lunedì, novembre 09, 2009

Florence Nightingale, Halloween e l’influenza maiala

Mercoledì.
Esterno giorno.
La metropolitana mi ha lasciato su un vialone inquietante. Dalla mappa di Google non dovrei essere molto lontana. Vedo in lontananza un parco – dev’essere quello di cui mi hanno parlato – e comincio ad andargli incontro. Intanto mi porto avanti con le telefonate.
“Uè”
“Uè”
“Senti, c’è un problema. Hai presente tuo nipote? Sai che c’ha l’influenza maiala? Beh, adesso ce l’ha anche tuo cognato”
“Ah”
“Eh”
“Beh, fra due giorni arrivo, ormai ho fatto la borsa”
“Ho capito, ma pensaci bene, non vorrei che ti ritrovassi qui a fare Florence Nightingale
“Ma no, figurati. Al massimo ce ne andiamo in giro io e te”
“Sicura?”
“Sicura”
“Vabbé. Ti tengo al corrente, comunque”
Continuo a camminare in quello che credevo fosse un ologramma visibile solo dalla tangenziale. Invece è vero, è un paesaggio. Di una parte di Milano che neanche nei miei peggiori incubi.
Un vecchietto in bici mi soccorre. Dice che la mappa di Google fa schifo, poi smonta dalla bici e mi spiega che ha appena fatto delle analisi del sangue, perciò è lì per caso, ma non ha problemi a portarmi a destinazione. Ringrazio la terza età e i suoi acciacchi.

Giovedì.
Esterno giorno.
Stesso vialone.
“Uè”
“Uè”
“Allora, è ufficiale, anche tuo cognato c’ha la maiala”
“Ah”
“Eh”
“Guarda, parto fra 5 ore, ho la borsa in macchina e ho chiuso casa, quindi vengo”
“Prenditi qualcosa, però, non so, un antivirale, una spremuta d’arancia”
“Sì sì, non ti preoccupare”
“Sicura?”
“Sicura”
“Vabbé. Ci sentiamo stasera, allora”
La strada si è fatta più lunga. Ho un po’ di tosse e un pizzicorino in gola. Ma figuriamoci se mi ammalo. Ho un sacco di cose da fare, non ho tempo. E poi domani arriva mia sorella, mica le posso dare ‘sto pacco.

Venerdì.
Interno giorno.
“Ben arrivata!”
“Ben trovati! Come state?”
il piccolo ha l’aria di uno che è stato picchiato tutta la notte. Temperatura: 37.
Il marito ha l’aria di uno che è stato picchiato per una settimana. Temperatura: 39.
Io ho l’aria di una che è stata picchiata nelle ultime 4 ore. Temeperatura: 38.
“Eh, così. Non è che andresti al mercato a comprare delle arance?”

Per farla breve, ma breve non è. Ne siamo usciti dopo una settimana, più perché non ne potevamo più che perché effettivamente era finita.

Ecco, svelato il mistero della prolungata assenza. Influenza maiala! Ma per fortuna avevamo Florence Nightingale, che non è da tutti.

8 commenti:

alebegoli ha detto...

ma povera!!! e l'infermiera, ne è uscita indenne?

giuliana ha detto...

ah, giusto! ovviamente si è ammalata anche lei :(

M di MS ha detto...

Povera infermiera! Che botta di sfiga. Stammi bene.

lastaccata ha detto...

Mmmmmmm... Dì a Florence se fa un saltino anche a casa nostra. Superboy ha la febbre alta, e mi sa che di questo passo lo seguo a ruota anch'io...

Wonderland ha detto...

Ciao Giuliana, riguardo al buzz marketing questo può interessarti
http://bit.ly/qDaZL

lorenza ha detto...

mi spiace!! noi teniamo botta, ma soprattutto ti devo chiamare! entro oggi!!

VereMamme ha detto...

preferisco mille volte l'attacco di una maiala all'attacco di una talebana ;) nonostante verso la seconda abbia già abbondanti anticorpi

piattinicinesi ha detto...

baciotti e vitamina c. noi ancora niente, ma una volta a settimana almeno ho uno dei due che rimane a casa per "sospetta influenza". siamo allo sbraco totale