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mercoledì, ottobre 22, 2008

Tiananmen

Berlusconi vuole mandare la polizia nelle università.

Che cazzo sta aspettando Veltroni? Le primarie per eleggere il povero cristo da mettere davanti al carro armato e scattare la foto del secolo?

lunedì, ottobre 20, 2008

A prova di scemo

Mi è capitato, come sarà capitato a tutti, di dire delle cose e non essere compresa. Alcune persone se la sono presa, per le cose che avevo detto e che, evidentemente, non ero riuscita a spiegare. Allora ho parlato a queste persone e ho chiarito. Ho spiegato loro cos'era che volevo dire, e amici come prima.

Adesso, signora Gemini, mi segua, per favore. Lei continua a dire che le persone che stanno contestando il suo decreto in realtà non l'hanno letto, o non l'hanno capito. A queste persone (che sarebbero noi, io, la mia tata, le famiglie che come la mia sono contrarie alla scuola privata ma che si rifiutano di pensare che un'istruzione adeguata ai nostri figli possa venire sono da questa), a queste persone, se fossi in lei, cercherei di parlare, proprio come ho fatto con i miei amici, piuttosto che continuare a insultarle.

Signora Gelmini, faccia una cosa, accontenti la mia tata - che grazie a lei da leghista sta diventando comunista, non di sinistra, proprio comunista -: si faccia aiutare da qualche professionista della comunicazione (ne avete d'avanzo, ma se serve posso aiutarla anch'io ;)), e mettete giù un bignami della riforma. 10 punti, ma chiari, brevi, comprensibili. Insomma, a prova di scemo, come pare che lei consideri tutti gli italiani che le stanno dando addosso. E poi lo diffonda ovunque: si faccia regalare una pagina dai quotidiani, 60" dalle TV, 30" dalle radio, poster 6x3, si faccia fare anche un sito internet, non sa quanto sia utile; insomma le classiche cose che siete abituati a fare quando vi sta a cuore una cosa. Certo, sarebbe un cambio di prospettiva, stavolta: qui non si tratterebbe di manipolare, ma proprio di spiegare.

E giacché c'è, signora, mi faccia un altro favore, a me e alle persone di cui parlavo prima: ci metta anche un punto sui programmi scolastici, che a noi (che siamo scemi, ma insomma, ogni governo ha i cittadini che si merita) proprio non ci riesce di capire come fa un programma come quello attuale a stare dentro le 24 ore settimanali, e neanche vorremmo che tutto il lavoro fosse da fare a casa (leggi ore e ore a fare i compiti).

Che dice, signora Gelmini, ce la può fare?

Una scema

venerdì, ottobre 17, 2008

Giacché ci siamo, riformiamo anche le donne?

Allora, facciamoci due conti. La riforma Gelmini lascerà a casa, in 3 anni, 87.000 docenti e 44.000 persone fra il personale non docente. Fra i non docenti non so, ma fra gli insegnanti oltre il 94% sono donne. Quindi, se la matematica non è un'opinione, 81.780 sono sicuramente donne. Teniamoci larghi e diciamo che dei 44.000 di cui non conosciamo con certezza il sesso, il 50% sono donne. Fanno 22.000. Quindi: 81.780 + 22.000 fanno 103.780 donne. A casa nei prossimi 3 anni. Ok.

Ora. La riforma della signora Gelmini farà saltare il tempo prolungato (o tempo pieno) così come viene fatto oggi. Le ore pomeridiane dei nostri bambini saranno occupate, presumibilmente, dalle attività svolte da cooperative private, pagate dalle famiglie. L'alternativa a questo, per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano e che non hanno una famiglia d'appoggio (santi nonni!), è che paghino una babysitter. Pagare per pagare, è presumibile che una parte di queste mamme, magari le pluripare più oltranziste, decida di rimanere a casa a curare i figlioli. Scelta sacrosanta, l'hanno fatta anche molte delle nostre mamme.

Allora io però mi pongo un problema: ma non è che questa riforma, tra gli altri danni, non creerà anche un massiccio ritiro delle donne dal mondo del lavoro?

Mi sento insultata.

Signora Gelmini, vorrei che ci pensasse solo per un attimo, e che riflettesse sul fatto di essere anche lei una donna. O almeno è quello che vuole farci credere.

P.S. questo blog nasce per informare i genitori (e non) sulla legge Gelmini. Casomai qualcuno volesse approfondire.

giovedì, ottobre 16, 2008

Compagna Tata

Sono molto fiera di me. Da un paio di giorni la base del centro sinistra (o quello che è, insomma) si è arricchita di una persona. La mia tata.

La mia tata nasce leghista: legge La Padania regolarmente, non ama terroni e extracomunali in genere, ritiene che i soldi del nord debbano rimanere al nord, e così via, ma con molta discrezione. Mi sono interrogata a lungo sull’opportunità di affidare la mia creatura a una visione del mondo così lontana dalla mia, ma poi me ne sono fatta una ragione: questa tata qua è bravissima, e non ho intenzione di farmela scappare, almeno finché Gabriele non andrà al liceo.

Insomma, succede che qualche sera fa rientro a casa e lei mi ha preparato la nota degli avvisi della scuola. Tra questi spicca il possibile sciopero del 17. La tata è molto infastidita dagli scioperi, perché li considera manifestazioni di non rispetto delle istituzioni. Allora io le dico che sì, lo sapevo, e che al mattino, a scuola, avevo parlato con alcune mamme della necessità di supportare le iniziative contro la riforma Gelmini. Lei mi guarda un po’ stranita. Io le dico di che si tratta. Lei non batte ciglio fino a che non arrivo al punto del rischio per il tempo prolungato. E lì è mia (niente tempo prolungato a scuola = mezza giornata di impegno in più per lei, e anche se significa più soldi, lei non ha più vent’anni, e insomma preferirebbe evitare).

Le parlo delle email al Presidente della Repubblica, e mi chiede il link. Glielo manderò via email, insieme a tutte le altre informazioni del caso.

Ovviamente però non finisce qui. Nei giorni seguenti si informa presso le mamme e le nonne. Ieri sera mi fa il suo resoconto.

“Guarda, Giuliana, io sono senza parole. La nonna di X, che lavora al ministero, mi ha raccontato di quelle cose! Mi ha detto che secondo lei – ma tu non dire niente, mi raccomando – stanno preparando una dittatura! Abbiamo letto insieme il decreto. Lei sbiancava man mano che andava avanti. Mi ha fatto vedere delle cose nascoste, che uno che non c’è dentro non vede nemmeno… Una cosa, ma una cosa!!!”

Io gongolo. Lo sciopero non si configura più come insubordinazione, ma come coscienza civile. Alè. Poi ci mette il carico da undici.

“La nonna di X mi diceva anche che – ma tu non dire niente, mi raccomando – è molto delusa dal suo partito. Lei non ha votato per quelli che sono al governo…”

A questo punto è necessaria una precisazione. La tata è una persona molto riservata. Gli argomenti tabù, per lei, sono diversi, ma i principali sono: la religione (nel senso che, pur essendo cattolica osservante, per lei la religione è una cosa molto personale), la fede politica, i soldi, il sesso. Come molti, del resto. Quindi interpreto il suo strappo alla regola come un segnale di profondissima indignazione.

“…Però si aspettava che i suoi facessero qualcosa, e invece hanno lasciato passare di quelle cose, ma di quelle cose…!!!”

Ecco, la tata ha continuato a parlare, nonostante l’ora di cena a casa sua fosse passata. Alla fine volevo quasi parlarle della Fondazione Daje. Poi ho pensato che era meglio non esagerare. Ma magari per le prossime elezioni farò un po’ di pressione in più.

Veltroni, dimmi grazie! E medita sul dolore che stai dando a queste signore!

lunedì, ottobre 13, 2008

Scrivete al Presidente!

La scuola elementare è l'unica che funziona bene, in Italia. Perciò quando la Gelmini se n'è uscita con il suo decreto, tutti abbiamo pensato: "E' talmente stupido che non passerà". Poi, complici altre emergenze (Alitalia, il fallimento di Lehmann Brothers, il rischio recessione, ecc. ecc.), il Governo ha posto la fiducia sull'infame oggetto. Beata ingenuità. Era talmente stupido che è passato.

Ora, che voi abbiate dei figli o no, fate un favore all'Italia: scrivete al Presidente e chiedetegli di non firmare. C'è un gruppo su Facebook, nel caso vi sentiste soli, e potete copiare e incollare questo testo (che è quello che sta girando) nella form della email del sito del Quirinale:

LA PREGHIAMO SIG. PRESIDENTE DI NON FIRMARE IL DL 137 9 OTTOBRE 2008 PER IMPEDIRE DI:


trasformare, attraverso la progressiva privatizzazione della scuola pubblica, le singole scuole pubbliche in istituzioni private

fare tagli alla scuola pubblica

far assumere di ocenti dai dirigenti

far sparisce il tempo-scuola di pomeriggio

l’aumento di alunni per classe

la chiusura delle scuole più piccole

l’istituzione del maestro unico

la riduzione degli insegnanti d’inglese

riduzione degli insegnanti di sostegno

cacciare i precari

ridurre il personale ATA

regionalizzare completamente il sistema scuola.

CONTRO

la fine della scuola della Repubblica uguale in tutto il Paese

il dopo-scuola pagato dalle famiglie

i libri e servizi aggiuntivi pagati dalle famiglie

la fine della scuola PUBBLICA per tutti.
Grazie.