lunedì, settembre 06, 2010

Timidi



Ci sono due tipi di timidi: i potenziali serial killer e quelli che rimangono a digiuno nei buffet. Entrambi i tipi sono pericolosi. I primi si capisce subito perché: magari sono tuoi vicini di casa, e allora puoi considerarti fortunato se sarai tra coloro che un giorno diranno, davanti a una telecamera, “Sembrava una così brava persona”. I secondi per una questione più sottile: non sai mai quando abbatteranno il muro della timidezza, e con quali mezzi; magari non lo faranno mai, ma tu vivrai sempre nel terrore che ciò accada, e in quel caso non sapresti come regolarti.

Dei timidi del primo tipo non c’è molto da dire. Li riconosci da bambini, perché anche se sembrano bravi bambini (esattamente come poi sembreranno brave persone), nei loro occhi c’è da subito qualcosa, come una mancanza di luce, dalla quale non vuoi farti risucchiare, e per questo tendi a distogliere subito lo sguardo da loro. Cosa che, quando da grandi realizzeranno la loro potenzialità, per chi lo farà, è una vera fortuna per loro. Ma soprattutto, di questi timidi, molto è stato detto e scritto. Persino Jessica Fletcher deve essersene occupata, a un certo punto.

I timidi del secondo tipo, invece, sono ovunque e nessuno se li fila. Ma io li vedo così.

1) Un timido è timido quando viene chiamato in causa come persona, non se all’interno di un ruolo. Cioè, rimane digiuno a un buffet  ma nel suo ambiente di lavoro non è detto che lo si possa smascherare.
2) Spesso i timidi sono talmente timidi da sembrare maleducati. Invece no, è che si vergognano.
3) Nei casi più gravi, i timidi risultano subdoli. Non lo sono, è che hanno lasciato, sperando e pregando e dandosi da fare come matti, che una cosa si risolvesse senza doverla dichiarare, perché si vergognavano, finché non gli è scivolata via dalle mani.
4) Come corollario ai punti 2 e 3, quando un timido fa una cazzata di solito è proprio grossa.
5) I timidi sbagliano i tempi. Quando hanno trovato il coraggio di parlare, il tempo è scaduto.
6) I timidi hanno un Super-Io che li avvolge come un cappotto. Al confronto, quello degli altri è una mutanda.

Ecco, non sono pericolosi, dei signori fatti così? Allora, se qualcuno ha un rimedio per la timidezza, si faccia avanti. Lo considererò un contributo allo sviluppo dell’umanità, oltre che un favore personale.

Ovvio che io sono una timida. Non di quelli del primo tipo, però: detesto la violenza, ma più di tutto mi vergognerei ad esibire in pubblico un fucile a pompa.

Però, per esempio, giorni fa, al Mondadori Multicenter di Milano c’è stato un incontro con Rocco Papaleo, che ha presentato il DVD di Basilicata coast to coast, e insieme ad altri blogger sono stata invitata anch’io.

Ora, con tutto quello che ho scritto, si presume che cose da chiedere ne avessi, e ne avevo. Ma mi si erano cancellate dalla testa, e non trovavo mai il momento giusto. E siccome non mi bastava darmi della scema per questo, a un certo punto il mio ginocchio ha fatto TAC lasciandomi per il resto della serata e nei giorni successivi in preda a dolori tremendi (che cosa dicevo del Super-Io? Ecco, appunto, quella serie là). Linda, perdonami, e grazie ancora.

Questa è una richiesta d’aiuto. Si era capito? No, è che mi vergognavo.

16 commenti:

Labelladdormentata ha detto...

Siamo in molti ad essere timidi del secondo tipo! Mannaggia, mai una volta che venga fuori la domanda intelligente nel momento adatto, no, mai! In quel momento invece al massimo dalla mia bocca può uscire un suono simile al gracchiare della raganella, oppure rimango basita con gli occhi spalancati nel vuoto e con un senso di assoluta vacuità.
Dovremo organizzare gruppi di autoaiuto!

Silvia gc ha detto...

Una vita per uscirne: ed ancor oggi è come eseguire un duro compito ogni volta...
Ho sempre fatto scelte in controtendenza con la mia timidezza, dal lavoro in poi... mai capito se era una cura oppure un modo costante per convincermi che di me non ci avevo capito nulla...
Mi sa che alla fine non sono timida... speriamo di non essere un serial killer...

la staccata ha detto...

Spesso mi chiedo quale sia stato l'evento scatenante che mi ha trasformato da bambina timida a donna a tratti vergognosamente sfrontata.
E sì, Giuliana cara, so che stenterai a crederci, ma io sono una ex timida.
Come sono riuscita a "guarire"? Non lo so, sinceramente la questione esula qualsiasi ragionevole spiegazione. Perchè te lo racconto? Per regalarti qualche spunto di riflessione sulla timidezza, o forse per avvalorare l'ipotesi del Super-Io.
Magari ho semplicemente tirato fuori il cappotto, chi lo sa?

Chiara ha detto...

Io odiavo fare la spesa dal panettiere, perché mi vergognavo a chiedere quello che volevo (e comunque tutti mi passavano avanti. vabbé, questo succede anche adesso). Ancora oggi detesto parlare al telefono, perché suppongo che la gente non si ricordi chi sono. Mi hanno salvato gli sms, le mail e le chat. Chi mi conosce dal lato logorroico stenta a crederlo, ma anche io sono timidissima. Ci sono stata male una vita per questa timidezza. Oggi, per soddisfare una curiosità di mia figlia, ho chiesto al carabiniere a cavallo come si chiamava il suo cavallo. Mi sono sentita impavida!!!

M di MS ha detto...

Dopo un'infanzia e un'adolescenza da timidissima perdente, sono passata ad essere una ventenne timido-aggressiva. Ora penso che sono il capo di me stessa e non me ne frega niente di rischiare, non ho nulla da perdere. E non sono più timida!
Tu cmq non sembri così timida. Anzi, a me che sono sfacciata sembri equilibrata, giustamente riservata, in un certo modo distinta. Vedi che siamo noi ad ingigantire i problemi?
Ma alla fine, dì la verità: non è che l'imbarazzo ti è venuto perchè ti piace un po' Papaleo???

Flavia ha detto...

grazie della riflessione. per me vincere la timidezza significa andarsi a prendere quello che si vuole veramente perchè si è convinti di meritarlo. quindi la mia timidezza si è sempre trasformata/travestita da incazzatura, fin da bambina (lo sport insegna molto. quando qualcuno diceva "che grinta" io in realtà me la stavo facendo sotto), e devo dire che tutto sommato non mi è andata male...anche se si creano altri tipi di problemi.
oggi passo piccole ma sistematiche dosi di faccia tosta a mio figlio (una volta non ho mollato fino a quando non è andato da solo a chiedere se poteva giocare con una bambina di un altro ombrellone. gli ho detto che se l'avesse voluto veramente, l'avrebbe fatto, e che ormai aveva ben 4 anni. ho tenuto il punto per un quarto d'ora e alla fine l'ha fatto), e sono felice quando vedo che chiede quello che vuole a camerieri, cassieri, o si presenta ai bambini che non conosce. come tutto, l'allenamento inizia da piccoli...;)

Mamma Cattiva ha detto...

La tua lucidità mi lascia sempre senza parole. Ecco credo che la tua timidezza (il secondo tipo) la riesci a sconfiggere proprio con la scrittura. Se si potesse leggere invece di parlare in certe occasioni magari i timidi (del secondo tipo) riuscirebbero a dare il meglio di sè.

Letto questo post ho confermato definitivamente una cosa su di me. Io timida non lo sono affatto, né del primo, né del secondo tipo. Non lo sono mai stata, neanche da piccola. Io sono decisamente un'insicura, una che non crede affatto nelle sue capacità e quindi in pubblico o di fronte a quelle persone che sento come superiori (praticamente l'80% della popolazione) si comporta esattamente come i timidi del secondo tipo. Ma certe volte sento che potrei esplodere come i timidi del primo tipo. Se mi scrivi un post sugli "insicuri" ti sarò grata per tutta la vita, soluzioni comprese... ;)
PS Io oramai il mio outing lo faccio nei commenti.

giuliana ha detto...

@labelladdormentata: organizziamoli, dai. poi tu mi sembri proprio la persona adatta a fare una cosa di questo genere.
ma, mi chiedevo e chiedo a te che sei titolata, la timidezza può essere considerata una malattia o per lo meno un disturbo?

@silvia gc: anch'io ho fatto scelte molto lontane da quello che potrebbe essere il profilo tipo di un timido, ma sempre in ambito professionale. credo che, come dicevo su, se c'è un ruolo al quale attaccarsi, il timido non ha problemi particolari. non sarà mai una faccia di kiulo, ok, ma il suo mestiere lo farà. diverso, invece, è se a mettersi in gioco c'è la persona dietro al ruolo.

giuliana ha detto...

@la staccata: tu non hai una doppia identità, ne hai diverse. per quel poco che ci conosciamo, già mi hai raccontato due o tre vite apparentemente inconciliabili. quindi no, non mi stupisco se dici che eri timida. però non so se potrò essere brava come te a tagliuzzarmi il cappotto fino a renderlo una mutanda

@chiara: ecco, quello che racconti tu del panettiere è esattamente quello che intendevo :(

giuliana ha detto...

@M di MS: no, papaleo non è proprio il mio tipo :)
però, e qui mi riallaccio anche a quello che dice @flavia, è chiaro che la timidezza va a fasi (della vita, credo). io ho passato un'adolescenza e una prima giovinezza da aggressiva, nel tentativo di vincere la timidezza. poi mi sono accorta che quella "me" non mi piaceva, e senza sapere come mi sono ritrovata più zen, almeno esteriormente.
riflettendo, forse la timidezza non va combattuta, ma trattata omeopaticamente. quando uno se ne fa una ragione, magari si digerisce meglio. o almeno è quello che spero. perché poi il problema non sono gli altri, ma tu per come ti vivi con gli altri. ad esempio quando io mi metto i guantoni e decido di combattere la timidezza, ottengo dei risultati spaventosi. una persona che è qui (e che non cito perché "sono cose nostre") mi ha detto che la prima volta che ci siamo incontrate ha avuto la sensazione che lei mi stesse sul caxxo, anzi, che mi stessero sul caxxo tutti. se non è un disastro questo! e, per quanto riguarda i bambini, sono dell'idea che non posso insegnare a mio figlio una cosa che non conosco (nello specifico, la faccia tosta). per fortuna lui il suo carattere ce l'ha, e se il cameriere non gli porta quello che ha ordinato lui va e gli chiede ragione. cosa che io non sarei mai capace di fare, figuriamoci mandarci lui!

giuliana ha detto...

@mamma cattiva: mi chiedo se la timidezza sia veramente così diversa dall'insicurezza. non nascono forse entrambe dalla paura del giudizio? e non si manifestano con moti di aggressività o di presunzione?
non so, ci penserò, e ti farò sapere ;)

supermambanana ha detto...

il punto 5, quello sono io in pieno. E figurati in English come i tempi vengono mancati in pieno :-( comunque, sulla questione precipua, ti regalo il link di uno spezzone che per me e' stato un'epifania, e lo dico sul serio. Specialmente vai al minuto 1:05, quella e' stata la ramanzina a me stessa che mi ha fatto pensare molto


http://www.youtube.com/watch?v=JfO4Wwpl42g

Imperativi simultanei ha detto...

Ma attenzione e educazione...sono segni di spavalderia?
Hops! Mi è scappato un commento!
Pardon

giuliana ha detto...

@supermambanana: mi è piaciuto così tanto che l'ho embeddato! grazie :)

@imperativi simultanei: temo di non aver capito... mi spieghi meglio? (hai fatto bene a farti scappare un commento)

Imperativi simultanei ha detto...

Suvvia, mamma! Possibile che io sia stato così ermetico?
Un indizio: ragiona per difetto! se "attenzione" e "educazione" non sono segni di spavalderia... vorrà dire che sono l'emblema della ...

N.B.: ho lasicato un commento al tuo post precedente (dove per errore ho postato un duplicato anche di questo :-) ) ...

Shalom

Annachiara ha detto...

tieniti forte cocca, ché ti svelerò un segreto: la storia del ginocchio è psicosomatica pura. La mia amica medico mi ha toccato il ginocchio l'altro giorno (sono in uno stato psicofisico da rito di passaggio, per intenderci) ed il giorno dopo era tutto a posto. Che non ti venisse in mente di ricorrere ad uno psy per questo eh! ;-)