mercoledì, maggio 23, 2007

Una mano di bianco

Ci sono post che nascono così, da un titolo. Dietro, poi, sai benissimo che c’è tutto un mondo, ed è per quello che è venuto fuori il titolo: che è un mantra, si potrebbe dire. Questo è uno di quei post.

Una mano di bianco è quella che sto dando alla mia casa. Esecuzione letterale, peraltro, dal momento che, quando ci sono entrata, ho voluto ogni stanza di un colore diverso. Altri tempi, altro umore, altri spazi. Adesso non vedo l’ora che mi venga riconsegnata immacolata come un lenzuolo, per vedere ampiezza anche dove non ce n’è, interstizi luminosi anche tra le migliaia di suppellettili accumulate negli anni (e parzialmente eliminate per questa occasione, va detto).

L’unico modo in cui concepisco la mano di bianco è questo: quando significa rifare, dare una nuova anima, segnare una svolta. Un po’ come quando ci si tagliano i capelli nei momenti di crisi, o quando ci si fa un tatuaggio. Diversamente no. Il mio essere tutto o niente, acceso o spento, sempre o mai, mi impedisce di amare le soluzioni transitorie, i compromessi con l’anima, tutte le occasioni in cui “un po’ per volta”. Un po’ per volta è già tutta la vita, i singoli task devono essere una volta e per sempre. Come nel lavoro. Fare male una cosa significa solo porre le basi per doverla rifare con il doppio della fatica. No grazie, non per me.

Mi piacerebbe che questa mano di bianco alla casa aprisse un nuovo capitolo. Una volta è successo, questa casa ha già cambiato la mia vita una volta: ho accettato un’allettante offerta di lavoro il giorno stesso in cui ho iniziato il trasloco. E da lì per qualche anno c’è stata una sorpresa al giorno, come se quei muri colorati emanassero chissà quale portentosa pozione magica. Finché non hanno iniziato a scurirsi, i muri, e le stanze a riempirsi inesorabilmente, e tutti i vuoti sono spariti, riempiti di quotidianità, spesso soffocante, e la magia non ha avuto più modo di circolare, di raggiungere me e la mia famiglia.

Ecco, questa mano di bianco serve per far respirare di nuovo la casa, per aprire i suoi chakra, per lasciare che l’energia (sempre che ce ne sia) circoli ancora liberamente. E se no andrò a tagliarmi i capelli.

11 commenti:

Chiara ha detto...

Ecco, io sono in uno di quei compromessi: ho una casa che non è mia (è dell'azienda di Mignolo, in comodato d'uso), e per questo non ne faccio tutto ciò che farei per una casa che mi possa rimanere.
Tuttavia, penso che ci rimarremo per parecchio tempo, e quindi a poco a poco "cedo" ad acquisti e lavori, sempre nell'ottica di non avere niente su misura né troppo costoso (tipicamente: IKEA).
All'inizio ci stavo bene, ma adesso questa provvisorietà comincia a darmi sui nervi.
Andrò a tagliarmi i capelli ;-)

Arigag ha detto...

Carissima,

ho sempre pensato che molte cose ci accomunassero. Il carattere, il modo manicheo di interpretare l'esistenza...
In questo momento ci accomuna il vento di cambiamento. Tu dai la tua mano di bianco, e io pure, nella casa di cui ho ricevuto ieri le chiavi.
E' un gesto simbolico, e con il tempo ho imparato a dare sempre più peso ai simboli.
I cambiamenti talvolta si accettano, talvolta si creano. E quando si creano vuol dire che qualcosa è accaduto dentro, qualcosa di importante. Una presa di coscienza, una voglia di imprimere direzioni differenti alla propria vita.
Sono felice per te.
E anche per me.
:-)
Ari

giuliana ha detto...

chiara, ti capisco, l'ikea a lungo andare può essere molto destabilizzante, soprattutto se è una scelta che nasce già come ripiego

ari, che dire? hai detto tutto tu!

ruben ha detto...

Ti capisco perché sto passando la stessa fase. Il mio non è bianco, è rosa. Ma solo perché prima c'era un giallo-ocra che stancava l'occhio. Adesso vorrei quelle atmosfere da Hamptons (in realtà vorrei anche i soldi da Hamptons). Ho rifatto il colore ed è cambiato tutto. Ogni tanto bisogna "rinascere", in un senso o nell'altro...

Brigida ha detto...

quando è morto mio padre, due anni fa, io e mia madre ci siamo buttate a capofitto nella ristrutturazione del piano seminterrato: ci ha letteralmente salvato la vita, anche perchè ogni tanto ci sembrava che lui o il suo ricordo, ci guidasse nelle nostre scelte.

Laura ha detto...

Io vorrei tanto rifare il tinello (divano, tende, sedie) ma costa troppo.......come dare un svolta????

LA CONIGLIA ha detto...

ma infatti mia mamma ha deciso di ridipingere tutto ma dal bianco sta passando al giallino chiaro e luminoso...Ieri guardava un muro già dipinto e ha detto 'E' un pò come far respirare di nuovo la casa...' Stessa frase tua...Devo imparare dai muri come si cambia aria mi sa :)

Suysan ha detto...

io sono entrata nella casa dove abito attualmente che ero finalmente incinta dopo tanti anni di attesa e perciò la considero magica...ma ogni volta che abbiamo cambiato qualcosa l'abbiamo fatto sempre con grande entusiasmo ed era un po come ricominciare....

pOpale ha detto...

Devo ammettere che l'immagine di una casa tutta bianca senza un suppelletile con il caldo che fa in questo momento mi attira molto... anche il taglio dei capelli però potrebbe andare per un pò di "frescolino".

I cambiamenti ogni tanto sono sani, anche se al pensiero dell'arrivo di settembre con l'inzio dei lavori in casa che mi aspettano comincio a rivalutare il "bianco sporco" delle pareti ;)

PsychoGaia ha detto...

Non so, ma il fatto che tu dipinga di bianco la casa, la luce, gli angoli che si svelano,...
Mi dà tutto un senso di luminosa STABILITA'!!! E mi mette gioia.
Baci

scrittricexcasore ha detto...

E' la prima volta che vengo sul blog ma mi piace quello che ho letto...anche io quando decido x i rinnovi taglio i capelli,o cambio l'assetto della cas...anche noi abbiamo le pareti colorate e vorremmo cambiarle soprattutto quelle dei ragazzi...fammi sapere l'effetto che fa...baci e a presto