lunedì, ottobre 27, 2008

Di matrimoni, manifestazioni e altre mostruosità

Sabato si è sposata mia cugina, a Potenza. Quindi la comunità familiare distaccata a Milano si è colà recata, tutti insieme appassionatamente, con un Ford Transit da magutt bergamaschi - 9 posti e tariffe competitive. Ma il week end è stato ricco di spunti.

Ci si sente a novembre
Dice: da quattro persone in su, in macchina, fa gita. Quindi si canta. Eh. Anche perché tutte le radio, sia all'andata che al ritorno (10-11 ora di viaggio cadaandata e cadaritorno) trasmettevano, una dopo l'altra, "Novembre" della Giusy Ferreri. Poi dice che uno si butta a destra.

Popolarità postuma
"Ma ciao! Come stai! Ogni tanto chiedo a tua sorella, e infatti lei mi ha detto che eri qui! So che ora stai a Milano, [ecc. ecc.]". Così per tre, quattro, dieci volte, durante l'interminabile pranzo di nozze. Ora, a me fa piacere. Però c'è 'sta cosa che non capisco: mica tutte 'ste smancerie venivano da vecchi amici. No. Da persone che sì, non vedevo da 20 anni e forse più, ma che non ho mai annoverato tra gli amici. Tutt'al più rientravano nella categoria "se semo salutati". Ma magari ero io a sbagliarmi.

Teorema della gita a Potenza
"Quando almeno due potentini incontrano almeno un potentino emigrato, si finirà col parlare di Potenza e dei suoi disservizi"

Corollario del traffico
"Quando un assembramento misto tra potentini e emigranti parla di Potenza e dei suoi disservizi, si finirà a parlare del traffico"

(Che in effetti ci sta. Potenza si trova in cima a un bricco, e la sua singolare viabilità è concepita in modo che ci sia un'unica via di ingresso e un'unica via di uscita dalla città. Inoltre, per andare dal punto A al punto B c'è una sola strada percorribile, a causa dei sensi unici, tale per cui, ad esempio, per andare dall'altra parte della strada è necessario percorrere 8 km. Quindi sì, ci sta. La domanda è: perché non ne parlate con l'assessore al traffico, invece che con due che si chiedono per quale motivo all'una e mezza di sabato, a Gallitello - i potentini sanno - si sentivano come il 31 agosto al casello di Melegnano, il giorno che si era scassato il Telepass.)

Della relatività della politica
"Ari, sei andata alla manifestazione?" "Sì sì, ero proprio vicino a Uolter" "Uau, ma quanti eravate? Dicono cose parecchio diverse" "Duecentomila manco per idea, ma neanche due milioni e mezzo. Saremo stati due milioni" "..." "..." "Ti è tornata la fiducia?" "Beh, magari un salto a un circolo si può fare" "Sì, dai, facciamolo. Dobbiamo solo superare il ribrezzo di entrare in un sito che si chiama Wolontari" "..."

Mò però torno a lavorà, che sti tre giorni m'hanno stroncato.

6 commenti:

copyman ha detto...

A me m'hai stroncato dal ridere! :D
Con licenza, vado a farmi un caffè per ripigliarmi, che il pomeriggio è di quelli di passione (Getsemani e dintorni, tanto x capirci)

Annachiara ha detto...

Però almeno avrai mangiato da rifarti il guardaroba invernale, no?

Anonimo ha detto...

Cara amica, seguo il tuo blog da un pò di tempo. Sei davvero caustica ed ironica, simpatica al punto giusto, di notevole spessore di penna! Sono di Potenza e sorrido spesso nel leggere delle tue vicissitudini. Sono padre e per lavoro viaggio anch'io. Dopotutto, un pò di similitudini non guastano!
Devo però "rintuzzarti" in merito al traffico di Gallitello. Nel post indichi un punto della città stravolto da grossi lavori di rideterminazione della viabilità (gallerie, ponti, soprelevate...). Benchè abiti proprio in quelle zone e viva quotidianamente i disagi di cui parli, non posso esimermi dal ricordarti che Potenza non ha solo una via di accesso e una di uscita... Un pò di sensi unici ci hanno salvato da una viabilità complessa proprio per l'orografia della città di cui parli... Ergo?
Potrà non piacere Potenza, ma bisogna tener conto che è pur sempre una città di montagna. Non condivido il piano traffico strutturato da questa amministrazione ma non sempre lamentarsi porta a soluzione. E poi... un pò di campanile non guasterebbe: magari "esercitato" con cognizione di causa.
Mi piace il tuo blog, ma amerei leggere a volte giudizi più clementi sul sud e su Potenza, poichè non parli mai di quello che io definisco "il corollario dell'emigrante": ogni potentino che va via da Potenza ne parla male! Ma com'è sto fatto?
Un abbraccio... "imperativo"!
:-)

giuliana ha detto...

caro anonimo (non ti chiedo di farti riconoscere dal sistema, ma almeno una firma ci poteva stare :)), non abito più a potenza da 20 anni, e quindi la vivo solo per pochi giorni l'anno o per interposta persona.
in quei pochi giorni la situazione è esattamente quella che riporto qui: traffico assurdo e potentini che si lamentano. è successa anche un'altra cosa, però: durante una chiacchierata con alcuni amici, a un certo punto ho espresso alcuni punti di vista il cui tema era "perchè non tornerei a vivere a potenza". e lì c'è stata una levata di scudi degna di miglior causa, in cui mi sono state dette più o meno le cose che dici tu. attenzione, però: io mi sono inserita nel discorso solo perché loro stavano già sparando a zero sulla città.
allora mi chiedo se i potentini (mi ci metto dentro anch'io, che difendo potenza al di là della ragionevolezza quando mio marito esprime il suo punto di vista in merito) non soffrano di una strana malattia: si lamentano e non fanno niente, ma se qualcuno è d'accordo con loro si sentono attaccati e lo attaccano a loro volta. campanilismo + mania di persecuzione? disturbo bipolare? mah.
quello che ho riportato qui è quello che ho vissuto. per darti un'idea, io non guido più a potenza, perchè continuo a perdermi nel dedalo di sensi unici e viadotti e ponti che neanche genova. e ti dirò, non guidare nella mia città mi fa veramente schifo.
un abbraccio anonimo :)

Anonimo ha detto...

Cara mamma in corriera.... lo ammetto!
Sono il classico potentino permaloso, scollato dalla realtà e con la testa tra le nuvole. Devo dire che da quassù la vista non è niente male. D'altronde, non ci sono strade sulle nuvole e, conseguentemente, non c'è traffico. Direi il posto adatto ad un potentino insofferente.
Comincio col dire che sono Donato da Potenza (la memoria a quarant'anni comincia a fare geghegè)... poi se per di più il gene potentino colpisce... fai un pò tu!
Ti perdono il piglio permaloso (ultimo virgulto dell'impronta lucana) e faccio ammenda per gli appunti sollevati. Mi diverte sempre molto leggere i tuoi post.
Da lucana... benchè "emigrata" e consapevole delle sindromi bipolari che ci contraddistinguono (di cui a volte è duro tenere le fila), potrai capire benissimo. Ti saluto caramente e... continuerò a seguirti.
Un saluto...imperativo!
Donato

giuliana ha detto...

caro Donato (ecco, adesso mi sento più a mio agio, potendoti dare un nome posso quasi darti un volto), nessuna ammenda e, da parte mia, nessun piglio permaloso. essere potentini emigrati è diverso dall'essere potentini e basta, e col tempo ci si fa una ragione di quello che succede e di quello che si sente dire dai propri concittadini. ho questo genere di discussioni molto più spesso di quanto tu non possa immaginare, e non ci faccio su un post ogni volta, se no non parlerei d'altro.
un caro saluto, è un piacere averti ospite tra queste pagine.