mercoledì, maggio 07, 2008

È che…

È che c’è un sacco di carne al fuoco. C’è stato un cambiamento importante nel mio lavoro, ma il più grosso deve ancora arrivare, e un po’ sono felice e un po’ me la faccio addosso per quello che tutto ciò significherà.

È che siamo riusciti ad andare in vacanza per il pontone, e ci siamo sparati quasi una settimana di Provenza e Costa Azzurra (la Camargue no, quel giorno pioveva). E i miei uomini ora sono tutti felici e abbronzatini, e hanno sperimentato la sera senza TV e non ne sono morti, e quindi ciò li ha necessariamente resi più forti.

È che fra tutte le cose che ho in testa in questo momento faccio un po’ fatica a selezionare. Perché mi vengono in mente mille post al giorno ma poi per una ragione o per l’altra nessuno vede mai la luce.

È che c’è un ingorgo, ecco, sì. Un ingorgo di idee e di progetti e di pensieri e di desideri e di propositi, che sono talmente tanti che non posso scriverli – di alcuni di questi sarebbe ad esempio giusto parlarne prima a mio marito, per dire. Giusto per fare un esempio, da stamattina (adesso è ora di pranzo) ho pensato le seguenti cose:

1) Voglio smettere di fumare. Cioè, questo l’abbiamo pensato anche in vacanza, e allora abbiamo comprato il libro e abbiamo iniziato a leggerlo, e effettivamente mi stava piacendo l’idea, ma poi il libro si è perso tra uno spostamento e l’altro, e mio marito mi ha detto che l’avevo perso io, che era un agito, che non avevo voglia di smettere di fumare e allora ho perso il libro, ma mica apposta. Poi l’abbiamo ricomprato, e però stavolta io non l’ho ancora iniziato, e credo neanche mio marito.

2) La cosa che mi fa veramente paura dello smettere di fumare è ingrassare, che proprio non ne ho voglia, soprattutto prima delle vacanze. Ne ho parlato con una mia amica, che ha smesso di fumare giustappunto con il libro, e lei mi ha detto che era andata talmente in botta per questa cosa che ha iniziato a fare palestra per due ore al giorno, per sei mesi. Ecco, io questo tempo non ce l’ho. Allora come seconda cosa ho pensato che mi regalerò la Wii Fit per il mio compleanno (che però è dopo l’estate, e allora accipicchia forse il libro lo leggerò solo quando sarò adeguatamente attrezzata per non ingrassare come una botte).

3) Voglio iscrivermi al PD e fare attività politica. Sul serio, eh? Perché questo lamentarsi è tutto una chiacchiera da bar e così non va bene. Quindi cerco la sezione più vicina a casa mia, prendo con me il mio collega D. (che abita vicino casa mia e che per il momento è il più appassionato dei miei interlocutori da bar, appunto) e vado, quanto prima. Tremate, tremate.

4) La nostra vita sociale langue, bisogna correre ai ripari. Al più presto far partire un ciclo di cene, diciamo una alla settimana, con un sacco di gente. Cioè, complessivamente un sacco di gente, non tutta insieme che non ci stiamo. E oltre alle persone che vediamo abitualmente, anche persone nuove, che non frequentiamo tanto o che non vediamo da molto. Per esempio, ci sarebbero da invitare F. e la sua nuova famiglia, Ale di cui ho saltato la festa dei 40 anni, la collega che credevo che mio marito volesse metterci su un affaire e invece si è fidanzata, la mia amica E. prima che se ne vada in America, tutta la truppa di Pretaportart che danno un sacco di soddisfazione a chi cucina… Eccetera eccetera.

5) Devo iscrivermi immediatamente ai corsi che mi proietteranno nel resto della mia vita professionale. Quindi al più presto devo finire la selezione e decidermi. Di conseguenza dovrò chiedere le ferie ed ottenerle. Il che non è affatto banale.

6) Ho vissuto un’esperienza straniante, l’odio puro in un contesto al di sopra di ogni sospetto. Quindi devo scriverla, ma non può essere un post, deve avere un respiro più ampio, diciamo un allegato in pdf… di qualunque cosa.

7) Devo caricare su Flickr le foto delle vacanze. Vabbè, questa è facile, ma comunque va fatta.

8) Devo finire il documento sui nuovi e straordinari progetti che ho pensato. Documento che poi dovrò condividere con i miei colleghi, anche quelli più scettici, e con il mio capo, che per il momento, essendo appena uscito dalla sala parto, è interessato ad altre cose.

È che ecco, quando basta mezza giornata per mettere insieme tutta questa roba, come si fa a decidere, selezionare, elaborare e scrivere? E, peggio ancora, come si fa a leggere altre cose? Che ogni frase in più diventa un altro orizzonte, un’altra idea, un’altra cosa da fare, da pensare, da approfondire?

È che… vabbè.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

ma allora non è bellissimo avere mille cose per la testa? anch'io che ho sempre cento idee che mi girano contemporaneamente tra i pensieri ho bisogno di fare elenchi divertenti e stimolanti, come a fare il punto su dove si è... www.mammenellarete.it

giuliana ha detto...

ah sì sì, certo che è divertente... solo che a volte è tanto!

Maurice ha detto...

Parlavo di te proprio ieri, con il mio Capo: la Mamma in corriera si è persa, anche lei latita. Ed invece eccoti qui, più pimpante di prima: se tu fossi andata ad Amsterdam capirei tanta euforia, ma le cozze della Costa Azzurra non mi pare diano lo stesso effetto.

giuliana ha detto...

maurice, in realtà era molto tempo che tutto ciò si stava preparando, le cozze della costa azzurra (fra l'altro questa volta non ne ho mangiate, ma non ho rinunciato alle ostriche... eheheh) sono servite solo a dare la spinta finale con cui tutto si è chiarito. insomma... tutto son parole grosse :D

LA CONIGLIA ha detto...

insomma sei un calderone ribollente...come ti capisco!!!

copyman ha detto...

Immaginavo che ci fosse un qualche ingorgo nel flusso, anche se non di queste dimensioni ;-)
Sono contentissimo per te, che senti nuovamente il vento del cambiamento gonfiare le vele.

giuliana ha detto...

coniglia, copy: incrociamo le dita!

Annachiara ha detto...

Le vacanze ti fanno bella! ;-)
E m'eri mancata però!

Vincenzo Lembo ha detto...

Vuoi un'idea?

La nostra mente non è predisposta a fare tutti questi cambiamenti contemporaneamente, sarebbe un fallimento...

Inizia con un cambiamento, dopo circa un mese fa già parte della tua mente, è tuo. Dopo ne fai un altro e così via...

E' il concetto dello sciroppo devi prenderne una dose al giorno, non puoi berti tutta la bottiglia di botto, ti fa male e non risolvi il problema...