lunedì, luglio 20, 2009

Posizione: cassiera

La mia amica mi ha raccontato questa storia, e io le ho chiesto di farne un post. Perché mi ha fatto prima ridere e poi pensare, a un sacco di cose. Lei l'ha fatto, ed eccolo qui.

Ore 16.30 di un venerdì di giugno.
Alla cornetta “si buongiorno, è lei XXXX ? La chiamo dall’Esselunga per un colloquio di gruppo, prenda nota…”
Io “mi scusi mi ricorda solo la posizione..”
Alla cornetta “Cassiera”.

Ebbene sì, in un momento di massimo sconforto (e chissà di cos’altro) ho compilato il form sul sito dell’Esselunga. Posizione: Cassiera.
Sono stata sincera, ho indicato il mio titolo di studio, le mie esperienze professionali e tutto il resto.

Decido di andare, per paura dell’incertezza in cui vivo e per coerenza: avevo mandato un CV, allora dovevo andarci. Chi mi consoce sa anche il tono che il mio neurone ha utilizzato per dirmi questa cosa.

Il giovedì sera sbevazzo un po’ con amici e il giovedì mattina quando suona la sveglia (molto prima del solito) mi viene quasi da piangere.
Ho le bollicine del prosecco nella mia testa: si stanno prendendo a pugni.

Mi presento (vestita anche carina) nell’ufficio formazione, situato nel cortile di una Esselunga. Salgo le scale e un odore di frutta e verdura (direi marcia) mi assale, mi viene troppo da ridere.. e forse devo ringraziare l’alcol.
Entro in questa piccola stanza con una cattedra, una quindicina di sedie e una lavagna con dei fogli intitolati: Esselunga.

Mi siedo barcollando, sorridendo ed inizio a compilare il modulo informativo: nome, congnome, etc etc. Ascolto e osservo attentamente le altre ragazze (tutte donne ovviamente). Ad un certo punto una ragazza domanda: “ Cos’è il CCNL?”. E un’altra risponde “ Contratto collettivo nazionale del lavoro” e la prima “Ahmbé: io ho sempre lavorato in nero”.
Sono nervose, alcune in particolare. Dopo scoprirò che sono mamme che non riescono a trovare lavoro perché hanno un figlio.

Il colloquio di gruppo inizia con un giro di presentazioni: io ovviamente sono la prima. Tre parole “buongiorno sono xx, ho xx anni, lavoro presso un istituto di ricerche e … niente sono qui perché ho voglia di rimettermi in gioco”.
In quel momento ho visto la me che sta scivolando lungo una parete liscia, cercando di aggrapparsi con le unghie. Insomma tipica scena da cartone animato.
E pensare che il giorno prima un’amica mi aveva detto: “Mi raccomando, preparati qualcosa perché mi sa che ti chiederanno perchè ti stai candidando per questa posizione” e io: “ma và…”

Mi fermo subito, il selezionatore alza la testa, la riabbassa sul mio modulo informativo ed inizia a leggere ad alta voce:
“Laureata in….”
“Prima esperienza lavorativa in…”
“Seconda esperienza lavorativa…”
Si ferma. Mi guarda. E aggiunge “E lei vuole fare la Cassiera all’Esselunga?”.

Lì ho rischiato di sprofondare: non chiedetemi cosa ho risposto perché non me lo ricordo neanche. So che a un certo punto ho detto “..e poi rischio di essere licenziata. Guardi che nel settore il cui lavoro le cose non vanno mica bene.. con questa crisi…”.
E qui trovo la complicità delle altre che sorridono (quasi ridono) e mi fanno sentire meno a disagio.
Poi iniziano le altre: 3 mamme, due licenziate, un’altra che non ha mai lavorato in vita sua, una studentessa, 2 commesse che vogliono “migliorare la propria posizione scegliendo un’azienda solida in grado di offrire un contratto decente”.

Dopo il giro di presentazioni, il selezionatore si alza e ci fa una piccola presentazione di Esselunga (come se ce ne fosse bisogno) e della posizione di Cassiera. Diritti e doveri, inquadramento, orari.
Spesso mi guardava, sorrideva, diceva frasi tipo “.. quando gli altri si riposano voi siete lì a lavorare, .. la sera non avrete neanche voglia di uscire,… sentirete il “bip bip” nella testa..” Forse voleva spaventarmi. Come se non lo fossi già abbastanza (e non di fare la Cassiera ovviamente..). Se fosse andato avanti altri 5 minuti mi sarei alzata in piedi e avrei urlato “ok, ok ho paura di restare disoccupata e ho un mutuo da pagare, contento?”

Mancano 10 minuti al termine del colloquio e della prova di gruppo ancora nessuna traccia.
A un certo punto ci distribuisce un foglio con alcuni requisiti che deve avere una buona Cassiera: competenza, velocità, educazione, pazienza, … Ci chiede di ordinarli dal primo all’ultimo, e di farlo insieme.
A questo punto le ragazze iniziano a parlare, a ragionare, cercano di farsi sentire.. e passa il tempo.
Alla fine prendo in mano la situazione e mettiamo in ordine i requisiti in ben 8 minuti. Il selezionatore mi guarda come per dire “.. ma che cavolo ci sei venuta a fare…” Mentre noi altre eravamo tutte sorridenti e contente. Alla fine è stato piacevole e divertente. Meglio di una delle mie attuali giornate di lavoro.

Ci sono mille considerazioni che potrei scrivere.. e duemila ne ho fatte tra me e me.
Però ci sono giusto un paio di cose che mi sono rimaste davvero impresse:
Che gli straordinari si fanno fare alle PERSONE MERITEVOLI…
I modi e toni del selezionatore: direi arroganti, di una persona sicura che può dire ciò che vuole perché le persone sedute in quella stanza hanno davvero tanto bisogno di trovare un lavoro
Me stessa: che riesco ad emergere giusto in queste situazioni!

E qui scatta una risata. La mia.

14 commenti:

Imperativi simultanei ha detto...

Che Dio ci liberi sempre dalla condizione di poter decidere del destino degli altri.
Pietà per quel selezionatore.
Complicità e solidarietà per l'amica.
Shalom

Mamma che fatica! ha detto...

Questo post è davvero divertente, anche se ti fa sorridere un po' a denti stretti... Io non sono giunta al colloquio per "segretaria", ma ho inviato alcuni CV e probabilmente sono stata scartata perché troppo qualificata. Mi è venuta un'idea per aiutare altre mamme che come me sono al momento a casa e che amano lavorare nel turismo (per chi non lo sapesse gestisco il portale di case per vacanza www.caseinItaly.com). Sto pensando di cedere, con un contrattino di associazione con partecipazione, la gestione di alcune regioni italiane del portale. Se ci fosse qualche mamma interessata, può scrivermi una breve lettera di presentazione e fornirò maggiori dettagli (titolo di studio richiesto: laurea e buona conoscenza della lingua inglese). Grazie!

Mamma che fatica! ha detto...

Volevo aggiungere un'altra cosa, giuro che è verissima. Ecco cosa mi ha chiesto un selezionatore durante un colloquio individuale per essere assunta (da neolaureta)come ingegnere chimico: "Quanta merda sarebbe disposta a mangiare per fare carriera?" Avrei dovuto rispondergli: "Lei quanta ne ha mangiata?", ma invece sono rimasta lì a balbettare, "ma cosa vuol dire? In che senso?!"

giuliana ha detto...

@imperativi... shalom, fratello :)

@mammachefatica: se sento di qualcuno interessato te lo faccio sapere. anzi, se vuoi posso pubblicare un annuncio per te, magari con qualche dettaglio in più, che ne dici?
e quanto ai colloqui, le cose che si sentono sono veramente le più disparate e disperate. pietà per loro, come dice il nostro amico

caia coconi ha detto...

bah... a me fa davvero tristezza questo post.
perché è uno di quegli aspetti della mia vita che cerco, soprattutto in questo momento, di non vedere.
mi chiedo cosa succederà quando "mi rimetterò in gioco"...
provo molta solidarietà per la tua amica e anche per tutte le altre... ma che situazioni del cavolo siamo costrette a vivere...

lorenza ha detto...

Sarà la pressione bassa, ma mi sono un po' commossa, massima condivisione! (soprattutto per via di questi neuroni degli imperativi categorici). E ogni volta, una domanda mi sorge spontanea: ... ma perché?!? E un'idea: perché all'interno del prossimo MomCamp a Riva non organizziamo un laboratorio di networking e tutoring/avvio all'imprenditoria?

giuliana ha detto...

una precisazione: la mia amica non ha figli (è anche molto giovane, nonostante l'esperienza lavorativa), il che dimostra che quando è guerra, è guerra per tutti.
@loe: pensiamo a qualcosa in questo senso per il momcamp, perché no... parliamone

Anonimo ha detto...

non dimenticate che l'esselunga ha sfornato talenti come giusy ferreri.
buoni punti fragola a tutti!!!
S

giuliana ha detto...

@S: ma sai che è la prima cosa che ho detto io alla mia amica? lei però dice di essere stonata. decisamente non farà la cassiera all'esselunga :D

Mamma che fatica! ha detto...

Grazie Giuliana, penso che un po' di pubblicità non guasti... anche perché credo che potrebbe essere una opportunità per aiutare altre mamme (max 5-6)interessate al turismo ed inoltre diminuirebbe il carico sulla mia gobba, visto che mi toccherà di rientrare in ufficio a novembre!

VereMamme ha detto...

lascio una provocazione, che poi è quello che in fondo penso, e quindi non è una neanche provocazione. La tua amica giovane, laureata e con esperienza non avrebbe dovuto essere lì. se pensiamo che con la crisi, di questi tempi, ci tocca fare questo, c'è qualcosa che non va anche in noi stessi. rimettersi in gioco va bene, ma per fare cose che ci piacciono e ci fanno imparare. consigliale delle buone letture sul web e fuori, da cui prendere ispirazione. mandala su tutti i siti di donne imprenditrici che conosciamo, tra cui proprio case in italy, per dinostrarle come le persone intelligenti riescono ad inventarsi cose.
rimettersi in gioco è giustissimo ripeto, ma una frase come "riesco ad emergere solo in queste situazioni" è solo un pesante autogol (un.. kick, coi fiocchi) e non serve a niente prendersela con i modi del selezionatore.
Flavia

giuliana ha detto...

@veremamme: sono d'accordo con te, e credo che lo sappia anche lei, che lì non doveva esserci. ma vedi, quando c'è una crisi in atto ci sono molti modi di reagire, e spesso le azioni costruttive vengono solo dopo una serie di kick.
"mettersi in gioco", secondo me, è ormai un modo di dire facile da spendersi, anche in un colloquio come cassiera, che evidentemente non costituirà una rimessa in gioco per una persona come la mia amica. però ai selezionatori piace, ed è un passepartout come "sono pignolo" quando ti chiedono le tue caratteristiche negative. alzi la mano chi non si è mai rifugiato in questi luoghi comuni, quando ha avuto paura di dire la cosa sbagliata.
quanto al selezionatore, credo che sarebbe stato più onesto se le avesse parlato francamente e direttamente, scoraggiandola a continuare il colloquio. del resto, se lei si è trovata lì, è evidente che c'è un problema a monte nel processo di selezione dei candidati: che era sbagliato, mi sembra evidente. e questa è un'ulteriore aggravante. del resto i suoi modi spicci e cafoni non sono giustificabili, a nessun livello, né verso la mia amica, né tantomeno verso le altre candidate

Mamma che fatica! ha detto...

@VereMamme: grazie per la pubblicità! Ma poi hai trovato l'agriturismo giusto?:-)
@Giuliana: il selezionatore, quando si cala nella parte, è istintivamente sadico...

LGO ha detto...

Rimettersi in gioco per fare cose che ci piacciono e ci fanno imparare non basta a riempire un piatto. Bisogna avere perlomeno qualcuno che ce lo riempie. Non parliamo poi di quando ci sono figli di mezzo. Mi dispiace davvero se sono un po' acida, forse la verità è che mi sento punta sul vivo, e penso che io non ci riesco, magari non sono capace. Ma ne vedo tante, di donne con talenti, imprigionate in una vita di routine senza riuscire a uscirne fuori.