venerdì, dicembre 21, 2007

Letterina a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

Lo so, quest’anno ti ho sfinito, con le due letterine scritte per Gabriele e le continue telefonate in cui ti dico: “Gabriele fa i capricci, non passare”, e poi: “Gabriele è bravissimo, passa”, oppure: “Ci sarebbe anche il Gormita che parla”, o ancora: “Non è che puoi sostituire il Power Ranger con un lupo di peluche?”.

Lo so che sarai stanco di sentirmi, però stavolta ti scrivo per me, non per Gabriele. E ti dirò, forse è la prima volta che lo faccio, perché quando io ero bambina, da me passava la Befana, e insomma, con tutto il rispetto, il fatto che tu esistessi passava via solo come un film americano in TV.

Perciò eccola, la mia letterina.

Caro Babbo Natale,

Come sai è stato un anno piuttosto pesante per me. Come sai, la mia famiglia mi ha dato da pensare un bel po’. E come sai, appena ho smesso di preoccuparmi per loro (la mia famiglia), ho iniziato a preoccuparmi per me. Non so se sono stata brava o no, di certo ci sono stata, per loro (la mia famiglia), e quindi non mi faccio grossi scrupoli adesso ad esserci per me.

Perciò quello che ti chiedo, caro Babbo Natale, è di portarmi un po’ di lucidità, anzi di portarmene un sacco. Ci sono tante cose da capire, e il rischio è quello di essere troppo coinvolta dalle emozioni per vedere cosa è meglio fare. Perché vedi, io ora non mi voglio accontentare più. Come se da uno stato di stand by di colpo mi fossi accesa.

Il prossimo anno sarà molto importante. Ho già preso le mie decisioni, ma ora devo anche fare delle scelte, e queste non sono affatto facili. Anche perché non coinvolgono solo me, ma anche la mia famiglia. E quindi, Babbo Natale mio, avrò bisogno di molta lucidità, ed eventualmente, anzi preferibilmente, anche di un po’ di kiulo. No, non un pizzico di fortuna, proprio un po’ di kiulo, con la K. Tu non è che ne avresti un pezzo, magari avanzato dagli anni scorsi, che so? Mi va bene anche se era di qualcun altro, e poi ti è rimasto lì perché questo qualcuno, per esempio, ha cambiato casa e non ti ha avvisato.

Quindi, ricapitolando, ti ho chiesto lucidità e kiulo, che fanno due cose. Siccome a Gabriele ho detto che tu puoi portare solo 3 cose, se no non ti sta tutto nel sacco, ne chiederò anch’io una terza e poi basta. La mia terza cosa è il senso del tempo. Cioè, portami per favore la capacità di dare senso al tempo, di non commettere più peccati verso il tempo. Ce n’è così poco che se lo sprechiamo dove andiamo a finire?

Ecco, Babbo Natale, queste sono le cose che vorrei ricevere da te. E non ti preoccupare, non ti scriverò un’altra letterina con su la dicitura “annulla e sostituisce la precedente”, né ti telefonerò. Promesso.
Giuliana

Lesson Number One

Grazie a Chiara, Jack e Marco.

lunedì, dicembre 17, 2007

Inizia il conto alla rovescia

Una settimana di assenza, durante la quale ho faticato a spostarmi dal letto al divano, vittima (per la seconda volta in un mese) di una tonsillite. Il secondo ciclo di antibiotici ha poi dato il colpo di grazia al mio stomaco, e così eccomi qua, tornata alla vita normale con un colorito tutt'altro che salutare, tendente al verde ramarro.

Però la pausa è stata decisiva per chiarirmi le idee su una situazione che si sta trascinando da troppo tempo. Oggi, prima di iniziare tale impresa, assai perniciosa e irta di incertezze, sono andata a vedere l'oroscopo di Rob Brezny, che così recita:

In questo oroscopo a volte mi piace mettere le cose sottosopra. Questa settimana, per creare un po' di casino purificante, ti propongo una riflessione dello psicologo James Hillman. "Accettando l'idea di essere il prodotto di una sottile combinazione tra forze genetiche e sociali, ci riduciamo a un risultato. Più la nostra vita è giustificata da quello che è già successo ai nostri cromosomi, da quello che i nostri genitori hanno fatto o non fatto e dai nostri primi anni ormai lontani, più la nostra biografia diventa la storia di una vittima". Sto cercando di dirti, Vergine, che questo è un buon momento per ribellarti alla tua eredità genetica, alla tua educazione e ai condizionamenti della società. Immagina una vita in cui quei fattori non possano controllare quello che sei capace di fare.

Così farò, a partire da subito, con buona pace di chi mi suggerisce una maggiore cautela e un'ulteriore iniezione di pazienza.

Non è più tempo di aspettare, ora bisogna agire. Fatemi in bocca al lupo.

lunedì, dicembre 10, 2007

Vedo gente, faccio cose

Chi segue questo blog da un po’ lo sa: io non sono proprio una mamma da portare a esempio. Faccio quello che posso, questo sì, ma sono ben lontana da certi fulgidi esempi di maternità dall’alone vagamente sacro che anche sul web hanno i loro spazi. Io mi vivo i miei sensi di colpa e di inadeguatezza ma poi lavoro e torno a casa che il bimbo ha già cenato, con la baby sitter. Insomma, se proprio dovessi dire di me qual è la cosa che faccio meglio al mondo, dubito che direi “la mamma”. E non per mancanza di buona volontà.

Quindi la mia sorpresa è stata ancora più grande di quanto lo sarebbe per uno di codesti fulgidi esempi, quando mi hanno chiesto di scrivere dei post per Mamme nella Rete. Che ora è un blog e poi diventerà una trasmissione TV fatta dalle mamme. Fateci un salto, che così faccio anche bella figura perché “porto traffico”.

Io ad ogni buon conto ho avvisato, di che tipo di mamma sono. Loro però hanno detto che gli andava bene, che cercavano proprio quello.

“E se poi le altre mamme si agitano?”
“Beh, lo devono sapere che mica sono sempre rose e fiori”
“Ok, però io sono proprio oltranzista, a volte…”
“Noi non cerchiamo Candy Candy”

Ecco, se mi si cita Candy Candy non resisto.

Enjoy!

giovedì, dicembre 06, 2007

Fra colleghi…

Conversazione fra due stagisti sul balconcino dove si va a fumare. Sono entrambi molto seri, uno – A – appare anche nervoso, emette il fumo dalla bocca facendolo sibilare tra i denti.

A: “Ho una caterva di mail da smarcare… Poi guardiamo XYZ”
B (molto compreso): “Uhm…”
A (sibilo di fumo): “Sono in ritardo di mezz’ora sulla tabella di marcia”
B (molto compreso): “Anch’io devo smarcare una roba…”

Silenzio compunto.

A (sibilo di fumo): “Per Sant’Ambrogio fai qualcosa?” (per i non milanesi: Sant’Ambrogio è il patrono di Milano, e la sua festa è il 7 dicembre; quindi è tradizionalmente il primo week end di sci)
B: “No, starò qui, devo fare delle cose. Tu vai in montagna?”
A: “Sì… Beh, avrai tempo a Natale…”
B (addolorato): “No. A Natale sono dai parenti, a Capodanno alle Maldive, quindi…”
A: “Peccato”
B: “Sì, magari ci vado una settimana a febbraio”
A: “Sì, c’è anche meno casino”

Silenzio. Rientrano.

B: “Io bevo. Vuoi dell’acqua?”
A: “Sì, grazie”

A si allontana. B riempie un bicchiere al boccione dell’acqua e lo mette da parte. Ne riempie un altro, beve, segue A portandogli il bicchiere che ha riempito.

Sono sempre più convinta di non aver capito qualcosa di molto importante su come si sta al mondo. A farà carriera e B farà un sacco di soldi sfruttando la carriera altrui. Vedrete.

mercoledì, dicembre 05, 2007

Break the Mafia a Milano


Se siete tra quelli che accusano una tremenda acidità di stomaco leggendo La Casta, hanno travasi di bile guardando Report, sclerano quando c’è Anno Zero, questa segnalazione vi riguarda.


Martedì 11 dicembre al Teatro Carcano di Milano una serata per dire: “A me interessa”.

Questo il link al sito, e questo di seguito il comunicato stampa.

Tempi duri per l’antimafia, filo da torcere per i magistrati impegnati in prima linea a indagare, investigare e togliere coperchi da pentole bollentissime...

Indignato dalle cronache giudiziarie di questi mesi neri e da una politica troppo spesso spudoratamente connivente, un gruppo di libere cittadine e liberi cittadini ha deciso di organizzare una serata al Teatro Carcano di Milano dal titolo BREAK THE MAFIA.

Una serata per rompere il silenzio, per abbattere il muro sempre più alto dell’indifferenza,
ma anche per smuovere le coscienze, per informare senza filtri mediatici, per risvegliare il senso civico, per...

Per queste e molti altre ragioni, con il sostegno prezioso e la collaborazione fattiva di due associazioni, Ammazzatecitutti e Liberi di pensare, il gruppo organizzatore è riuscito ad avere come ospiti sul palco (in ordine alfabetico): Sonia Alfano, Salvatore Borsellino, Luigi De Magistris, Pino Masciari e Aldo Pecora.

Alla serata prenderà parte anche Clementina Forleo come ospite speciale.

Introduzione ed epilogo della serata, una performance di Break Dance, la danza di strada, tutta incentrata e giocata sul delicato tema.

Moderatori: Gianni Barbacetto e Antonella Mascali.

http://www.breakthemafia.it/

Teatro Carcano, Milano - 11 Dicembre 2007 - ore 21

martedì, dicembre 04, 2007

FotoMeme!

Popale e Scrittricexcaso mi chiamano per un fotomeme: 5 foto che mi raccontano.

Serve una premessa: io non amo le foto. Ci sono periodi della mia vita - quelli in cui ero io a decidere se e quando farmi fotografare - che non sono documentati per niente, dal punto di vista iconografico. Nessuna traccia. Le pochissime foto di quei periodi sono state disperse nei vari traslochi che mi hanno portato da una casa all'altra e da una città all'altra. Per scelta. (Le ragioni di questa scelta meriterebbero, più che un post, alcuni anni di analisi.)

Quindi è facile capire come sia per me difficile raccogliere ben 5 foto che mi raccontino e che, possibilmente, non siano state scattate nello stesso momento - una attimo prima di scrivere il post. Alla fine le ho, le foto, ed eccole qua.



Lui si chiama Garibaldi. Quando avevo due o tre anni, mia nonna e mia zia mi portarono a Napoli. In una piazza c'era un monumento con un signore a cavallo. Io chiesi chi fosse, loro mi risposero "Garibaldi", e io pensai che Garibaldi fosse il nome del cavallo. In realtà la statua di Garibaldi a Napoli non ha un cavallo, ma suppongo che le mie accompagnatrici fossero già piuttosto stanche delle mie chiacchiere, e quindi abbiano tagliato corto, al di là della verità architettonica. Fatto sta che passando in un mercatino io vedo questo cavallo, e dimostro di non avere alcuna intenzione di tornare a casa senza di lui. Sfinite, mia zia e mia nonna mi comprarono il cavallino, che ci accompagnò per tutto il resto della gita. E che, naturalmente, fu battezzato Garibaldi.



Questo è il lago di Monticchio, anzi, il più piccolo dei due laghetti di Monticchio. A questo posto sono legati moltissimi ricordi d'infanzia, quando si andava a fare le gite fuori porta con tutta la famiglia e i cugini e gli zii e i nonni. In effetti, è passato un sacco di tempo, ma i laghi sono sempre lì, per fortuna.


Notre Dame vista dalla Senna. Di Parigi e del mio rapporto con questa città ho già raccontato, quindi non poteva mancare una foto. Ma non aggiungo altro perché mi viene da piangere...






Portovenere, il porto visto dal mare. Questa è storia - relativamente - recente. Quando ho conosciuto Alberto ho capito che avevo solo due possibilità: rassegnarmi a fare la vedova bianca nel corso delle sue (allora) frequenti navigazioni, o farmi venire la passione per la vela. Ho scelto la seconda, io che sono una terrona di montagna. Detto fatto, nei primi due o tre anni di pratica ho navigato un sacco e in tutte le stagioni, e ho anche preso la patente nautica! (Una fatica improba questa, tanto più grave quanto più mio marito, in contemporanea, diceva che era una passeggiata di salute...). E quindi Portovenere è stata la meta fissa dei nostri week end per un bel po' di tempo.



Ed eccoci all'ultima foto. La mostra dell'anno scorso. Io ho disegnato i modelli e fatto i prototipi, 11 artisti li hanno interpretati: ne è venuta fuori una mostra bellissima. E ora vediamo anche se ci può essere un seguito.
Beh, il mio compitino l'ho fatto. E quindi passo a...
Nessuno, stavolta non passo il meme. Chi vuole lo colga (magari qualcuno che abbia un rapporto con le foto più facile del mio :)))