venerdì, settembre 08, 2006

Della maternità. Politicamente scorretto.

Ieri Gabriele ha compiuto 3 anni. Torta, candeline, canzoncina, regali. Tanti regali, ma il più apprezzato è stato un album da colorare di Cars, il primo film visto al cinema (“cimel” in gabrielese), costato € 1.90 alla Coop. Alla faccia dei bambini viziati.
Insomma, tre anni fa a quest’ora mi trovavo in contemplazione della creatura sul mio letto d’ospedale. E quando mi sono alzata e l’ho preso in braccio lui ha fatto la sua prima cacca. Sulla mia camicia da notte. Una cacca scura scura, quasi nera, e appiccicosissima, e inodore, almeno per le mie nari innamorate di mamma nuova nuova. Che impressione!
Ma, nonostante l’emozione, una cosa mi è stata chiara da subito: che tutti i luoghi comuni sulla maternità e sulle sue fasi (la gravidanza, il parto, l’allattamento) sono delle clamorose minchiate – sorry per il giro di parole, ma il tema mi rende piuttosto sboccata. Me le sono riviste tutte, capitolo per capitolo.

Capitolo 1: la gravidanza
La gravidanza è uno stato di grazia
Per chi? Per il ginecologo sicuramente, visto che la frequenza delle visite è a dir poco imbarazzante, quasi quanto il fatto in sé di trovarsi davanti a un semisconosciuto a farsi toccare e scrutare e (questo è proprio il massimo) pesare! Io non mi peso MAI in pubblico, anzi a dir la verità non mi peso affatto, tanto sono pudica su questo punto!
E poi, per tornare allo stato di grazia: ma che razza di grazia è quando ti trascini in giro con una confezione (o due) di acqua minerale appiccicata alla pancia, con degli ormoni che sembrano dei tacchini pronti per essere farciti, che la sera devi portarli fuori a fare pipì, e che ti fanno avere reazioni da adolescente? E che razza di grazia è quando non puoi più bere, non puoi più fumare (e se ti azzardi a sgarrare gli altri ti guardano come se volessero dirti “assassina!”), non puoi mangiare un sacco di cose (per via della toxoplasmosi; io non sono un’amante della carne, ma in quel periodo avrei ucciso per una fetta di salame) e i negozi prémaman ti propongono di vestirti come un’imbecille (certo, in alternativa ti puoi vestire etnico, ma la pancia di fuori non ha un grande successo nelle riunioni con i clienti).
Insomma, stato di grazia una beata fava.

Le donne incinte sono bellissime
Certo. Con le gambe che sembravano due tronchi e le dimensioni da balena mi sentivo bellissima anch’io. È vero che sono stata fortunata: il periodo clou della mia gravidanza si è verificato nel corso dell’estate più calda degli ultimi 300 anni (pare), quando c’erano i black out per la troppa energia elettrica consumata da frigoriferi e condizionatori, e nonostante questo, e nonostante abitassi al quinto piano di uno stabile d’epoca privo di ascensore, non ho cambiato numero di scarpe (succede, eh? anche se nessuno te lo dice prima). Non ho neanche preso tanti chili, ma sfido chiunque a prenderli, su e giù dal quinto piano.
L’unica cosa veramente bella, anzi stupenda, in quel periodo, erano i capelli. La mia situazione tricologica non è mai stata, né prima né dopo quel periodo, così straordinaria, nonostante non potessi farmi il colore. E basta.

Il sesso durante la gravidanza è meraviglioso
Qui forse qualcosa di vero c’è, peccato non averne approfittato di più. Quell’estate mio marito lavorava come un matto, tornava a casa a ore improbabili e piombava svenuto sul letto, dove spesso io stavo già dormendo da un pezzo. E in vacanza (vacanzona, quell’anno: una settimana a ferragosto sul lago) le mie dimensioni erano eccessive anche per trascinarmi a mangiare un gelato, figuriamoci rotolarsi sotto le lenzuola!

Capitolo 2: il parto
Il parto è un’esperienza straordinaria
Sì, come avere un flirt con Jack lo Squartatore. Secondo me quelle che dicono questa cosa hanno la gommapiuma al posto dei neuroni.
Fare il cammino di Santiago de Compostela è un’esperienza straordinaria, lanciarsi con il paracadute è un’esperienza straordinaria, seguire i pinguini durante la loro migrazione è un’esperienza straordinaria. Partorire è un’esperienza splatter. Chiedetelo alle ostetriche. Chiedetelo a mio marito. (Al, non smetterò mai di ringraziarti per quella ventina di ore che mi hai dedicato, e per come me le hai dedicate).


Poi si dimentica
Ragazze, che memoria corta avete! Ma come, si dimentica??? Che cosa si dimentica, esattamente??? Perché io non ho mica dimenticato niente, ma proprio niente! I suoni, le voci, i colori, gli odori, posso ancora sentirli. Il dolore? Ma dico, scherziamo? Come fai a dimenticarti della volta in cui hai creduto seriamente di aprirti in due come una cozza e ti sei trovata a chiederti come avrebbero fatto poi a ricomporti un minimo?
Questi dolci angeli del focolare che dicono di essersi dimenticati del dolore del parto, sono in realtà quelle persone che poi aggiungono: “altrimenti nessuno partorirebbe più, e l’umanità finirebbe”. Apprezzo il pensiero in una chiave strettamente demografica, ma per favore non dite baggianate. Bimbe, se sentite il crudele ticchettio dell’orologio biologico, fatevene una ragione: fate pure un bambino, se ci tenete, ma sappiate che farà un sacco male.

Tutte le donne dovrebbero partorire in modo naturale e senza epidurale
Certo, facciamoci pure smandruppare tutte, l’importante è potersi “godere quest’esperienza fino in fondo e con la massima consapevolezza”. Sapete che vi dico? Che a me invece dispiace tantissimo non aver potuto fare l’epidurale. Ma proprio tantissimo, perché un paio d’ore di beata inconsapevolezza me le sarei godute un casino. E anche mio marito.

Capitolo 3: l’allattamento
I bambini devono prendere solo latte materno
Sottoscrivo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. I neonati dovrebbero essere nutriti esclusivamente di latte materno, almeno fino a sei mesi. Nei corsi di preparazione al parto ti fanno il lavaggio del cervello, perché non ti venga in mente di sfuggire al ruolo di Frisona almeno per un annetto. Certo, non potrai bere né fumare (aridaje!), e neanche prendere caffé, né tantomeno mangiare cibi piccanti, rucola, e una serie di altre meraviglie che potrebbero risollevarti il morale tra una mungitura e l’altra.
Peccato che a volte capita che una il latte proprio non ce l’ha, c’ha i capezzoli che sembrano brufoli e prende la montata lattea per un momento fugace di eccitazione sessuale (cosa che, per inciso, è già diventata nient’altro che un pallido ricordo). Che succede a questa disgraziata?
Lo so perché la disgraziata ero io. Niente di grave, in realtà, solo allusioni del tipo: “ah, così non ti rovinerai il seno” (per la cronaca, non si rovina solo il seno, ma anche la vista e i denti), oppure, ancora più simpatica: “certo, si ammalerà un po’, visto che non gli passi i tuoi anticorpi con il latte…”, e, sempre della serie “assassina!”: “fumi??? Ma come, e il latte? Ah, già, tu hai deciso di non allattare…”, tipo che lo hai deciso per non smettere di fumare.
A questi talebani qua io sputerei in un occhio.

L’allattamento è un’esperienza di grande intimità
La mia amica Antonia (non si chiama così ma ci tengo alla privacy delle mie amiche) ha avuto un’esperienza di esaurimento nervoso molto intimo. Perché c’aveva i capezzoli così maltrattati dalla sua dolce creatura che manco si capiva più se erano capezzoli o resti di organi interni dopo un’autopsia fatta da uno stagista di Kay Scarpetta. Ecco, l’allattamento può essere anche questo. Io ho allattato – è più giusto dire che “ho attaccato Gabriele” – solo per tre giorni, poi ho smesso perché avrebbe potuto anche morire di fame, e quindi non dovrei parlare. Ma sono abbastanza convinta che l’intimità con un figlio si può stabilire anche senza allattare. E al diavolo il corso pre-parto.

10 commenti:

ruben ha detto...

Oltre ad essermi sbellicata dalle risate, ho trovato finalmente chi mi dà man forte! E penso, cara Giuliana, di batterti il record: sono snaturata ancora prima di diventare mamma! Mi sgridano perché prendo sole (pur usando una crema anti-tutto da 120 euro), perché passo troppo tempo in piscina (non vorrei che dopo il parto mi contattasse un circo), perché mangio salame (pur essendo immune alla toxo), perché rifiuto i vestiti pre-maman e continuo a portare i pantaloni di sempre con la cerniera aperta (!), perché faccio un'ecografia al mese (e non una alla settimana come pare sia d'abitudine adesso), perché mi faccio passare la sigaretta per un tiro, perché non ho ancora pensato né i corsi pre-parto né ho scelto l'ospedale ma probabilmente sarà quello vicino all'ufficio, e inoltre mi guardano strabiliati quando dico che in sala parto non voglio spettatori di alcun genere mentre soffro. Inutile sottolineare che se non mi faranno l'epidurale, o me la farò da sola, o mi porterò una bottiglia di prosecco, che aiuta il relax...

giuliana ha detto...

ruben, pensa che quando ho scoperto di essere incinta sono andata dal mio ginecologo e gli ho detto (più o meno): "ho due richieste: ora fumo 30 sigarette al giorno, siamo sicuri che sia assolutamente necessario smettere? e poi: tra 2 settimane ho l'ultmia regata delle stagione, posso farla lo stesso?". lui mi ha guardato come se fossi pazza, poi mi ha detto che era meglio una mamma fumatrice che una mamma isteria, e mi ha lasciato fumare finoa 5 sigarette al giorno. per la regata, essendo velista anche lui, mi ha chiesto tutti i dettagli e poi mi ha detto di sì.
vai serena, ruben, le mamme troppo mammose sono pesaaaanti!

ruben ha detto...

Fa-vo-lo-sa! Allora non mi sentirò in colpa per essermi di scocciare di non poter fare la mezza maratona... !

alessia ha detto...

Ragazze ke spettacolo! ho fatto regate a capri due settimane fa, e quella dopo ho scoperto di essere incinta! chiaramente continuerò ad andare in barca, anche se la domanda al dottore la farò lo stesso, tra 10 giorni quando ho la visita.... VIVIAMO!!!

Anonimo ha detto...

oh !!!!!!!!!!Finalmente mamme come me..... io sono all'ottavo mese di gravidanza e non ho rinunciato a nulla...sono un anti-mammma ma tanto felice... fumo e bevo anche se un pò meno ma esco vado nei locali e mi diverto quasi come prima....
faccio scandalizzare tante mamme soprattutto quando al corso pre parto ho detto che non avrei allattato....
mi hanno guardato tutte male....
ma non desisterò, fin dal primo mese ho deciso che non avrei allattato...appena partorito voglio riprendere in mano il più possibile la mia vita altrimenti andrò veramente in depressione...penso che sarò ugualmente una brava mamma anche se il latte sarà artificiale, ma soprattutto sarò contenta quando sarà anche il papà a dovergli dare il latte!!!!!!!!!!!
w lw mamme che restano prima di tutto donne....

giuliana ha detto...

@ anonimo: beh, però se il latte ce l'hai tanto vale usarlo, almeno per un po'. magari lasciando le poppate notturne al papà, con un saggio (e socialmente più accettabile) allattamento misto. in bocca al lupo!

Anonimo ha detto...

bellissimo articolo!!!

io non ho fatto grosse rinunce (gia' non fumo e non bevo di mio...) ma per il resto ho fatto tutto senza grossi problemi.

forse mi ha aiutato il fatto che sono magra e che ho messo solo pancia, senza grassi da altre parti o ritenzione idrica.

pero' sono d'accordo che il 99% delle neo-mamme sono creature da fumetto.....

io spero di rimanere una persona normale - unica differenza, due nuovi frugoli per la casa...

giuliana ha detto...

anonimo, in bocca al lupo! (hai detto DUE???!!! ammazza...)

leonardinha ha detto...

Concordo con te su tutto, tranne sulla storia dell'allattamento che rovina la vista: pare sia una leggenda metropolitana solo italiana.
E cmq basta con le neo-mamme o le donne incinte che rompono i maroni con il "fagiolino" e "dudududadada": sono delle donnicciole deficienti! Le odio tutte. W un po^di sano buonsenso!

Olabisi ha detto...

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