venerdì, ottobre 17, 2008

Saviano, Matrix e il vucumprà

Roberto Saviano se ne va. Mi piace pensare che non se ne vada da sconfitto, ma solo come una persona che vuole riprendere in mano la sua vita, sconvolta oltre ogni immaginazione da un libro.

Roberto Saviano se ne va e noi però dovremo rimanere a fare i conti con il fatto che, in qualche modo, lui è costretto ad andarsene, se vuole un'esistenza normale.

Che poi, mi chiedo (magari un po' cinicamente): qual era la novità cantata da Gomorra? Forse che non si sapeva delle multiformi attività della camorra, del clan dei Casalesi, dell'inestricabile rete di relazioni che sorregge questo gigantesco business? Certo, non tutto, non dall'interno, non con questa modalità, di racconto, da consumare anche la sera per addormentarsi o viaggiando in metropolitana. Certo, non tutti, di certo non le mie vicine di ombrellone, né il vucumprà della riviera che, quando gli ho fatto notare che una borsa Prada che aveva lì era proprio finta oltre ogni misura accettabile, mi ha detto: "Certo che è finta. Se vuoi una borsa di produzione parallela, di quelle vere, prenditi la Burberry. Me la paghi 100 euro, però, non 30". Rendendoci così consapevoli che, ora che tutti hanno letto Gomorra (magari non il vucumprà ma quello da cui prende le borse da vendere certamente sì, così come i suoi clienti), tutti sanno come va il mondo, e chi può ne approfitta.

(A questo proposito, proprio nella mollezza della combinazione lettino-ombrellone-spiaggia-piadina, con un'amica si commentavano gli acquisti del mercatino quotidiano a riva. Ed entrambe convenivamo sul fatto che, visto che le borse vengono tutte dagli stessi laboratori, non ha alcun senso pagarle migliaia di euro in un negozio, e quindi ben venga il mercatino. Ed entrambe convenivamo sul fatto che anche far pagare una borsa migliaia di euro in un negozio è frutto dell'attività di un'altra mafia, quella delle case di moda. Concetti espressi e subito coperti da un velo di timore, perché si comincia dalle borse e si finisce sulle barricate, se si dà al ragionamento la possibilità di approfondirsi.)

La divulgazione, perciò, la conoscenza urbi et orbi delle malefatte su cui si reggono le attività (produttive e non) del nostro paese (e non dirò mai della Campania, perché se una simile pianta viene lasciata crescere fino a queste dimensioni è evidente che il terreno di origine è un fattore - a questo punto - secondario). Peccato che non sia servito a niente.

Facciamocene una ragione. Hai presente Matrix? Ecco, è una roba del genere. Puoi ribellarti, cercare di parlarne, di sputtanarli, ma servirà solo a trasformarti in una persona senza più una vita al di là della sua battaglia. Anch'essa destinata a sparire, peraltro, perché quegli altri, i cattivi, l'hanno già vinta e non hanno nessun interesse a combatterla.

1 commento:

Miriam ha detto...

Amaramente credo che tu abbia ragione...