è proprio una tosta, in palestra. E spesso la vive come una trasgressione.

E l’espressione? La passione? Il gioco? Non si danno. Perché la SPA, l’estetista, perfino la palestra, sono cose che fa per sé ma finalizzate a rendersi piacevole per gli altri. È un po’ come se, attraverso il fatto di fare del bene per sé, avesse fatto del bene anche alla società.

In altre parole: le donne devono “tenersi bene”, gli uomini possono giocare.

Apro un inciso, però. Questo accade per le donne in età fertile, diciamo così. Dopo, quasi tutto ritorna ad essere concesso: la sera a ballare, la partita a carte, ecc. ecc. Finché c’è la famiglia, invece, “il nido” con dentro ancora qualcuno, nada.

Qualcuno mi spiega perché, per favore?

(No, non mi dite che questo lo penso io ma non è vero. O, se lo dite, fatemi un esempio concreto. Per dire: io ogni martedì sera vado a lezione di flauto traverso. Oppure: io il venerdì mi vedo con la mia vecchia squadra di pallavolo e faccio una partita. Ma anche: il lunedì sera, che i locali sono tutti chiusi, pokerino tra amiche fino all’alba! E io mi rimangio tutto e ne parlo con la mia analista :P)

40 commenti:

My ha detto...

porto il mio esempio ma so di non essere "esaustiva" :-)

io vado ogni settimana al cinema (una specie di cineforum), ogni 15 giorni alle riunioni della cooperativa di commercio equo e solidale nella quale sono da 10 anni (dalla quale poi scaturiscono attività varie a cui partecipare), ogni tanto a cena/birra/concerto/caffè con qualcuno.

bo.
quindi quanto da te descritto non mi rappresenta, però lo vedo in giro. E il motivo non lo so. Però mi sembra di vedere che siano per prime le donne a non essere interessate a che le cose cambino.

saluti :-)

My ha detto...

scusami, lo sapevo che finivo per fare due commenti e quindi disordine.

da notare, se interessa per la tua analisi, che io non vado nè dal parrucchiere, nè in spa, nè in palestra.

quando riesco faccio una passeggiata in campagna la mattina prima del lavoro

magari vuol dire :-)

giuliana ha detto...

vuoi dire che il parrucchiere allontana la possibilità di andare a giocare a basket? ecco, non ci avevo pensato :)

Anonimo ha detto...

secondo me è vero, o era vero fino a qualche tempo fa, che la donna è incatenata ai figli perlomeno finche' sono piccoli...

nessuno ha mai rinfacciato a mio padre le sue serate fuori e il suo relax di fronte alla tv. mia madre ha abbandonato tutti i suoi hobby.

scelta consapevole? mh, mah, boh, nì... diciamo che avrebbe dovuto sudarsela un po' la sera libera, rivendicarla, istruire mio padre... (l'opzione baby sitter non c'era)

in realta' credo sia ancora un po' questo l'andazzo, dopo aver letto le polemiche che scoppiavano di tanto in tanto sul blog di Chiara/Wonderland... pioggia di critiche ogni volta che osava dire che le mancava la sua vecchia, libera vita e che avrebbe voluto ritagliarsi spazio per sè. era un po' come dire: hai voluto la bicicletta pedala.
ma lei voleva solo qualche serata spensierata...
Giulia

My ha detto...

@giuliana: no no io non voglio dire niente, se serve ci devono stare entrambi :-D. Era solo per completezza d'informazione.

giuliana ha detto...

@giulia: dimentichiamo i figli, la mia è una constatazione di carattere molto più generale.
mi è successo, ad esempio, di sentirmi un po' ridicola solo perché a un certo punto ho deciso di ricominciare a suonare. come se fosse una cosa per sedicenni, che non si addice a una signora, non so se mi spiego. allora ho chiesto in giro ad un po' di donne (tutte perfettamente "liberate") e il risultato è quello che riporto qui.
ma sarei felice di aver preso una cantonata.

Cri ha detto...

Io è 3 settimane che cerco di uscire con 2 amiche, di cui una con 3 figli (solo una pizza, niente di articolare): il primo venerdì i miei due bambini erano entrambi con la febbre (mio marito sarebbe uscito lo stesso, io no); poi il secondo venerdì è stata la volta dell'amica con figli che non aveva nessuno a cui lasciarli; poi dell'amica senza figli che aveva un problema di lavoro... insomma, ancora anelo ad uscire per una miserabile pizza (prima che nasca la terza piccolacanaglia e che per molto tempo io non possa più avere una vita sociale mia!). Ti sono vicina. Cri
PS: io dalla parrucchiera ci vado una volta ogni mese e mezzo (quando si vede la ricrescita!) e dall'estetista... 2 volte l'anno (che ho almeno la fortuna di non avere peli!)

AngelaC2 ha detto...

Ciao Giuliana, io vado una volta al mese a un gruppo di lettura bolognese generato da anobii e mi diverto moltissimo. E lì certo non parliamo di bambini!!!!
E poi spesso vado in palestra per yoga e pilates (ho saputo che a Bologna i prezzi delle palestre sono assolutamente democratici in confronto a Milano!).
Però in linea generale hai ragione, è come se agli uomini fosse "più concesso": l'altra sera a mio marito che mi diceva della sua uscita a cena con amici mi è sfuggito un "poveretto, hai più che diritto, lavori da bestia!".

A presto!
AngelaC2

Alessandra Farabegoli ha detto...

il senso di colpa c'è, ma io ogni tanto qualche piacere me lo concedo: due ore di tango col mio ballerino, un giro a una mostra, cose così. La mia situazione è peggiorata dal fatto che l'Ing. è morigerato e con poche distrazioni, mannaggia!

Lanterna ha detto...

Secondo me il discorso che tu fai varia da ambiente ad ambiente.
Io ho seguito per 8 anni corsi settimanali di danza, anche dopo i figli, e in effetti c'erano o ragazze senza figli o signore un po' più grandi. Però ho anche iniziato un corso di danza nel mio paese, e le allieve erano quasi tutte mamme del nido, che una sera a settimana venivano a divertirsi (nessuna si illudeva di diventare Rachel Brice).
Noi ci siamo dati una regola, ovvero io sto fuori per una sera a settimana e lui per una giornata al mese (per il corso di bonsai). Ora io comincio anche un corso mensile, di cui lui approfitterà per cercare di suonare di più con un suo amico.
Non riusciremmo a reggere di più, perché abbiamo passato dei periodi in cui eravamo fuori 4 sere a settimana, i bambini erano isterici e noi stanchi.

Anonimo ha detto...

condivido e stracondivido tutto. io addirittura mi sono iscritta in palestra per stare con un ragazzo, magari per piacergli di più.

bismama 2.0 ha detto...

L'anno scorso ho incominciato un corso di acquagym. Non per piacere a lui, non per piacere a me, solo per rilassarmi e staccare. Secondo te ci riuscivo?
NO!
Pensavo a un milione di cose. Avevo i sensi di colpa per aver lasciato i nani a lui che ha lavorato tutto il giorno, come se io fossi stata a far roteare la borsetta tutto il giorno....

Perchè? Semplicemente perchè la società ci ha preconfezionato cosè. Ah...ma io me li levo sti cosi di dosso....fosse anche l'ultima cosa che faccio...

Mamma Cattiva ha detto...

Dopo un anno "particolare" mi sto organizzando perché tutto torni a girare. Ieri sera ho ricominciato Yoga, una volta a settimana dalle 8.30 di sera. Prossimo sabato vado alla fiera del vintage con la Margherita e il Lappio, senza famiglia al seguito ma torno a casa domenica mattina. Il mio limite è la stanchezza fisica e il tempo a disposizione ma difficilmente dico di no a favore del nulla. Il doc ha anche lui i suoi spazi. Negli ultimi due anni si sta facendo il suo corso di sommelier all'AIS. Non mi piacciono gli appuntamenti fissi. Mi piace riempire il tempo anche delle cose che mi appassionano. Il tempo per il parrucchiere e l'estetista lo trovo ma senza esagerare. Non sono come mia suocera che in casa non ha lo shampoo perché lei i capelli li lava solo dal parrucchiere (io lo sfogo sulla suocera me lo concedo sempre). Molte mie amiche, soprattutto quelle storiche e poco digitali (non so se questo c'entri) hanno rinnegato il loro tempo personale a favore dei figli e del marito, anche quelle che si sono separate dal marito. Il difetto di molte è quello di credere che fanno le cose meglio di tutti, che lui non ce la fa a tenere i bambini o che quando lo fa non lo fa come farebbero loro. Pur spesso lavorando il doppio credono che chi lavora è lui e quindi sono disposte a sacrificarsi. E molte lo fanno con il sorriso, molte ti dicono che per loro non è un sacrificio, che preferiscono stare con i bambini che a bere una cosa con un'amica. E se fosse vero? Se veramente certe cose non le appassionano più? Io ci crederi pure basta però che dopo non vengano a dirmi che improvvisamente si trovano da sole, con i figli e il marito e gli amici indifferenti. Ecco, quello è il momento che mi fa incaxxare...

giuliana ha detto...

in pratica, mi state dicendo che sono io che mi faccio troppi problemi. ci sta, eh? e anzi mi fa piacere.
la cosa che però non mi quadra è il fatto di essere circondata da persone, donne (della mia età, più giovani, meno giovani, single, sposate, con figli e senza) che, arrivate a un certo punto, hanno messo via tutto quello che facevano per puro sfizio, mantenendo spazi sacrosanti, come l'uscita con le amiche, che però si fa ogni tanto, e quindi è un altro discorso.
la palestra è una cosa a parte, insisto: ha una funzione sia individuale che sociale, e quindi il corso di yoga o di aquagym o di qualunque altra diavoleria possiede una sua giustificazione "interna", se così si può dire, che annulla o quanto meno attenua il senso di... (non è colpa, per carità, non esageriamo) inutilità di certe attività.
quello che intendo dire è che le donne che conosco e frequento si negano l'inutilità, la gratuità, il fare cose per il puro gusto di farle. a prescindere dalla logistica, che ovviamente ha un suo peso.
rispetto alla famiglia, poi, come dice alessandra, un marito che non esce spesso può diventare un'arma a doppio taglio: lui non si prende le sue serate, tu hai difficoltà a prenderti le tue. e comunque è sempre tutto nella testa.
non so.

supermambanana ha detto...

guarda io conosco moltissime mamme che passano una bella fetta di tempo libero scrivendo, per il gusto di farlo, tipicamente on-line, te ne presento qualcuna? :-P

magari e' che non e' che sempre il tempo libero e' una cosa che si fa da qualche parte con uno scopo? ogni settimana al giorno X all'ora Y? Magari se e' libero-libero-libero allora uno se lo gode come le pare, senza doverlo associare ad una riga nel diario?

giuliana ha detto...

@supermambana: ok, allora mi sono espressa male. il mio tema è quello del "gioco", dell'attività gratuita, rispetto alla quale, agenda o non agenda, gli uomini sono legittimati molto più delle donne.

Marco ha detto...

Allora, Giuliana, io la domanda la farei proprio a te. Io faccio tutte quelle cose che dici tu con i miei amici (calcetto, vado a suonare con gli amici del liceo, ecc). E insieme ai miei amici, mi domando perché le nostre mogli, fidanzate, compagne, non facciano lo stesso, invece di lamentarsi di noi (cosa che fanno sempre, esplicitamente o meno). Io sarei felicissimo se la mia signora uscisse di più, andasse al cinema, a mangiare fuori con le amiche, a ballare se le piacesse, o a fare cose divertenti. Anzi, sono sicuro che le cose tra noi andrebbero meglio. Chi dice che non è legittimata a farlo? Da chi non lo sarebbe? Certo non da me, che anzi la esorto a fare così. Forse è lei che pensa che assentandosi una sera crolli tutto in famiglia? Quindi la domanda che le faccio sempre, e che a questo punto faccio a te è: perché mai non ve lo prendete questo tempo per fare quel cavolo che vi piace?

Anonimo ha detto...

Mio marito va una sera a settimana a judo e - talvolta- si vede con gli amici x un aperitivo lungo e nessuno ha nulla da obiettare. Io vado allo stadio 19 volte all'anno e normalmente la gente commenta: "ma il bambino?" Ha 3 anni e rimane a casa con il padre, a me non sembra una tragedia. A me.
Donatella

giuliana ha detto...

@marco: eh, perché? vallo a capire. intendiamoci, io non ho problemi a lasciare marito e figlio da soli, per una sera ma anche per un week end, se serve.
forse la chiave è proprio nel "serve": una cosa è andare ad un convegno, a un impegno in qualche modo collegato al lavoro, un'altra se... voglio giocare e basta (dove per giocare intendo tutto: ballare, suonare, andarsene in giro ecc. ecc.).
eccesso di senso del dovere, forse. anzi, fraintendimento del senso del dovere, ma fraintendimento collettivo, o almeno di una buona fascia della popolazione femminile (italiana? boh, forse). se no non si spiegherebbe che anche la tua compagna, e le compagne dei tuoi amici, si comportano così.
magari le radici stanno nell'educazione di genere, da noi subita pesantemente.
quello che dici è interessante per questo: un punto di vista maschile serve a dare la giusta dimensione alle cose, se le cose rimangono all'interno di un gineceo.

@donatella: ecco, brava. tempo fa andai via per un week end, da sola, per andare alla blogfest (che per me è un po' piacere e un po' lavoro). mio marito non fece un plissé, le mie colleghe, al contrario, si scandalizzarono molto, al grido di: "ma è una mamma! io queste cose non le capisco!".
ecco, ho scritto questo post proprio per capirle. un po'.

Claudia-cipi ha detto...

LUI tv, playstation, facebook, partite (anche in trasferta), incontri con gli amici e varie ed eventuali. e nemmeno si preoccupa di avvisare per tempo se magari salta la cena...
IO per farmi una doccia devo chiamare mia madre a guardarmi il bimbo.
La motivazione? "tu sei la donna"
Forse è meglio se non commento oltre...

giuliana ha detto...

@claudia-cipi: ok, ti giro la domanda: perché?

akari ha detto...

Io la penso come te, anche io ho l'impressione che l'uomo possa perché giustificato socialmente, la donna no, nel senso che se si dedica ad una passione le critiche escono fuori come funghi oppure semplicemente guardata come marziana.
E dalla mia esperienza questo riguarda non solo noi "mamme". Io le amiche senza figli, non riesco più a vederle e non perché sia io a creare problemi che i figli li ho. Sembra che diano la priorità al dovere, di mogli, di lavoratrice, di non so cosa, e non più neanche un poco al piacere.
Magari son stanche però io credo che per esser meno stanchi sia anche necessario nutrirsi di cose belle.
O forse più semplicemente non vogliono uscire con me ;D

giuliana ha detto...

@akari: ecco, hai centrato esattamente la questione. il dovere prima e invece del piacere. grazie

Arianna ha detto...

Ciao Giuli,
mi viene il dubbio di non poter contribuire alla discussione, dal momento che - come sai - non ho bambini e convivo da poco.
Però. Mi viene fatto di pensare che le donne - con le debite eccezioni - abbiano una scarsa attitudine allo sviluppo e al mantenimento dei propri interessi e passioni. Come dici tu, la palestra, l'estetista, la SPA, sono tutte attività che non definirei ludiche. Rispondono a una precisa finalità, sia individuale che sociale. Conosco molte donne che pur avendo tutto il tempo a disposizione non lo hanno mai impiegato in attività ludiche, dalle arti liberali allo studio del cinese alla coltivazione del rabarbaro a. Ne conosco altrettante che non rinuncerebbero mai a una loro passione anche se non è "funzionale a". E questa attitudine è indipendente dall'avere famiglia o non avercela. Deve essere qualcosa di "naturale", la donna per sua natura si dedica - di base - a sé stessa, al suo uomo e alla sua famiglia (se ce l'ha).
Hai presente quelle che sembrano furie da single e poi appena trovato l'omo vi si accozzano abbandonando tutto (e tutti, talvolta)?
Se si hanno degli interessi forti sono certa che il tempo lo si trova, con qualche difficoltà in più per chi deve conciliare tante cose.
Se non si riesce a portarli avanti forse tanto forti non erano.

piattinicinesi ha detto...

giuliana, niente psicanalista. è così ed è vero. purtroppo anche da giovani e senza figli. gli uomini si vedono per "fare", le donne per parlare.
io non considero il momento per me il parrucchiere o l'estetista, li considero dei doveri perché faccio un lavoro in cui dvo presentarmi bene, idem la palestra, lo considero un dovere verso me stessa. quando ricomincerò a fare danza (salute permettendo) quello sarà il mio divertimento.
però scrivo, e questo ha causato molte polemiche tra le amiche "sacrificanti". e a gennaio comincio un corso di teatro, che è una cosa che volevo fare da un sacco di tempo. e quando esco con le amiche, sempre più spesso, propongo il cinema, o una mostra o il teatro, cose che mi piacciono davvero insomma. è un modo per reagire alla sensazione che hai anche tu. è uan sensazione che fa sentire sole, perché la sensazione è che non ci segue nessuna.
ma ce l'avevo anche a 20 quando nessuna voleva venire a fare l'interrail tra donne. e allora ho viaggiato anche da sola.

giuliana ha detto...

@arianna, c'entri eccome, stavolta non parlavo di mamme, ma proprio di donne :)

@piattini: quindi dici che si viaggia da sole o non si viaggia affatto? e vabbè, tocca fare così. (poi però se mi scoprono le mamme della scuola?)

My ha detto...

visto che sono molto cattiva (e preferisco esserlo qui che sul mio blog, che poi mi pento :-) ) aggiungo alcune possibili motivazione da aggiungere a tutte quelle già enunciate.

Ma siamo sicure che tutte queste donne in giro abbiano tutte queste forti personalità appassionate da "difendere"?
perchè per avere passioni (anche e soprattutto futili) e coltivarle, da mamme, bisogna farsi un culo tanto. Essere ferme, decise, "educare" il marito, provare, riprovare, lavorare su sè stesse per lasciare andare figli e casa, etc.
Sono arrivata alla conclusione che molte donne non avessero tutta sta gran personalità (ante figli) che valga la pena farsi tutto sto mazzo per difenderla. (grammatica, addio)

Inoltre, mi è sembrato di notare intorno a me tante donne CHE NON ASPETTAVANO ALTRO che avere "una parte da recitare" (cit). Sempre per il motivo di cui sopra, diventare mogli e madri....ah..che sollievo. Ora so esattamente cosa devo fare: pulire, lavare, sacrificare, lamentare, sbuffare, rincorrere per berrettino, rincorrere con cucchiaino, cinguettare con altre madri miei simili.

Uh, che bello, sapere cosa devo fare in qualsiasi situazione.

Altro che sbattersi per difendere sè stessi (sè chi?) e per abbattare stereotipi (evviva gli stereotipi!).

sono stronza, prendetemi così. Questa è la mia esperienza.

Mamma Cattiva ha detto...

I giochi delle bambine che si svolgono al chiuso delle mure domestiche vengono spesso interrotti, posposti o negati perché esse aiutino nelle faccende di casa, mentre questo accade raramente ai maschi, ai quali è quindi lasciato più tempo per giocare. Mentre i maschi maturano la convinzione di aver diritto al gioco, le bambine si persuadono di averne diritto purché abbiano adempiuto al loro dovere, che consiste appunto nel rendersi utile.
(Elena Giannini Belotti, Dalla parte delle bambine)

Anonimo ha detto...

Mi sento presa in causa, anzi di più...appartengo alla categoria delle mogli di un uomini che vanno a giocare a calcetto, proprio il mercoledì sera! Ma la cosa più interessante è che, per lui, è l'evento della settimana, quello a cui non rinuncerebbe per nulla al mondo: pioggia, neve, il gelo dello scorso inverno...
A un certo punto della mia vita con lui mi sono detta: ma come mai io non possiedo una passione così forte che mi faccia passare sopra a tutto pur di mantenerla???
E ho capito qual è il punto: io ho superato da tempo la dimensione del gioco, mio marito no:).
Ragazze, facciamocene una ragione, una volta per tutte: la questione non è tempo libero, tempo occupato, tempo in generale (che chissà come non ci basta mai), ma che siamo proprio due "animali"tipi umani diversi. L'inciso sull'età fertile è la chiave di lettura del nostro destino: noi, da un certo momento della nostra vita in poi, non possiamo più permetterci di "giocare"...La nostra collocazione in questo mondo ha una sua ragione d'essere superiore tanto affascinante quanto impegnativa: il mantenimento della specie. Ecco.
Da qui si articolano le variegate e personalissime implicazioni di questo ruolo: antropologiche, educative, culturali, politiche, affettive ecc. ecc. Possiamo dare le interpretazioni più disparate ma si finisce sempre lì: prima viene il dovere, poi il piacere...il gioco, mai.

Comunque, io, me ne sono fatta una ragione: tanto alla fine non piace andare in palestra, detesto il parrucchiere, mi annoio alla SPA e non vado dall'estetista ma mi faccio ceretta da sola :-)

piattinicinesi ha detto...

Giuliana, volevo dire che a volte bisogna cominciare qualcosa da sole, sperando che le altre ci seguano...
interesanti i commenti di my e mc.
il condizionamento culturale ci sta, e ci sta anche che chiaro non dipende solo dall'essere mamma il non fare le cose. ci sta gente che si siede a 30 anni e da lì non schioda. e siccome dopo i figli bisogna fare il doppio della fatica....

giuliana ha detto...

@my: allora era vero che saresti stata cattiva! ma io non ci voglio credere, è come se fossimo tutte delle principesse rinchiuse in una torre ad aspettare il principe azzurro. neanche Shrek e Fiona ci hanno insegnato qualcosa?

@mamma cattiva: eccolo il brano che cercavo! grazie! la cosa più triste è che, 40 anni dopo il libro che hai citato, la situazione non è cambiata. non per tutte, almeno (sicuramente non per le donne di cui parla my, per esempio).

@piattini: credo anch'io che i figli non c'entrano, non completamente, almeno, e che spesso siano degli alibi.

Lanterna ha detto...

Ecco, my mi ha levato le parole di bocca: non è che sono tutte scuse per non muovere il sederone?
Ché ti dico la verità: quest'anno tengo un corso settimanale di danza, ma ci vuole una motivazione forte per lasciare il divano caldo e accogliente, i figli impigiamati e il marito. Poi lo so che mi diverto e mi appassiono, ma quante volte la pigrizia prende il sopravvento? Quante volte lascio perdere il cinema perché non mi interessa abbastanza? Invece per una bella brischetta in 5 muoverei il mondo, ma nessuno mi dà retta.

M di MS ha detto...

Per quanto mi riguarda l'unico problema è l'agenda imprevedibile di Marito. Per questo ho dovuto lasciare il corso di canto corale che seguivo da due anni. Non riesco a gestire impegni costanti e prolungati.
Marito è anche uno che non concepisce di fare cose senza di me nel tempo libero, tranne forse se capita una palestra, per alternarci nella cura dei figli.
Per il resto, non mi sento sacrificata perchè sono padrona del mio tempo svolgendo un non-lavoro (casalinga, consulente e adesso anche neo-imprenditrice) che ha molti tempi morti. Lavorare dopo cena toglie il relax serale ma regala libertà diurna!

Cmq sono d'accordo con My: quelle che non riescono - non dico ad uscire la sera - ma a coltivare liberamente i propri interessi, forse non ne hanno molti! E del resto per me uomo che gioca alla play = sfigato. Scusatemi, non voglio offendervi, però sono sincera.

P.S. un'ottima attività ludica per me è avere un blog e navigare in quegli degli altri.

giuliana ha detto...

@anonimo: apparte che so chi sei e uno straccio di firma per farti riconoscere la potevi mettere ;)
credo che davvero la chiave sia più culturale che altro. è un po' come le giovani islamiche: quando hanno il menarca, indossano il velo. noi ci mettiamo un po' di più (spesso anche molto di più), ma a un certo punto, che coincide con l'età fertile, ci mettiamo il velo e torniamo a vivere per quello per cui siamo state addestrate durante l'infanzia: la cura e l'accudimento. delle bambole prima, dei figli/mariti/amanti/maschi-in-generale poi.
ho capito il mantenimento della specie, ma, come non credo fino in fondo alla leggenda dell'orologio biologico, allo stesso modo mi rifiuto di credere che questo meccanismo scatti per un fatto solo biologico, e sono fermamente convinta che invece sia altrove che si trovano le ragioni.
quello che mi chiedo è se noi sapremo essere abbastanza brave da dare alla prossima generazione qualche strumento in più per agire sulla cultura in cui siamo nati e cresciuti.

giuliana ha detto...

@M di MS: gli orari, più che imprevedibili, imprendibili, di mio marito sono anche per me un deterrente forte ad ogni attività minimamente programmata. però se questo va bene per te e per me, forse è un po' poco per giustificare un comportamento simile in una dimensione più estesa del fenomeno. o no?

PAMEN ha detto...

Ciao a tutte,
tempo fa o fatto una riflessione analoga, e la mia conclusione è stata che molte donne più che di gioco-gioco hanno biologicamente bisogno di uno spazio per coltivare le relazioni, e questo spazio lo trovano, spesso, nel web.
E non ditemi di no, altrimenti spiegatemi che ci fate adesso davanti al pc invece che al circolo di scacchi! :-)
http://mamarketing.blogspot.com/2010/08/i-giochi-delle-donne.html

ciao a tutte!
Pamen

giuliana ha detto...

@pamen: grazie della segnalazione, ho letto il tuo post e ho commentato anche di là. sintetizzo: ok il web, ma alla fine è un espediente. il web è compatibile con i tempi e la logistica della casa e della famiglia, mentre giocare a calcetto ne prescinde completamente. ora, il fatto è che le donne, invece, da questa logistica non prescindono mai. ed è qui che mi prende male. soprattutto perché non è un morbo che attacca solo le madri, ma le donne in generale.
grazie della visita!

PAMEN ha detto...

Ciao Giuliana!

incollo la mia replica:

Sei davvero convinta che la negazione di questi spazi fisici sia "esogena" ossia imposta?
Perché io mi sto convincendo, invece, che sia, in molti casi, frutto di una scelta.
Certo, ci immoliamo, ci sacrifichiamo, rinunciamo a tutto: ma spesso nessuno ci punta il mitra addosso: facciamo tutto noi!
I nostri mariti ci preferirebbero in molti casi più egoiste e felici e meno lagnose e colpevolizzanti...Non trovi?

Quando veramente veramente vogliamo qualcosa non ci ferma nessuno. E' solo che troviamo sollazzo in cose diverse, e anche se abbiamo delle passioni, preferiamo in molti casi ripercorrere lo stereotipo della mamma iper-responsabile, iper-presente e iper-perfezionista ed esaurita che tirarci fuori dal cliché.

Io sto facendo questa riflessione ogni tanto: spesso mi lamento, ma cosa faccio per cambiare le cose?

La verità è che non sono COSI' motivata ad organizzarmi per andare in palestra,
ma prova, ad esempio, a negarmi le mie uscite con le amiche. A quelle trovo il modo di non rinunciare!

Quando davvero teniamo a qualcosa il modo lo troviamo, secondo me....(parlo di donne sufficientemente emancipate, ovviamente...).
E dei nostri problemi organizzativi spesso siamo responsabili in quanto non accettiamo di delegare una beata fava, e pretendiamo di avere tutto ma tutto sotto controllo.
Invece di pretendere che i nostri uomini muovano di più il culo come fanno gli svedesi. O no?

ciao ciao! Pat

giuliana ha detto...

@pamen: eh sì, mi sa che alla fine l'unica conclusione alla quale siamo arrivati è questa.
il che mi fa dire: questo week end, deltaplano aspettami! :D

giuliana ha detto...
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