martedì, novembre 18, 2008

Intercettazioni metropolitane

Entrano in due, è evidente che fanno la stessa strada, insieme, tutti i giorni, e che sono diretti nello stesso posto. Stanno chiacchierando fitto, ma non riesco a capire niente. Per qualche minuto rimango nella convinzione che parlino olandese o fiammingo. Alla fermata successiva riconosco qualche parola. Saranno bergamaschi o bresciani.

Collega A: "Quando mi metto l'abito mi sento un coglione"
Collega B: "Guh"
Collega A: "Soprattutto la sera, eh. Perché la mattina..."
Collega B: "Guh!"
Collega A: "Eh! Uh! La mattina mi metto tutto bello, la camicia tutta stirata, perfetta, le scarpe pulite..."
Collega B: "Guh! Guh!"
Collega A: "... invece la sera no, mi metto certe camicie con certe pieghe..."
Collega B: "Guh! Guh! Guh!"
Collega A: "E poi la mattina, dopo che mi sono fatto bello, mi rendo conto che l'ho fatto per il computer"
Collega B: "Guuuuh! Guh! Guh!"
Collega A: "Allora ieri mattina ho acceso il computer e gli ho detto: 'Uh! Non mi dici niente, non vedi come mi sono fatto bello? Per te, eh? Solo per te!"

Alla fermata successiva, exit colleghi. Se trovo un dizionario italiano/bergamasco, magari in un update vi dò anche la traduzione del discorso del collega B.

3 commenti:

Miriam ha detto...

Ah! Ah! Ah! :D :D
Si, poi scrivila!

Miriam

Vento ha detto...

"I Guh".
Un mio amico ha tutta una teoria su alcuni abitanti di Cinisello Balsamo, chiamati appunto "I Guh".
Un giorno, se fai la cattiva, te la racconto.

giuliana ha detto...

@miriam: e certo, sono qui per questo!

@vento: raccontamela lo stesso, magari mi si chiariscono i dubbi