giovedì, luglio 30, 2009

Trenitalia e lo strano caso delle carrozze scomparse

29 luglio. Il treno per Lecce deve partire alle 7 da Milano Centrale. Alle 6.35 siamo già in tanti in banchina, fantozzianamente in anticipo, ma io ad esempio l’ho fatto per avere il tempo di fare colazione in uno dei bar della stazione e prendermi un panino per il viaggio. Non ci riesco, i bar sono chiusi e non apriranno fino alle 7. C’è un problema, però: molti di noi hanno la prenotazione per le carrozze 9 e 10, ma l’ultimo vagone del treno è l’8. Ops.

Lamentele, imprecazioni, “ho pagato e quindi”, “Trenitalia di merda” e luoghi comuni come se piovesse. Dopo un quarto d’ora si palesa il capotreno. Il quale ci dice che assegnerà dei nuovi posti a tutti, lungo tutte le altre carrozze del treno, ma bisogna che lo seguiamo, in ordine, prima quelli della carrozza 10 e poi quelli della carrozza 9.

Mentre il primo gruppo inizia a sistemarsi arrivano gli altri viaggiatori, non fantozziani, e ricomincia il coro delle lamentele, imprecazioni, “ho pagato e quindi”, “Trenitalia di merda” e luoghi comuni come se piovesse. Qualcuno più intraprendente entra di peso in una carrozza qualsiasi, andando quasi subito a scontrarsi con il corteo della ex carrozza 10 capitanato dal capotreno che sembra una guida turistica alla fine del suo turno.

Quando mancano 30 secondi alle 7 l’annuncio: “Sul binario bla bla è in partenza il treno bla bla. Ferma a bla bla”. Sta parlando di noi, del nostro treno. Panico. A questo punto sulla banchina ci sono ancora una trentina di persone, che hanno appena sentito dalla voce ufficiale della stazione centrale di Milano che il treno sta per andarsene, lasciandoli lì, cornuti e mazziati. E quindi: assalto al treno. La gente entra ovunque, in tutte le carrozze, molti pretendono un posto in prima classe come risarcimento. Ovviamente è un falso allarme. Il capotreno è ancora a bordo col suo codazzo di aspiranti viaggiatori incazzati come delle bisce. Le operazioni si velocizzano un po’ e con poco meno di mezz’ora di ritardo siamo partiti.

Certo, adesso ad ogni stazione è lo stesso cinema: a Bologna siamo rimasti fermi 20 minuti, a Rimini un quarto d’ora, ma è salito di tutto e di più, e due capotrenesse molto carine e multilingue cercano di districare il casino tra prenotazioni saltate, posti assegnati in via definitiva, posti assegnati provvisoriamente, gente che è salita senza biglietto né prenotazione di sorta, gente che, ingannata dal ritardo, ha sbagliato treno.

Nel frattempo, però, già due volte l'altoparlante ha inviato il mitico messaggio: "C'è un medico a bordo?". Salta fuori che due persone stanno male. Salta fuori anche che l'aria condizionata è rotta, in tutte le carrozze. Non in quella in cui mi trovo io, che infatti diventa luogo di pellegrinaggio di viaggiatori sfiniti che ogni tanto vengono a respirare - nella calca. In compenso i bagni sono fuori servizio, quasi dappertutto.

Poco prima di arrivare a Foggia ci avvisano che la coincidenza ci aspetterà: siamo in ritardo di circa mezz'ora, che gentili! non mi toccherà aspettare due ore al sole della stazione di Foggia per prendere il treno successivo per Potenza. Scendiamo a Foggia, io e un altro ragazzo diretto a Potenza. Andiamo al mitico binario 4 tronco Sud, ma la nostra littorina non c'è. Una decina di minuti più tardi, l'annuncio: 15 minuti di ritardo. In realtà sono pasati ben più di 15 minuti, ma ce ne stiamo lì buoni, andiamo solo a prenderci una bottiglietta d'acqua. Non so quanto tempo sia passato, ancora. So che c'era un phon che ci soffiava addosso, e che mi sembrava di svenire, quando un capotreno ha chiamato tutti gli aspiranti passeggeri del locale per Potenza e ci ha scortati a bordo: non un annuncio, non una scritta, una campanella, un citofono, niente di niente. Chi era in quel punto del marciapiede e ha sentito il capotreno è salito, chiunque fosse al bar o al gabinetto è rimasto là.

Sulla littorina niente da dire: è rimasta esattamente com'era 20 anni fa. Aria condizionata no, quando sono state costruite queste carrozze non si sapeva neanche cosa fosse, e 2h 20 per fare 100 km sono assolutamente normali.

Ecco, un viaggio così credo di non averlo mai fatto, neanche quando andavo all'università, in un'altra era geologica. Sono disgustata. Il solo treno con cui si può sperare di arrivare in tempo è la Frecciarossa, treno peraltro identico a tutti gli altri (dove in seconda classe ti tieni le ginocchia tra i denti e la valigia sotto i piedi), che ti fa provare l’ebbrezza dell’alta velocità solo per brevi tratti, ma che te la fa pagare un prezzo senza senso. Appena ti sposti da lì è la desolazione. E poi dice che la privatizzazione.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

ragionissimo. queste cose tyristemente all'ordine del giorno se ci si sposta dallo stellare altavelocità che costa una stellare cifra.

ciao, roberta

silvia ha detto...

Quattro anni fa andavo a Lecce per le vacanze a casa di mia madre...ad un certo punto alla stazione di Monopoli il treno resta inspiegabilmente fermo ...la gente inizia a scendere per capire cosa e' successo ...nessun altoparlante ...nessun capotreno ...una stazione quasi fantasma !!!! Ad un certo punto sentiamo le sirene ...erano i pompieri ...hanno evacuato il treno perche' in pratica il vagone dietro al mio aveva preso fuoco ...l'abbiamo saputo praticamente un ora dopo ...non ti sto a raccontare le peripezie in pieno agosto per imbarcare i passeggeri di un treno intero ( noi ) sull'Eurostar gia' pieno !!!! Insomma l'arrivo a Lecce era previsto alle 22.00 ...sono arrivata a l'1.30 del mattino !!!!

AndreA ha detto...

L'unica soluzione è il TELETRASPORTO!! :-))

Spock dove seiiiiiii??? :-DDD

Buone vacanze! :-)

Alberto ha detto...

Sembra incredibile, eppure, per chi, come me, è abituato a prendere dei treni, niente di nuovo purtroppo. E le cose stanno peggiorando, checché ne dicano. Ciao.

Claudia - La casa nella prateria ha detto...

Ah! Come mi manca l'Italia! Queste cose però mi fanno apprezzare il mio status di "espatriata"

TuttoDoppio ha detto...

Nella teoria ci sarebbe da gridare allo scandalo, nella pratica ci siamo tutti (purtroppo) abituati.

farmaciaserrage ha detto...

Non fosse perche' scritta online e vissuta direttamente da te, sembrerebbe un racconto da dopo guerra!
Si chiedono anche perche' poi tutti prendono la macchina e non usano il trasporto pubblico , chissa'?

M di MS ha detto...

Noi ci ostiniamo ad usare i mezzi pubblici usando la macchina il meno possibile e continueremo a farlo anche se Trenitalia offre quotidianamente queste splendide prove di sè. Ma siamo alle solite: la recente politica di prezzo anti-pendolari, i ritardi, la sporcizia. Non vedo l'ora che arrivino i treni di Montezemolo per introdurre un po' di concorrenza. Se penso a tutte le interviste ipocrite di quel boiardo dell'AD di Trenitalia...

Marlene ha detto...

ho le lacrime agli occhi per un misto di sentimenti mescolati tra loro, illarità e nostalgia, la mitica littorina dell'ancora più mitico 4 binario tronco sud oltre il quale il nulla. Per anni ho preso quel treno da pendolare per le superiori, per anni levate alle 6 del mattino per poi essere stipata in quell'unico vagone che ci portava a foggia, se ci andava bene erano due carrozze,ma sempre tutti ammassati uno su l'altro. Quante volte poi ho attraversato correndo i binari per non perderlo sventolando le mani in alto per farmi vedere dal controllore e urlando che non partisse. Quanti ricordi e quanti disagi per una linea cosi utilizzata e cosi poco curata. Per fortuna ora il treno non lo vedo da molto.

Imperativi simultanei ha detto...

Cara "Mamma in corriera" ... guardiamo al lato postivo delle cose: hai percorso la via della perdizione ma dovresti essere giunta finalmente a Potenza.
Che ne diresti di prendere un caffè insieme?
Un caro saluto.

Silvia - Mamma Imperfetta ha detto...

Ah ecco...appunto.
Praticamente lo stesso post... -_-

MammYX ha detto...

Ha dell'incredibile la situazione ferroviaria italiana, rientrando da Napoli a Milano ho sperimentato lo stesso disagio su un anacronistico treno, probabilmente vagoni inaugurati nel primo dopoguerra, credo fosse un Intercity. Da Roma a Milano la Freccia Rossa, detta così per l'imbarazzante prezzo del biglietto ma che poco di più offre.

Massima solidarietà fra noi fruitori del (dis)servizio.

Dopo tutto questo ciarlare ho il piacere di consegnarti THE HONEST SCRAP AWARD...

Condizioni del premio: raccontate ai vostri lettori 10 cose che si sappiano o meno di voi ma che sono vere. Indicate dieci persone che hanno diritto al premio e siate sicuri di far loro sapere che sono stati contrassegnati (un breve commento sul loro blog andrà bene). Non dimenticate di collegarvi di nuovo al blogger che vi ha premiato.

Buon divertimento, (se avrai voglia di partecipare ovviamente).

a presto, ciao.

OrsoPolareNero ha detto...

18luglio2009 - accompagno moglie + 2 figlie + tata in stazione centrale: partono per il mare di termoli, loro - eurostarcity con 8 carrozze - ma hanno venduto anche i biglietti per le carrozze 9 e 10 - non ho parole - pensavo fosse un caso più unico che raro e invece - eppure da buon pendolare dovrei essere abituato ai disservizi trenitalia - ma la peggio non c'è mai fine...