giovedì, ottobre 05, 2006

VIP in tintoria

Ho conosciuto Victoria Cabello! Una vera VIP, e l'ho incontrata in tintoria! Per la verità sapevo benissimo che la tintoria della signora Marialuisa rientra nei suoi giri, per sua stessa ammissione e per ampia pubblicità della stessa tintora. Ma tant'è, a Milano capita.
Un luogo comune su Milano è quello per cui non conosci neanche il tuo vicino di casa. Per me non è così. Al contrario, qui si fa molta "vita di cortile", facilitata se ci sono bambini in casa.
Anni fa, Gabriele, che aveva allora circa 8 mesi, aveva preso una gastroenterite che, nonostante le attenzioni, non passava. Dovevamo tenere sotto controllo il suo peso, perché, se il calo dovuto al virus avesse superato il 10% del suo peso iniziale, avremmo dovuto portarlo in ospedale per la reidratazione. Inutile dire che la situazione era piuttosto pesante. Il bimbo non smetteva di esprimersi come Linda Blair ne L'Esorcista, e ogni sera, al rientro dal lavoro, c'era l'incubo della bilancia, con la prospettiva di dover correre in ospedale e magari rimanerci qualche giorno.
(Nel frattempo, in ufficio era in corso, ormai da due mesi, la vendetta aziendale che colpisce tutte le mamme appena rientrate. Cose brutte...).
Una sera il fatidico 10% fu raggiunto (ndr, il 10% a quell'età è meno di un chilo). La mia vicina, la nonna putativa di Gabriele, era venuta come sempre a vedere come andava, e, quando le dissi che forse era il caso di andare in ospedale, lei prese in mano la situazione. Sparì in casa, e un attimo dopo la sentii chiamare a gran voce dal balcone: "Dottoressaaaa! Dottoressaaaa!!!". Scena straniante, più facile da immaginarsi ambientata in un vicolo di Napoli (non me ne abbiano i napoletani, adoro parlare con i vicini dal balcone) che nel centro di Milano.
Dieci minuti più tardi la dottoressa, una pediatra di cui anche la mia vicina ignorava il nome, era a casa mia. Dopo avermi tranquillizzato, la dottoressa tornò anche nei giorni seguenti per vedere come procedeva, e così, grazie alla vita di cortile, Gabriele non andò in ospedale.
Nel tempo Gabriele ha sviluppato una vera vita sociale indipendente da noi - i suoi genitori - proprio nel cortile. Andava così: rientrati dall'asilo (e dal lavoro per me), Gabriele facevale sue prove tecniche di trasmissione vocale al balcone, facendo amicizia con tutti quelli che si affaciavano. Così, quando eravamo in giro o al supermercato, c'era sempre qualcuno - a noi perfettamente sconosciuto - che si fermava a salutare Gabriele e a fare due chiacchiere con lui. Credo che la passione di mio figlio per "la chiacchiera", come dice lui, sia nata per questo.
Non so se questa situazione sia comune, almeno a Milano, però mi piace, e mi fa sentire a casa. Mica male, no?

5 commenti:

Mauro ha detto...

T'ho scoperta per assoluto caso.
Ho letto i tuoi post quasi d'un fiato.
Sei tenerissima e di una simpatia infinita.
Lo stesso tono senza fronzoli e al tempo stesso coinvolgente della Vale (che vedo hai linkato).
Dovreste conoscervi e scrivere un libro a quattro mani sulla vita di una mamma che lavora. Sarebbe un best seller.
Io ne prenoto già una decina di copie, sarà un bellissimo regalo di Natale per gli amici...
Ecciao!!!

giuliana ha detto...

Grazie Mauro! Che dire... sono commossa. E mi piacerebbe davvero conoscere la Vale, è una grande. A presto
g

Valentina ha detto...

Bè, che dire?
Facciamolo questo incontro :). E facciamo anche questo libro a quattro mani. Poi io ti faccio conoscere Mauro e lo facciamo diventare il nostro agente. Mi attivo?

Mauro ha detto...

O mi date il 20% o non comincio nemmeno :-))))))

giuliana ha detto...

@Valentina: e attivati, allora! spero che Mauro abbia dei numeri come agente!
@ Mauro: facciamo che delle percentuali ne parliamo davanti a una birra? :-)