venerdì, marzo 28, 2008

Siamo tutti CT - Seconda puntata

Seconda puntata del decalogo dell'aspirante CT da bar. Lo so, sto diventando pesante...

Questa volta parliamo delle voci 4 e 5:

4) L’emergenza si paga. Con soldi, non lacrime-sudore-e-sangue

5) “Tu non sei la cura, non sei la malattia, ma forse sei solo un fastidioso effetto collaterale del sonno della ragione”*: lo scaricabarile non va più di moda

* cit. da Svaroschi

L’emergenza si paga. Con soldi, non lacrime-sudore-e-sangue

Chi non si è mai trovato a dover consegnare una cosa “per ieri”? è la quotidianità di molti, niente da dire. Soprattutto nelle agenzie, dove clienti storditi, ma anche no, ti fanno sapere la sera alle 7 che il giorno dopo devono presentare qualcosa di vitale a qualcuno di fondamentale per il loro futuro professionale. E tu che fai? Ti metti lì e fai buon viso a cattivo gioco. Ok. Va bene. Succede.
Magari anche spesso. Però, c’è un però. Il lavoro fuori orario e fuori da ogni pianificazione è lavoro che costa il doppio a chi lo fa, e che spesso viene ceduto gratuitamente a chi lo riceve.

Quando lavoravo a Parigi c'era una sana abitudine: alle 18.10 tutti fuori dalle balle. Ero in agenzia di pubblicità, chiariamo, non in un ufficio pubblico. Anzi, nella più grande agenzia francese e la seconda in Europa. A volte però capitava che ci fosse un'emergenza. In genere causata dalle agenzie italiane. E siccome di loro me ne occupavo io (il mio capo mi ha accolto dicendo: "Ecco, ora che sei qua non voglio più sentire gli italiani. Parlaci tu, io non lo capisco, ragionano in un modo assurdo, e sono sempre in emergenza"), ero io che dovevo rimanere oltre l'orario se tardavano. La soddisfazione era però che pagavano, ah se pagavano! E caro, anche!

E quindi, se io fossi CT, scriverei nel contratto con miei clienti:

“Siamo in grado di gestire le emergenze, a due condizioni:

1) Che si tratti effettivamente di emergenze. Non anticiperemo lavori già pianificati se non è provato che essi siano essenziali [diciamoci la verità, la maggior parte delle emergenze sono cose che possono benissimo essere rimandate di un giorno o due; d’altro canto, la maggior parte delle cosiddette emergenze è solo un tentativo di placare l’ansia del cliente, o del manager, o di chiunque sia a chiedere un intervento, appunto, di emergenza];

2) Le emergenze hanno un costo. Consideriamo emergenza la riduzione dei tempi previsti per lo svolgimento di un lavoro o la richiesta di lavoro non pianificato, o tutte le fattispecie qui non elencate che richiedano l'uso del termine in questione. Per ogni lavoro la cui consegna è richiesta in anticipo sui tempi previsti, è richiesto un sovrapprezzo pari al costo originario del lavoro + il 150%. Nel caso di lavori non pianificati, il costo dei medesimi sarà calcolato di volta in volta; in ogni caso non sarà inferiore al costo normale per il lavoro richiesto + il 150%.”

E le persone? Che ne è delle persone che devono lavorare in emergenza? Beh, questo è facile, basta pagare il lavoro in più o, se non è possibile (ad esempio per le persone la cui posizione contrattuale non prevede lo straordinario) prevedere ferie compensative, premi di produzione, ecc. ecc.

Ho come la sensazione che le emergenze calerebbero drasticamente.


“Tu non sei la cura, non sei la malattia, ma forse sei solo un fastidioso effetto collaterale del sonno della ragione”: lo scaricabarile non va più di moda

Quando le cose si mettono male, la situazione si lascia marcire. E quando la situazione è marcita, si sposta il focus dalle cause reali a uno dei suoi effetti collaterali, che sia facilmente identificabile attraverso nomi e cognomi.

Faccio un esempio: il turn over si fa altissimo, le persone vanno via a frotte, non si fa in tempo a prendere gente nuova per far fronte ai progetti in corso, che dopo un po’ vanno alla deriva. Quando i clienti si fanno sentire, si indice una bella riunione di tutta l’azienda, in cui si dice che il problema è che ultimamente la qualità dei progetti è calata, per colpa del gruppo X o Y. Se qualcuno fa notare che si fa fatica a lavorare bene mentre tutti scappano via, l’azienda risponde che il turn over è fisiologico.

A me suona di scaricabarile. È evidente che c’è un problema, ed è altrettanto evidente che non risiede né nel gruppo X né nel gruppo Y.

Ecco, non è fashion, non va di moda. Puzza anche un po’, questo modo di agire. Dov’è la trasparenza di cui tutti si riempiono la bocca? Dietro cosa si nasconde la miopia di questo management? Paura, il più delle volte, che innesca connivenze mortali.

Se io fossi CT, il mio management dovrebbe assumersi le sue responsabilità fino in fondo. Siamo in ritardo con un progetto? Non provare a dirmi che le persone hanno lavorato poco, o male, o che so. E se è stato così, vai a vedere perché. Le hai scelte tu, se non vanno bene è una tua responsabilità. Lo so che ora come prima cosa, uscito da questa stanza, andrai da loro a cazziarle, e siccome non voglio che succeda vengo con te. E ci parlo con questi qua, così vediamo che cosa è successo e facciamo in modo che non si ripeta. Se è possibile. Il pesce puzza dalla testa.
Un’altra cosa: che non venga in mente a nessuno di cercare il responsabile prima di aver pensato a una soluzione. Quando si lavora capita di fare delle cavolate, ma siccome capita a tutti non è il caso di crocifiggere uno, magari solo perché è l’ultima ruota del carro.

Augh. L'aspirante CT ha parlato.

5 commenti:

LA CONIGLIA ha detto...

non mi ripeto nel dirti che lavorerei molto volentieri con te (ok, mi sono ripetuta)

sonia ha detto...

A volte, alla telefonata delle 1835 mi chiedo, dandomi della scema, perchè mai non sono uscita alle 1830 come secondo contratto!!! ;)
Magari pagassero di più anche me per le urgenze...sarei ricca in poco tempo, anche se neolavoratrice!

6punto0 ha detto...

In altri campi una soluzione l'hanno trovata... ad esempio l'idraulico e il fabbro fanno pagare l'uscita :-)

Stavo pensando di aggiungere nel footer delle mie mail l'antico detto cinese: "Se paghi come dico io, lavoro come dici tu. Se paghi come dici tu, lavoro come dico io". Come ti sembra?

Ciao

giuliana ha detto...

@ la coniglia: ...ehm... sì :)

@ sonia: tu immagina il piacere delle emergenze delle 19...

@ 6punto0: idea fantastica! dici che te la lasciano tenere? :)

Gianni ha detto...

Nel frattempo, nel dorato mondo dei freelance:

http://www.bolleblu.info/?p=114