giovedì, gennaio 04, 2007

L’ultimo baluardo del comunismo

Il comunismo è morto, viva il comunismo. Ma non quello dei partiti, quello è morto e sepolto. Qui si parla del comunismo di tutti i giorni. Che ha un ultimo baluardo: l’accendino.
L’accendino (quello bic o equipollente, da un euro al massimo un euro e mezzo) non appartiene mai a una persona in particolare, men che meno a chi lo ha acquistato. Comprando un accendino da un euro o due si acquista una specie di biglietto per entrare nel giro degli utilizzatori di accendini. Che non sono solo i fumatori, ma anche tutti quelli che hanno bisogno di fuoco, che so, per accendere le candele profumate attorno alla Jacuzzi, o le candeline di compleanno per il figlio duenne, o il gas con quegli accendigas che si comprano dai cinesi e che sono, in pratica, delle prolunghe per dei comunissimi, appunto, accendini.
Difficile rimanere senza accendino; tutt’al più è una situazione che può durare qualche ora, dopodichè viene sanata. Mica comprandone uno, semplicemente perché dal nulla se ne materializzerà uno. O svariati. In comodato d’uso, per lo più, perché tanto prima o poi ti spariscono di nuovo. E il ciclo ricomincia. Quante volte sarà capitato, nella vita di un fumatore, di buttare via un accendono perché scarico? Ecco.

Certo, ci sono i professionisti, che proprio come certi comunisti ricchi di accendini ne hanno a pacchi; ma non ci mettono cattiveria, poverini, è che semplicemente tendono a rimanergli attaccati alla mano, dopo averli usati: gli accendini degli altri, chiaro. In ufficio da me si narra di una collega che ha a casa un posacenere-vuotatasche-insalatiera (le dimensioni dipendono dalla quantità di accendini perduti dal narratore) pieno di accendini, che lei invita i suoi ospiti a prendere e portar via a manciate, tanto sicuramente qualcuno, agli ospiti, lo avrà sicuramente ciulato lei. Perché questi professionisti qui sono sempre generosi: riconoscono di avere un problema, forse addirittura una forma lieve e monotematica di cleptomania, ma invece di andare a farsi curare, riparano come possono. Ti chiedono scusa se si sono appena intascati il tuo bic fucsia trasparente di cui eri tanto orgoglioso, ti invitano ad aprire il cassetto della loro scrivania e servirti senza farti scrupoli, ti offrono da accendere e fingono di dimenticarsi di chiederti l’accendino indietro.
Se non è comunismo questo.

1 commento:

andrea ha detto...

da non fumatore non avevo mai pensato che esistesse il BIC-crossing...
però adesso che mi ci fai pensare quando passano da casa nostra i miei genitori alla sera ci capita di dover accendere il fornello con le pietre focaie (comunque se passano è perchè si stanno spupazzando i nipoti, per cui l'eventuale accendino sparito è speso bene...).

ricordo anche di un posto dove ho lavorato mille anni fa nel quale vigeva una regola: i floppy disk sono di tutti, cioè se ti serviva un floppy e ne trovavi uno potevi usarlo cancellandone senza remora il contenuto (il razionale era: se è importante non sta su un floppy), bei tempi.