lunedì, ottobre 29, 2012

Io sono #choosy. Così tanto che...

Sono talmente choosy che a volte mi allontano un po' per guardare meglio le cose. Le seziono, le analizzo fino a che non hanno più niente da dirmi e alla fine decido cosa farne.
Sono talmente choosy che ci ho messo un sacco di tempo (tre anni?) per trovare un modo giusto di trattare la seconda puntata del mio corso di semiotica per gente che si agita sul web. Poi ho trovato l'argomento e ho iniziato a smandrupparlo un po', ma no, non ci stava, rimaneva appeso. Finché un giorno, una settimana fa, eccolo, ho visto un modo per "scaricarlo a terra", diciamo così.
L'argomento è l'hashtag.

"Cheee, ma che c'entra la semiotica con gli hashtg?"
"C'entra un sacco, baby, pensaci un po': come definisci la parola hashtag? quanto spesso li usi? per farci cosa? che cosa ti aspetti quando fai una ricerca per hashtag? Che magari a te non te ne frega niente, ma se lavori nei social o nelle ricerche, beh, te ne dovrebbe fregare sì."
"Ah"
"Eh"

Allora insomma l'argomento è l'hashtag.
E però l'ho portato un po' oltre: ho analizzato un hashtag in particolare: #choosy.
Perché io sono #choosy.
Ed ecco quello che è venuto fuori.


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