giovedì, settembre 29, 2011

Piani e divani

Ho avuto un piano in casa dall’età di nove anni. Piano che mi ha seguito nelle varie traversie, da casa mia a casa di mia nonna (ospiti dopo il terremoto), fino alla casa nuova. Poi, esattamente dieci anni più tardi, me ne sono separata, credevo per sempre.

Mentre ero all’università, a Bologna, per sentire il suono di un piano andavo a casa del mio amico Paolo, musicista per passione, e ci passavo interi pomeriggi e serate in uno stato di benessere assoluto, rovinato solo dal fatto che le mani non le facevo muovere io ma lui.

Dopo vari altri giri, ho avuto di nuovo un piano a Milano, nel monolocale. Un giorno il mio amico F mi chiama e mi fa: “Sto passando con M che ha la macchina grande, andiamo a prendere un piano”. E io gli dico: “Un piano? Ma sei matto? Hai presente casa mia?”. E lui: “Lo spazio è una dimensione relativa. Arriviamo”. E piano fu. In una casa che in tutto faceva 20 mq. Lo spazio è una dimensione relativa quando c’è un piano di mezzo. Come lo è il tempo quando c’è di mezzo un blog.

Cambio casa e il piano viene con me, ovviamente. Ma era una casa concepita per un single, ed essendo io il single in questione, l’ultimo dei problemi è stato trovare lo spazio, appunto.

Passano altri anni. Il single si trasforma in una coppia, e il divano minuscolo che si divideva con il piano un’area della stanza era veramente, ma veramente, scomodo. Perciò un sabato mattina, dopo poche parole e molto dolore, decido che è il momento di diventare grandi: via il piano, cambiamo divano. Tanto non suono quasi mai. Tanto neanche l’altra metà della coppia mi ha mai sentito suonare. Per quanto ne sa, potrebbe essere solo un oggetto d’arredo.

Il divano nuovo è molto comodo, e ampio, e bello. Ci si può stare distesi in tre, e per gli ospiti inattesi è un letto d’emergenza perfetto. La tv ci si guarda che è un piacere, si legge benissimo perché la luce è giusta. Allora perché questo senso di perdita che non se ne va?

A giugno di quest’anno ho preso la grande decisione: ricomincio a suonare. Anzi, no, a studiare, perché tra una balla e l’altra sono passati 25 anni dalla mia ultima lezione di pianoforte. Trovo il maestro, un ragazzo giovanissimo, che tecnicamente potrebbe essere mio figlio: meglio così, il suo giudizio peserà come quello di un ragazzo del liceo o poco più. Ma ho intenzione di diventare brava, o almeno decente. E, prima o poi, di farmi sentir suonare da qualcuno. Quando vi rendete conto che sto mollando il colpo datemi un calcio in culo, per favore.

E per il mio compleanno, invece dell’iPad, ho deciso di comprarmi un piano.

Da ieri sera (anzi, da stamattina, visto che l’ho appena montato) nella mia vita ci sono un piano e un divano. E io mi sento come una bambina la mattina di Natale.

12 commenti:

Mammachetesta ha detto...

Ti ammiro.
Vorrei farlo anche io.

Angela Catrani ha detto...

Cara Giuli, hai fatto una cosa bellissima per te stessa e per la tua famiglia.
Brava!
Angela

Flavia ha detto...

Quando vi rendete conto che sto mollando il colpo datemi un calcio in culo, per favore.

tu sai di avermi appena dato un mandato vero? :)))

giuliana ha detto...

@mammachetesta: grazie, e fallo :)

@angela catrani: in che senso per la mia famiglia? non so se loro sono tanto d'accordo, a dire il vero :D

@flavia: ecco, uno a volte fa delle cazzate. che potrebbero avere un risvolto positivo, come in questo caso (lo so, mi ti "attaccherai al polpaccio". fallo, ne hai mandato)

Fabi ha detto...

Sei una grande Giuliana...pur non suonandolo e non avendolo mai fatto, il piano mi ha sempre affascinata tanto che mi piacerebbe molto che almeno uno dei miei figli si appassionasse così tanto da voler imparare a suonarlo...sarebbe bellissimo avere anche noi un piano nel salotto!!! Lo vedrei come il completamente di una stanza...

Angela Catrani ha detto...

Giuli, per la tua famiglia perché stai facendo una cosa per te, che ti fa stare bene e questo, necessariamente, si riflette in loro, semplice, no? ;-)

Maurice ha detto...

Cerchi un piano? Manda due uomini forzuti e quattro ruote, qui ce n'è uno.

emanuela ha detto...

Nella mia testa è rimasta un'immagine che non cancellerò mai più: il tuo sorriso per annunciarmi che eri troppo felice! D'ora in poi un calcio ogni volta che farai la faccia che tu sai :-)

giuliana ha detto...

(aiuto. sono circondata da persone che mi impediranno di mollare il colpo. che bello. altri candidati? tanto per sapere)

Mamastè ha detto...

Mi piace!! Evviva il piano!
io ho una bimba piccola piccola -3 anni- che guarda i pianoforti con due occhioni sgranati. Forse per santa Lucia le prendo uno di quei piano per piccoli...

Zio Burp ha detto...

bello bello bello.
il post e anche il piano!

mi iscrivo anche io a quelli del "calcio in culo se molli il colpo".

giuliana ha detto...

@zio burp: e con te fanno tre. che bello (ho veramente fatto una cazzata a chiedere questa cosa)