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lunedì, ottobre 05, 2009

La BlogFest, o come sentirci ggiovani

Messa in moto la corriera, Giuliana e consorte hanno subappaltato il pupo alla zia e se ne sono andati a Riva del Garda. Incocciando in una coda di 6 km a Bergamo, prontamente evitata grazie al fido TomTom, che peraltro non ci ha impedito di vagare per almeno 40 minuti a causa di una deviazione all’uscita di Brescia. Totale del viaggio: 3 ore e spacca.

Di come è andata la Blogfest parleranno in tanti, quindi non mi dilungo, per ora (che qualche considerazione ci sta da fare e però magari meglio che prima la macini e poi ci faccia un post ad hoc), mentre devo dire una cosa: alla BlogFest mi sono sentita ggiovane. Per i seguenti motivi:

1. abbiamo dormito all’Ostello della Gioventù. Vai a capire perché, ma abbiamo deciso di passare la nostra notte senza bimbo in un letto a castello. Non lo faremo più, ma quanti anni in meno ci siamo sentiti!
2. ho ballato. Era un sacco di tempo che non lo facevo. Dalla festa dei 40 anni del mio amico – che ora di anni sta per compierne 43, quindi insomma.
3. abbiamo commentato i sex toys presentati nel corso dell’EroticCamp(Hard), rimpiangendo di non poter partecipare alla visita guidata al sexy shop della domenica, causa contemporaneità del MomCamp.
4. abbiamo mangiato kebab immersi in 40 nodi di vento. La presenza del pupo esclude l’esposizione ai 40 nodi, e quindi.
5. ho convinto mio marito a scrivere un post su una cosa che gli aveva lasciato delle perplessità. Il post non è ancora finito, ma ci abbiamo ragionato per ore. Magari a un certo punto verrà, chissà. Il sentirsi giovani sta nel fatto che abbiamo ritrovato una passione per il nostro lavoro che latitava da anni, la passione che, appunto, ti tiene incollato per ore a una questione che fino al giorno prima davi per scontata.

Il bilancio? Una decina di anni di meno, a dir poco. Giusto per affrontare la settimana con un barlume di energia in più.

venerdì, ottobre 02, 2009

E ora il Momcamp se ne va in gita al lago

Venerdì parte la BlogFest 2009: praticamente tutto quello che è “social” si dà appuntamento a Riva del Garda, per guardarsi in faccia, raccontarsi, discuterne.

Poteva forse mancare il MomCamp? Naturalmente no. Noi ci saremo domenica mattina, con un tema che sta molto a cuore a tutte le famiglie: città, viaggi, prodotti family friendly. Che significa family friendly? Un negozio lo è se ha parcheggi per chi trasporta bambini (e quindi ha bisogno di più spazio per il carico e scarico), toilette attrezzate con fasciatoi, scalda biberon, e così via. Da qui alla città il passo è breve: immaginatevi una città dove non serve fare lo slalom tra le auto parcheggiate sul marciapiede per portare in giro un passeggino, o dove sia facile prendere i mezzi pubblici senza rimetterci la schiena. E così via. Interessante, no?

Il MomCamp di Riva del Garda ha anche uno sponsor fichissimo, FIAT, che ci presenterà la Panda Mami, un esempio di prodotto family friendly. Come si fa a dirlo? Beh, abbiamo pensato che la cosa migliore fosse fare un test, e allora ecco cosa succederà: le famiglie che vorranno potranno cimentarsi in una gara su chi fa prima a caricare e scaricare la Panda di tutte le cose che ci vogliono per portare in giro un bambino. Ai vincitori, la maglietta fastmom, fastdaddy e fastkid.

Come sempre, qui per le iscrizioni, qui il sito e qui tutte le informazioni per la BlogFest.

Ci vediamo a Riva!

lunedì, settembre 15, 2008

In corriera alla BlogFest

“Sai che c’è un gruppo su Facebook che si chiama ‘Che mi fai a fare amico su Facebook se poi per strada non mi saluti?’”
“…”

“Lui! Lo seguo su Twitter”
“Perché non lo saluti?”
“Veramente è la prima volta che lo vedo, mi vergogno…”

Alcune cose che mi sono segnata, in ordine sparso. Alcuni segnali, credo.
Una presenza importante di attori istituzionali. Per la prima volta, se non ho perso il conto, il Mercato è stato presente. Magari solo per autopromuoversi, ma c’era. Dunque, non di Woodstok dei blogger si è trattato, ma di un segnale importante di una realtà che non è più considerata marginale. Forse.

Due forze interne alla blogosfera (o per lo meno a quella parte di blogosfera rappresentata a Riva del Garda). Una centrifuga, che porta alcuni blogger, soprattutto quelli professionisti, ad andare sempre più verso il Mercato medesimo e siglare con esso piccoli (e grandi) compromessi. A mettere da parte la rigida filosofia del dono che garantisce libertà, per andare alla ricerca di modalità che garantiscano la pagnotta (sia chiaro: perché no?). E poi una forza centripeta, che contrappone sempre noi (i blogger) a loro (gli altri, il mercato, le aziende, le agenzie, ecc. ecc.), che in fondo è alla radice dell’eterna e sempre dibattuta autoreferenzialità dei blog.

(Mi veniva da pensare una cosa, circa questo delicato equilibrio tra libertà e business. Io ho fatto una scelta abbastanza radicale: lavoro nella comunicazione da sempre, ma non ne scrivo. In parte perché ritengo di aver bisogno di spazi privati lontano dagli argomenti che tratto per lavoro, e in parte anche perché su alcune cose so che si creerebbe un conflitto di interessi con la mia azienda. Ora mi chiedo se per caso non è una scelta un po’ del c***o).

Meno spazio alle discussioni (che fine hanno fatto gli interstizi?). Sarà stato il tempo, saranno state le location di backup, sarà stata la contemporaneità di tanti eventi, vai a capire. Ma una vera discussione l’ho vista/vissuta solo al MediaCamp, dove per me la festa è finita chiacchierando amabilmente con Vittorio Pasteris ed Enrica Garzilli su giornalisti/blogger e blogger giornalisti, di ordine (sempre dei giornalisti) e via discorrendo – argomenti, peraltro, che hanno accompagnato tutti e 3 i giorni.

La mia BlogFest è stata tante cose.
La pioggia che ci ha riempito le scarpe e mandato a ramengo i propositi del parrucchiere. L’emozione di una presentazione (che non vuol dire niente, se uno ci è abituato, a presentare in pubblico, però è la prima volta che parla davanti ai suoi pari, e non è quindi tutelato da nessun ruolo, sia esso quello di cliente, fornitore, docente, e così via: i suoi pari sono come i suoi compagni di scuola, o le persone con cui chiacchiera al bar, ma questi, però, lui non li conosce, non li ha mai visti, sono tutt’al più, appunto, contatti su Twitter).
Rientrare all’una in ostello e continuare il dibattito sull’editoria, e se sia giusto o no che esiste l’ordine dei giornalisti.
Riconoscere le rigidità e affrontarle con infantile superficialità.
Rendersi conto che per la prima volta ho lasciato a casa la famiglia per un intero week end. E che mi sono mancati un sacco. Il che non vuol dire che, alla bisogna, non ripeterò ;)

venerdì, settembre 12, 2008

BlogFest!

Sono in partenza per la BlogFest (o il BlogFest? qualcuno dice così...). Fra un po' passa a prendermi la mia amica A. e via!!!

(Marito e figlio rimangono a casa. Due notti di separazione sono un inedito assoluto. Loro se la caveranno sicuramente, io speriamo).

Baci!