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giovedì, gennaio 31, 2013

#liberericette Porcospino di tonno di Roberta

Roberta è una mia cara amica e di questa fantastica iniziativa non aveva capito niente. Così le ho detto "mandami una ricetta e basta" e lei l'ha fatto. Ed ecco la sua ricetta.

Porcospino di tonno





Ingredienti
125 gr. mascarpone
125 gr. Tonno all'olio di oliva (peso scolato)
pinoli
1 chicco di pepe
2 chiodi di garofano

Preparazione
Sminuzzare il tonno, dopo averlo scolato, con un minipimer o nel frullatore.
Aggiungere il mascarpone al tonno e mischiare fino a farlo diventare omogeneo e, con le mani, ottenere una palla.
Lasciare riposare in frigo per qualche ora (4/5 minimo)
Estrarre dal frigo e modellare la forma del corpo del porcospino.
Ricoprire il tutto infilzando i pinoli uno ad uno, lasciando libera la parte del muso.
Utilizzare un chicco di pepe per il naso e 2 chiodi di garofano per gli occhi.
Servire con pane abbrustolito o focaccia su cui spalmare.

Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web.

#liberericette Le lagane e ceci

Nonostante ultimamente mi diletti un po’ di più in cucina, i fornelli non sono proprio la mia tazza di tè. Però potevo forse rinunciare ad una giornata così speciale, in cui tutti blog si trasformano in tavole imbandite? Ovviamente no. E allora sono andata di nuovo a prendere un piatto tipico della cucina lucana. Che amo per tre motivi.

Il primo è che è buono. Punto. Provate e sappiatemi dire.

Il secondo è che veniva chiamato “il piatto del brigante”. Era infatti uno dei piatti più gettonati dai briganti che nella seconda metà del XIX secolo si facevano il mazzo nei boschi della Basilicata. E io amo molto i briganti.

Il terzo è che è un piatto con una storia. Ne ha parlato Orazio (il poeta, quello latino nato a Venosa nel 65 a.C.) nelle sue Satire (VI, libro I): " ...inde domum me ad porri et ciceris refero laganique cantinum ", " quindi me ne ritorno a casa per mangiare una scodella di porri, ceci e  lagane ". Ed è la prima volta che si parla di pasta in letteratura. 
Le lagane sono strisce di pasta larghe circa 4 cm e lunghe 7-10 cm, fatte con farina e acqua, senza uova. L'origine etimologica della parola si perde nel greco antico (laganou era il termine usato per indicare il mattarello, che nel dialetto è diventato laganaturo): indicava un disco di pasta fatta con acqua e farina, arrostito su una pietra rovente e poi tagliato a strisce; queste venivano unite a legumi o granaglie e di solito consumate come una zuppa.
Il celebre gastronomo Apicio, nel suo De re coquinaria designa con il nome di lagane delle sfoglie di pasta condite con il garum (un una salsa liquida, piccante, di interiora di pesce e pesce salato che gli antichi Romani aggiungevano come condimento a molti piatti, oppure con la carne, sovrapposte a strati, in una versione antenata delle nostre lasagne).

E insomma bando alle ciance, ho fatto anche un po’ di cultura e adesso passiamo alla ricetta.

Lagane e ceci





Ingredienti (per 4 persone)
Per le lagane: 400 g. di farina (semola rimacinata), acqua calda, un pizzico di sale
Per i ceci: 300 g di ceci (già messi a bagno), 2 pomodori pelati, due cucchiai di olio, aglio, prezzemolo, sale q.b., peperoncino

Preparazione
Preparare un sughetto leggero facendo soffriggere uno spicchio d’aglio in due cucchiai di olio e aggiungendoci poi i pelati e infine il prezzemolo. Aggiustare di sale e aggiungere il peperoncino (io non lo metto nel sugo se no il pupo si sturba, lo aggiungo direttamente nel piatto, al momento di servire). Quando il sugo è a buon punto aggiungere i ceci e lasciar cuocere per una mezz’ora.


Intanto, preparare le lagane. Impastare farina, acqua e sale, fare una sfoglia sottile, come per le lasagne, e tagliarla a strisce di circa 3-4 cm. Poi tagliare le strisce diagonalmente, in pezzi di circa 7-10 cm di lunghezza. Le lagane sono irregolari, quindi andate pure tranquilli.

Cuocere le lagane in abbondante acqua salata. A metà cottura scolare lasciando un po’ di acqua e aggiungere il sugo con i ceci.

Servire accompagnando con un buon Aglianico del Vulture.


Buon appetito!

Una cosa importantissima che copincollo da Yeni Belqis, che ha dato il via al circo di quest'anno. Tutti i partecipanti alla cucinata collettiva sono invitati a donare l’equivalente del costo del piatto che cucineranno alla mensa del Centro Astalli. Se il web può essere solidarietà, calore, amicizia, non vogliamo dimenticare tutti quelli che sono soli, invisibili, al margini delle nostre città. L’idea è che in questa nostra festa in cui ognuno porta qualcosa ci sia un certo numero di posti a tavola per far sedere anche chi si trova in un Paese straniero dopo essere fuggito dalla guerra e dalla persecuzione.

Poi, dopo il 31 gennaio, chi lo vorrà potrà partecipare a un turno di volontariato alla mensa del Centro Astalli, oppure a un incontro per capire meglio la realtà dei rifugiati in Italia.

Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web.

#liberericette Lasagna verde vegana alla Farina


Com’è tradizione (se due anni fanno una tradizione, direi di sì) questo blog ospita ricette senza fissa dimora. La mia amica Francesca ci regala una ricetta vegana, eccola qua.

Lasagna verde vegana alla Farina

Difficoltà: facile
Tempo: 45 minuti

Ingredienti (per due persone)
 - un panetto di tofu compatto da 200 g. di forma spessa e quadrata
- 250 g. di broccoli
- 100 grammi di fagiolini interi
- 1 dado e mezzo vegetale
- mezza cipolla
- 5 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
- una tazzina di salsa di soia
 - sale e pepe
- a piacimento: formaggio pecorino grattugiato, semi di sesamo tostato, basilico fresco

Preparazione 
1)  Lavate e taglieate a cimette il broccolo, privandolo delle foglie e dei gambi più duri e mettetelo a bollire per 15 minuti in una pentola capiente con acqua e un dado.

2)  Tagliate la cipolla finemente e mettetela a soffriggere con un cucchiaino d’olio e.v.o. e un cucchiaino di salsa di soia.

3)  Scolate i broccoli e passateli in padella, rigirando spesso e lasciandoli cuocere ed insaporire nella cipolla. Per 10 minuti. Se occorre aggiungete un po’ d’acqua usata per la bollitura del broccolo. Lasciate l’acqua bollente in caldo. La riuseremo.

4) Mettete in acqua per 15 minuti circa i fagiolini. Dovranno risultare cotti, ma croccanti e solidi.

5) Tagliate il tofu a fette, incidendo il panetto longitudinalmente per ottenere delle lasagnette abbastanza sottili, ma non troppo (meno di mezzo centimetro)

6) Fatele passare velocemente in un bagnetto di salsa di soia e se vi piace, aggiungete un po’ di succo di limone.

7) Mettete in una piccola padella 3 cucchiai di olio extravergine e fatelo scaldare. Aggiungete le “lasagne” di tofu e fate dorare.

8) Riprendete il broccolo in padella e frullatelo insieme a ½ dado e a un bicchiere della sua acqua di cottura.

9) Prendete i piatti da portata e stendete uno o due cucchiai di crema di broccolo, adagiateci sopra la lasagna di tofu calda, un altro strato di crema di broccolo e poi uno strato di fagiolini uno accanto all’altro a formare un altro strato. Continuate così in modo da avere tre piani.

10) Per finire potete completare con una spolverata di grana, una manciata di semi di sesamo tostati,  oppure delle foglie di basilico fresco.

Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web.

mercoledì, dicembre 26, 2012

Madeleine natalizia: il brodo di tacchino con i cardi

Quando esci dalla tua famiglia d'origine e te ne crei una tua, tra gli innumerevoli cambiamenti c'è quello, spesso sottovalutato, delle tradizioni. Se, come nel mio caso, si proviene da posti diversi, le tradizioni familiari devono essere rivedute e corrette. Nel nostro caso non abbiamo tenuto molto, sia per la difficoltà di rendere compatibili abitudini e lessici relativi, sia perché né io né mio marito vi siamo mai stati troppo legati. Il Natale è una di queste cose.

Quest'anno, però, quando per vari motivi siamo rimasti entrambi "senza famiglia", mi è venuta voglia di riprendere per noi una madeleine, un piatto tipico del pranzo di Natale di casa mia, il brodo di tacchino con i cardi. Ci sono un sacco di varianti, naturalmente, a questa ricetta, praticamente una per famiglia. Io ho seguito quella che mi ha passato mia madre. Al telefono, 10 minuti prima di andare a fare la spesa. E per celebrare degnamente l'evento, ho realizzato il piatto twittandone tutte le fasi. Una nota: il brodo con i cardi è un antipasto, anche se non sembra.

Ed ecco la ricetta (da foodblogger per caso, quindi non aspettatevi troppa precisione, soprattutto nelle quantità e nei tempi. Ho fatto a occhio, come mi ha raccomandato mia madre al telefono).



Ingredienti
Un cespo di cardi
Un cespo di cicoria riccia (io l'ho trovata come "insalata riccia", si sa che le verdure hanno un nome diverso in ogni posto)
Un cespo di cicoria catalogna
Una coscia di tacchino
Un pezzo di biancostato
(per le polpettine) Trita di vitellone, mollica di pane, un uovo, aglio, prezzemolo, latte, sale
(per il brodo) Sedano, carota, cipolla
Pentole grandi!

Procedimento
Con la trita, preparare le polpettine. Io ho usato il pangrattato al posto della mollica di pane (sacrilegio ma non troppo, ha funzionato lo stesso), e poi uno spicchio d'aglio e del prezzemolo tritato, un po' di latte per ammorbidire l'impasto, un uovo, sale e pepe. Le polpettine si chiamano "ine" perché devono essere piccole, quindi non barare!



Una volta pronte le polpettine si può mettere su il brodo. Io l'ho fatto un po' misto, con tacchino (coscia) e biancostato di vitello fatti a pezzi non troppo grandi.

Messo su il brodo si può passare alle verdure.

Ed ecco i cardi. Sono come dei sedani enormi, e molto più fibrosi. Quindi vanno mondati molto accuratamente, se no a tavola ci si strozza. Un'altra particolarità è che lasciano le mani nere, per cui per pulirli io ho usato i guanti di lattice.


Una volta mondati e fatti a pezzi, fari cuocere in abbondante acqua salata (si dice così, no?). Io li ho fatti bollire almeno un'ora prima che diventassero più morbidi di un pezzo di legno stagionato.






Per le altre verdure, invece, bastano 10-15 minuti in acqua salata e bollente. Nel frattempo, il brodo sarà praticamente pronto, perciò posso togliere la carne, che terrò da parte, e andare a chiedere in prestito alla vicina un pentolone abbastanza grande da contenere il tutto :)


Unisco al brodo alle verdure, nel pentolone della vicina. Cerco di aggiungere anche le polpettine, non è detto che ci riesca perché tendono a sfuggire da tutte le parti. Faccio andare per 20 minuti circa.


E alla fine metto tutto insieme e ce lo lascio almeno per 4-5 ore, così il sapore si amalgama. Alè!

Il lesso si può servire a parte, mentre il resto va nel piatto. Ottimo con un po' di grana.


Nota finale: era buonissimo!