giovedì, settembre 27, 2007

Cornuta e mazziata

Ieri sera la Tata mi ha detto, senza farmi pesare il fatto che mi stava rimproverando, che sarebbe carino se io e/o mio marito riuscissimo a passare almeno una sera la settimana con il bambino. Io torno a casa verso le 8, di solito. E le 8 sono sera, tecnicamente.

(Mio marito lo mettiamo tra parentesi, perché è ovvio che lei lo ha nominato solo per mantenere una parvenza di politically correct).

"Una sera" significa in realtà un pomeriggio. Lei dice "di sera" ma vorrebbe dire che almeno una volta la settimana dovrei andare a prenderlo a scuola. Alle 4, altro che sera. "Perché lui vede le altre mamme, al parco". Sì, al parco.

Il peggior nemico delle donne sono le altre donne.

19 commenti:

sciura pina ha detto...

Niente panico, non conta tanto la quantità del tempo che si passa con i figli, ma la qualità...sembra banale ma è vero

fabdo ha detto...

come l'altra io che è in ognuna di noi...altro che tata...

Laura ha detto...

E' dura, lo capisco, perchè le altenative non sono sempre possibili. Ma mentre assimili la "botta" pensa che sei comunque stata brava a scegliere la tata. E non è poco! Non considerarla una nemica: ti ha segnalato quello che, secondo lei, è forse un piccolo disagio di tuo figlio. Ti avrà fatto male ma significa che sta a cuore anche a lei il tuo bambino. Ed è stata anzi delicata a considerare , anche se tra parentesi, tuo marito per non darti l'impressione di volerti colpevolizzare.
E se il pomeriggio non te lo puoi prendere parlane con il bambino, spiegaglielo, fagli verbalizzare quello che eventualmente sente e sottolinea quelli che sono i TUOI lati positivi rispetto alle altre mamme che possono andare al parco.
Ti abbraccio, Laura

pOpale ha detto...

Spero che tu riesca a trovare il tempo, ma mi rendo conto che la vita quotidiano ce lo porta viada sotto i piedi. Comunque non sarà che la tata vuole più tempo libero per se ? ;)

LA CONIGLIA ha detto...

Queste tate si che sanno come metter i sensi di colpa...Sarebbe bello se tu ci riuscissi. Io che son piccina mi ricordo ancora bene quella sensazione di abbandono causata da tutte le mamme li a prender i pargoli e io invece con la baby sitter...Ma ora che son cresciuta ho capito anche mia mamma... Perciò stai serena, stai vicina al bimbo e se puoi fallo, ma spero che crescendo anche lui, come me, ti capisca...

giuliana ha detto...

@ sciura pina: ecco, io per la verità a questa cosa di qualità e quantità non ci ho mai creduto fino in fondo. credo che la presenza fisica sia essenziale, e poi, certo, è importante che sia anche "di qualità". ma se uno non c'è e basta? (non è esattamente il mio caso, io torno tardi a casa ma ho il tempo di stare un po' col bimbo, ho colleghe che non vedono svegli i loro figli anche tutta la settimana)

@ fabdo: sì, lo so. è sempre più facile prendersela con gli altri :)

@ laura: è tutto giusto quello che dici. con gabriele parlo in continuazione di queste cose, per fortuna lui esprime i suoi bisogni/desideri abbastanza bene da darmi la possibilità di parlargli e fargli capire. la tata invece appartiene a un'altra generazione, ha dedicato la sua vita alla famiglia (sua e degli altri...) e sì, è attenza alle esigenze del bambino, ma non capirà mai le mie.

@ popale: lavoriamo nello stesso ambito, se tu dicessi che il venerdì farai mezza giornata per portare tuo figlio al parco che cosa ti succederebbe?

@ la coniglia: sì, lo spero proprio. grazie per la solidarietà :)

Gallinavecchia ha detto...

Concordo con la Sciura Pina, qualità non necessariamente fa rima con quantità. Però è anche vero che questi anni di infanzia di tuo figlio voleranno via in un battibaleno. Non è facile trovare un compromesso purtroppo.
Ti sono vicina e ti abbraccio.
Gallina

Brigida ha detto...

ci puoi giurare!

gaz ha detto...

Ti capisco benissimo, sò quanto è difficile conciliare tutti gli impegni, ci sono passata anche io.
I sensi di colpa erano forti ma poi i bambini non sono come noi adulti che quantifichiamo tutto, credo che loro capiscano comunque il nostro "esserci".
Un caro saluto
Giuliana

MasterMax ha detto...

A volte bisogna anche saper rinunciare agli impegni. Aveva una riunione importante tempo fa. Una riunione che avrebbe chissà, forse potuto decidere un avanzamento, un cambio di mansioni. Più responsabilità. Sono andato ho parlato e poi ho guardato l'orologio, ho salutato i convenuti dicendo semplicemente "vado a giocare con mio figlio". Sarà perché sono cresciuto con un padre assente, ma il ricordo di quel sorriso di mio figlio per quelle ore inaspettate di gioco valevano più della riunione. Basta poco alle volte per far sorridere un bambino e la tua tata è una gran donna.

giuliana ha detto...

@ mastermax: benvenuto! sei un uomo, e puoi farlo. se una donna dice che va ad accompagnare il figlio dal pediatra, stai certo che è fuori gioco. e non è paranoia, sono cose già viste :(

Annachiara ha detto...

Sì, certo, allora se conta solo la qualità e non la qualità io me la prendo in quel posto due volte...mio marito in due minuti riesce a far divertire mia figlia molto di più che io in tutto il giorno...questo è cornuta e mazziata, altroché!

Annachiara ha detto...

Ovviamente volevo dire "se conta solo la qualità e non la quantità"....

giuliana ha detto...

... che è più o meno quello che intendevo io :)

MasterMax ha detto...

Sarò pure un uomo, ma intanto l'incarico l'hanno dato ad un altro :( Chissà perché quando in un'azienda dici che hai da fare con i figli, il sesso non conta. I padri vengono subito equiparati alle madri e ti viene subito rinfacciata l'equazione genitori = dipendenti inaffidabili. Per me che la pensino pure così, io preferisco crescere guardando mio figlio giocare. So che a volte fare questa scelta non è possibile e per questo hai tutta la mia stima per i salti mortali che fai per gestire tutto. Un abbraccio sincero, Max

giuliana ha detto...

@ mastermax: ah. beh, suppongo che la cosa sia altrettanto grave. in effetti è per questo che sono ancora pochissimi i padri che usufruiscono dei congedi parentali, nonostante le condizioni siano sostanzialmente equiparate a quelle delle mamme. credo che in italia abbiamo un grave problema, da questo punto di vista. e non è un problema di legislazione, ma di cultura. sogno di un futuro in cui si potranno fare i figli senza doversi preoccupare. ma temo che non saremo noi a vederlo, e neanche i nostri figli :(

Fabioletterario ha detto...

Però, magari il piccolo ha bisogno davvero di voi... Anche se lo so che il lavoro non concilia con i bisogni dei piccoli. Purtroppo!

ruben ha detto...

Concordo! Attualmente le mie peggiori nemiche sono quelle che portano avanti la crociata per l'allattamento al seno. Io che lavoro a un mese dal parto e che comunque avrei poco latte, sono già sul rogo.
Comunque... ci sono, sono tornata! Anche se ho poco tempo per scrivere nel mio blog, leggo i vostri! Baciuz!

giuliana ha detto...

ruben, bentornata! ma allora ancora non ce l'hai fatta a sganciarti dal lavoro? lo stagista? mi sei mancata... :)