Interno giorno. Stanza da bagno (la definizione è a beneficio delle agenzie immobiliari). Il pupo settenne sta espletando le sue funzioni corporali.
Pupo Settenne: “Mammaaa!!!”
Mamma (dalla cucina): “Che c’è?”
PS: “Puoi venire un attimo?”
Entra Mamma
PS: “Mamma, ma che lavoro fa papà?” (il lavoro che faccio io più o meno lo sa, bazzica di tanto in tanto nel mio ufficio)
M: “Lavora in un’agenzia di pubblicità”
PS: “Fa i cartelloni, gli spot, …?”
M: “No, si occupa di Internet, come me. Però lui fa i siti, sai quelli che ogni tanto ci fa vedere…”
PS: “…”
M: “…”
PS: “Senti, ma se questo lavoro non esistesse che cosa succederebbe?”
M (un po’ preoccupata, presentendo dove vuole andare a parare): “Beh… sarebbe un peccato”
PS: “…”
M: “…”
PS: “Ma… sarebbe un peccato o moriremmo tutti?”
M (mormora, mentre una lacrima le riga la guancia): “Sarebbe un peccato. E basta”
Due anni che questa cosa mi tormenta. Mio figlio ci considera degli esseri inutili. E lo dice con garbo, mentre sta cagando.