mercoledì, giugno 24, 2009

Una parabola sulla pagnottocrazia

Anni fa, l’allora AD dell’azienda in cui lavoravo – detto L’Empereur per lo stile napoleonico con cui conduceva la medesima – ebbe a dire, durante una riunione con il middle management (dal quale ero stata estromessa a causa di gravi danni cerebrali dovuti al parto), che “le persone sono quello che si fanno fare”. Tradotto: “trattate pure le persone da merde, nessuno si ribellerà, dal momento che sono delle merde”. Alcuni, le escort della situazione, applaudirono. Altri, gli esponenti della micro società civile di quel piccolo mondo, si indignarono. Poi, tornati gli uni e gli altri alle loro postazioni, assunsero tutti, di nuovo, la posizione che trovavano più adeguata come strategia per portare a casa la pagnotta (non specifico quale, la posizione, confido nell’immaginazione e nella competenza in materia di geometria di chi legge).

Le escort, si sa, fanno il loro mestiere, e non sono neanche punibili per questo, se lo fanno con discrezione. A volte hanno un mandante, si sa, del resto il mondo va così, ci sono i perseguitati e i soliti sospetti. Ma tutti gli altri? Perché non hanno incrociato le braccia? Perché non hanno fatto un sit-in all’ingresso? Perché non hanno preso le persone-merde e gli hanno fatto presente che finché si fossero lasciate trattare così sarebbero state considerate esattamente così?

È che la pagnotta è più forte di tutto. E, attenzione, non è né uomo né donna. Ché qua non si parla di corpo delle donne, né di mignottocrazia. Qua si parla di democrazia. Che sta cedendo il passo velocemente alla pagnottocrazia.

Che si fa?

11 commenti:

Claudia ha detto...

Caspita, Miss exmiddlemanagersuperindipendentedioggigrazieallamerdamangiataieri.... sei e resti il mio mito! soprattutto per la sincerità.
Grande Giuls... come lo vorrei uno così oggi a dispensare ingiustizie sensate e cazzotti per divertimento, invece abbiamo troppo spesso a che fare con le persone viscide e senza posizione, molli e informi, veri maestri del mimetismo, mai un ideale, mai un impegno sopra la pagnotta... ah! la Pagnotta...

giuliana ha detto...

@claudia: senti, io devo capire chi sei. per favore, scrivimi una mail, che un sospetto ce l'ho, ma mi devo troppo togliere la curiosità

Anonimo ha detto...

Non è un caso se proprio oggi leggo questo post.
Tutto quello che sta succedendo mi sta spingendo davvero a ribellarmi.
Ma la pagnotta..
Ma è giusto pensare alla pagnotta o ci stiamo solo nascondendo per non affrontare questa gente? Per non correre incontro alle conseguenze che una ribellione (concedetemi il termine) può portare?
Oggi mi sento in guerra.
In guerra contro tutti: manovalanza e non.
E soprattutto contro i doppiogiochisti.
Grazie Giuli

copyman ha detto...

Guarda un po', anche per il sottoscritto questo post è cacio sui maccheroni (stracotti).
Ieri sera, di ritorno da una parentesi non preventivata in Sardegna per motivi familiari, mi hanno fatto un bel discorsetto sulla pagnotta da portare a casa come mio preciso, primo e imprescindibile dovere di padre di famiglia (il resto? tutto a carico delle mogli tuttofare, of course) per comunicarmi un provvedimento disciplinare.
La vita è bella, o meglio, la vita è una, ergo merde à eux . Per quanto riguarda la pagnotta, alla peggio vedrò come sostituirla con le brioche.

giuliana ha detto...

@anonimo e @copyman: ho pensato questo post a due livelli, uno micro, per così dire, per tutte le piccole/grandi prepotenze e dittature quotidiane che siamo costretti a mandare giù in nome della pagnotta; e uno macro, pensando a come il nostro paese si sia ridotto, al suo clima (in)culturale, ad una costituzione che ha ormai il valore di carta da avvolgerci le alici, ad un'opposizione salottiera e tutta chiacchiere e distintivo, alle piccole e grandi puttane (non mi riferisco alle escort, loro, come dicevo, fanno il loro mestiere, e non sono punibili perché non sporcano per strada) che riempiono la nostra vita di cittadini, ai giornalisti che non sono più tali.
io non so quale sia il livello della vostra interpretazione, ma so che non se ne può più di ingoiare merda fredda. sono molto più che preoccupata.
noi siamo blogger, poca cosa, ma che non si dica che lo facciamo per la pagnotta.
in bocca al lupo. e, copy, sì, merde à eux.

orma ha detto...

Già, proprio la pagnotta mi ha fatto ritirare la denuncia nei confronti del mio primo datore di lavoro che trattava le donne come zerbini.
E ora con tutto questo precariato è davvero difficile potersi ribellare a tutti i livelli.
Si è preparato un bel terreno per mantenere solida la sua posizione.

giuliana ha detto...

@orma: brutto affare, le denunce ai datori di lavoro, sono sempre a doppio taglio, come minimo. però non si può essere sempre come è meglio per gli altri (e non è che io abbia risolto questa questione, tutt'altro, la sollevo proprio perché è un nervo scoperto). ti auguro di trovare il tuo personale martello pneumatico che ti consenta di massacrare quel terreno

Anonimo ha detto...

:)

Maurice ha detto...

Dovremmo distinguere tra pagnotta e pagnotta.
A volte la necessità (tua e di chi hai la responsabilità) ti obbliga anche a buttar giù bocconi amari, e può starci; altre, quando è solo zoccoleria, non è moralmente ammissibile.
Ma esiste una morale, o almeno una coerenza ai giorni nostri? Sapessi quanti mi disapprovano per il mio blog ("ah, i clienti...").

Mascetti ha detto...

Napoleone? O piuttosto NapoCapo? Peccato non ci fosse una webcam per capire quant'era mansueto quando era costretto a emettere note di credito. O come diventava docile quando arrivavano i fax che anticipavano le rescissioni dei contratti. Il microcosmo del building aziendale, punteggiato dalle deiezioni del suo cane, creava percezioni un po' autarchiche rispetto a cio' che si vedeva da fuori :-)

Mamma Cattiva ha detto...

Quando mia madre andava a parlare con i prof avevano da ridire che fossi sempre l'avvocato del diavolo. Un giorno uno mi buttò fuori perché difesi una ingiustamente punita. Da grande ti becchi un pò di più che una nota e ho imparato ad essere più sottile. Non sempre si riesce a combattere la propria guerra ma neanche pensare che ovunque regnino sovrani gli imbecilli. Proviamo con le scelte, con l'esempio, con l'attesa a bordo fiume, la selezione. Non è per niente facile e capisco l'indignazione.