mercoledì, luglio 30, 2008

Come diventare un guru

“Ho bisogno di un guru”
“Perché?”
“…”
“Vabbè, chi è un guru?”
“Uno che insegna”
“Beh, quello anche un professore del liceo, o, chessò, un maestro elementare”
“No, un guru è un’altra cosa”
“…”
“Uno che sa tutto di una cosa, ma proprio tutto, e che spesso sa tutto anche di altre cose. Ma soprattutto è uno che le sa tramandare, le cose”

Ecco, è iniziata così, la riflessione sui guru e sulla gurità, per così dire. Che, rispetto al tenore delle normali chiacchiere da caffè, bisogna ammettere che è un bel po’ impegnativa.

Allora ecco, per essere un guru bisogna avere dei punti fermi, dei pilastri su cui basare tutto il proprio pensiero, dei riferimenti culturali, se vogliamo, ma molto rigidi. E infatti i migliori guru hanno lavagne di sughero su cui appiccicano fogli e foglietti (ma è sufficiente anche un muro e un sacco di post-it) che declamano i concetti fondativi della loro ideologia. Non importa se sono citazioni, vignette, mappe, schemi, teoremi: l’importante è che siano tanti, e che la collezione sia sempre in crescita.

Quindi, se vuoi essere un guru, procurati una lavagna e inizia ad appiccicare. Se non ti sembrano molto furbe le cose che appiccichi, non ti preoccupare, l’importante è che facciano scena.


Poi un guru, per definizione, è uno che sa tutto. Una volta ho visto un guru all’opera, davanti a un cliente. Tutte le volte che il cliente diceva qualcosa, lui apriva il suo zainetto e ne tirava fuori un documento (dalle 2 alle 200 pagine), che poggiava sul tavolo davanti al cliente e lo illustrava evidenziandone i punti in cui dava delle risposte al tema in discussione. Quell’incontro è durato circa tre ore, ma alla fine ci sentivamo tutti più intelligenti. Quindi un guru è uno documentato, che sa sempre dove cercare le informazioni, e che spesso le conosce già.

Quindi, se vuoi essere un guru, riempiti lo zainetto di carta, che prima o poi qualcuno da stordire di parole “documentate” lo trovi. E saranno soddisfazioni.


Un guru si concede con parsimonia e se fa il social lo fa perché deve mostrarsi democratico. Ad esempio se ha un blog può, a scelta, non rispondere mai ai commenti, o rispondere con tono di condiscendenza, smussando gli angoli con uno smile. È che il guru non può mica inflazionare la sua immagine, e del resto una qualche politica di distribuzione deve pur attuarla, se no poi non è più un guru. In questo senso, prima di tutto un vero guru deve essere prima di tutto un guru del marketing – di se stesso, naturalmente.

Quindi, se vuoi essere un guru, apriti un blog (se non ce l’hai) e inizia a centellinare la tua presenza. L’importante è che ogni volta che ti esprimi tu lo faccia cadere da molto, molto in alto.


Sempre a proposito di distribuzione, un guru conosce gli altri guru. Ecco, magari un guru del découpage non ha bisogno di conoscere i guru dell’astrofisica, ma quelli del giardinaggio sì, e anche quelli del feng shui. Questo perché un guru deve essere multidisciplinare: è scontato che non si può essere dei guru della cucina senza sapere anche di vino, ma è essenziale anche che un guru del design sia sempre perfettamente aggiornato sull’influenza del clima sugli abitanti di una determinata zona.

Quindi, se vuoi essere un guru, svaria sulle fasce del tuo sapere. Più ca***te sarai in grado di infilare su argomenti del tutto marginali, più sarai considerato “completo”.


Un guru legge, studia e naviga moltissimo, ma nessuno se ne rende conto. Cioè, nessuno capisce come faccia a leggere, studiare e navigare così tanto, e però essere anche presente dove ci si aspetta che sia (in ufficio, dai clienti, in giardino, in studio, e così via). Non è ubiquo, il guru; piuttosto, usa molte più ore della giornata di quante non ne usino i comuni mortali.

Quindi, se vuoi essere un guru, lascia aperto il pauerpoint su cui stai lavorando ma smetti di lavorarci (a meno che non sia una pres da fare a un convegno/incontro/raduno di guru) e comincia a guadagnare tempo.


Da cui il punto successivo: un guru dorme poco, e si nutre, più che mangiare (ça va sans dire, quest’ultimo punto non vale per i guru dell’area gastronomica), e infatti si dimentica spesso di fare l’una e/o l’altra cosa. Ma è molto tollerante e comprende chi invece non sa rinunciarvi – è sempre il discorso sulla democrazia. Tuttavia, ciò non significa che un guru non abbia in giusta considerazione il corpo, puntando tutto sulla mente: apprezza assai, ad esempio, gli aspetti ormonali del medesimo – sono certa di non dover spiegare oltre.

Quindi, se vuoi essere un guru, allena il tuo metabolismo: di notte mangi e bevi, ma chattando così tutti penseranno che sei ben sveglio, e di giorno fai il guru e fai sesso. Di dormire però no, non se ne parla.


E, a proposito: un guru ha un orientamento sessuale e una vita di relazione, ma non lo sottolinea mai. Per il mondo potrebbe anche essere un single, cioè, essere single potrebbe, erroneamente, essere considerata una conditio sine qua non dell’essere guru. No. Un guru ha relazioni lunghe e stabili, ama smodatamente e tende ad essere fedele. Fa anche dei figli, spesso, ma questo se è un uomo; se è una donna è più difficile che decida di riprodursi, perché ha riflettuto a lungo e ha capito che gli svantaggi sarebbero superiori ai vantaggi.

Quindi, se vuoi essere un guru, e sei maschio, trovati una donna-ombra che ti faccia un sacco di figli; se sei donna, fai la scelta gay, che così non ci sono rischi.


P.S. Ai veri guru che, passando di qua, dovessero prendersela a male: che ci fate su questo blog???

10 commenti:

MasterMax ha detto...

fantastico, davvero... mi sa che anche tu come me hai le scatole piene dei "guru", soprattutto quando vengono osannati per aver dato, con lo stesso aplomb di Dio quando donò le tavole della legge a Mosè, la stessa soluzione che avevi dato tu cinque minuti prima (alla quale ovviamente tutti si erano messi a ridere tacciandola per cazz***)!

Maurice ha detto...

Io sono uno dei più grandi guru in circolazione, come ben sai, quindi completo il tuo post.
Per essere guru, con tanto di tessera e distintivo, devi avere chi ti la tessera te la da, devi cioè far parte di quel villaggio che ti considera un guru. La tessera viene consegnata dopo aver passato molto molto tempo a frequentar salotti in città con non meno di 2 milioni di abitanti, discoteche in Costa Smeralda e talk show su almeno quattro canali televisivi. Per essere, poi, il massimo dei guru è bene iscriversi anche a qualche loggia (il Rotary è troppo banale).
Se non fai tutto questo sei sempre un guru, ma sfigato ed incompreso come me.

giuliana ha detto...

@ mastermax: per fortuna ci sono guru e guru. quelli veri sono straordinari, ma nella vita riesci a conoscerne un paio è già tanto. poi ci sono quelli finti, ma è un altro discorso...

@ maurice: e allora w i guru sfigati e incompresi! :)

ruben ha detto...

mah! per definizione un guru così mi starebbe sulle scatole... Sono le classiche persone che ti fanno sentire un deficiente. E poi, quando anche loro crollano, perché crollano prima o poi, ti senti doppiamente deficiente per aver creduto che sono invincibili.
Ma il guru sfigato mi piace, e non detto che a volte non ci azzecchi ;-)

giuliana ha detto...

scherzi, ruben? i guru non sbagliano mai, e questo vale anche per i guru sfigati :)

micmic ha detto...

ma avete gia' visto il film the love guru con Myke Myers? troppo divertente. bello questo articolo complimenti

giuliana ha detto...

no che non l'ho visto e sì che lo voglio vedere (mike myers non è quello di shrek?)
grazie della dritta, micmic (e dei complimenti) :)

Ari ha detto...

Beh, io concordo in pieno con maurice. Mi sento una gura, in tutto e per tutto e - pensa te - non mi sento neanche incompresa.
Ma questo solo perchè ho una personalità narcisistica e delirante.
Come tutti i guri.
:-)
Ari
http://smatsmat.blogspot.com/

giuliana ha detto...

ops! ari, non mi hai detto che hai fatto la scelta gay :D

Ari ha detto...

Ahia, le concordanze in effetti non sono mai state il mio forte...
O forse sto arrivando lentamente alla scelta gay?
Un dubbio m'assale: i guri possono essere gay?
Chiedere a Mara Carfagna.