martedì, settembre 27, 2011

Tre anni e dimostrarli orgogliosamente: il Momcamp



Appena mi vede, sabato scorso, al Quanta Sport Village (possinammazza’, che fatica arrivarci in macchina!), Jolanda mi fa: “Che bello, presenti Letti Gemelli? un po’ di pepe…”. Ho dovuto deluderla, peccato. Eppure ci poteva stare, in fondo credo che uno dei futuri possibili per le mamme (della rete e non solo) sia quello di pensare alla parola “mamma” come a uno dei tanti aggettivi possibili da associare alla propria persona, e non il nome proprio che è. Ma questo è il mio punto di vista, comprendo, assai discutibile.

Ma torniamo al Momcamp. Quando, insieme a Domitilla e a Mariela, ci siamo imbarcati per la prima volta in questa avventura, è così che ci immaginavamo che sarebbe diventato, a tre anni di distanza: grande, pieno di gente, una festa in cui ci si ritrova e si fa il punto. Quindi, prima di tutto, bravi Fattore Mamma che ha raccolto il testimone e grazie Hagakure, che si sempre sbattuto dietro le quinte.

Il primo anno le mamme della rete si sono incontrate. Il secondo si sono fatte sentire. Il terzo, questo, hanno raccontato quello che sono diventate.

Nei tantissimi interventi questa evoluzione si è sentita forte e chiara: molte delle persone che hanno preso la parola ci hanno fatto vedere come si diventa azienda. E non mi riferisco solo a chi ha avviato un’attività imprenditoriale, ma anche alle altre: a chi parlato di progetti, di storie, di libri. La sensazione forte è stata che gli intervenuti avessero un posizionamento, nel senso proprio in cui questo concetto è usato nel marketing e nella comunicazione. I territori sono tracciati, riempiti di senso e restituiti al mondo con o senza slide, ma compiutamente. Come in un consiglio d’amministrazione, ma molto più allegro.

Ecco, per me il Momcamp di quest’anno è significato questo: vedere queste mamme (quelle che sono state le mie mamme) diventare grandi, sicure, organizzate e consapevoli dei propri obiettivi. E sono contenta di averle viste nascere.

P.S. Ho notato, en passant, che molte avevano tacchi vertiginosi. L’ho interpretato come un segno anche questo: una volta (ri)messi i tacchi, sono già fuori dallo stereotipo. E magari l’anno prossimo ci sarà posto anche per Letti Gemelli.

More about Hai voluto la carrozzina?
P.P.S. Se non ci fosse stata una serie incresciosa di contrattempi, io avrei presentato un libro, scritto giustappunto da 15 mamme blogger e curato da Barbara Sgarzi, che si intitola “Hai voluto la carrozzina? Spunti di sopravvivenza da 15 mamme che pedalano sul web”  . È la mia ultima creatura, di cui sono orgogliosissima. Ci sarà un post a parte, naturalmente. Nel frattempo, la mia recensione è su aNobii.

6 commenti:

M ha detto...

Lo spero.

Chiaraluce Littledreamer ha detto...

Bello, bello, bello! Sono perfettamente d'accordo sulla trasformazione del termine "mamma" in aggettivo da affiancare a molti altri come creativa, consapevole, organizzata.... e il libro (complimentissimi davvero!) ne è una piacevole conferma!!!

M di MS ha detto...

L'anno prossimo Letti Gemelli con i tacchi.

giuliana ha detto...

@M di MS - letti gemelli ha i tacchi inside :)

Jolanda ha detto...

Ci conto su Letti Gemelli per l'anno prossimo. Mi hai gia' fregato quest'anno! :D

giuliana ha detto...

@jolanda non vedo l'ora. chissà le reazioni, se prevale lo scandalo o le risatine nervose :D